Biodisponibilità dei farmaci

Torniamo a parlare di farmaci, ed oggi di biodisponibilità.

Questa parola l’abbiamo già sentita ed incontrata molte volte in passato quando parlavo dei farmaci equivalenti o “generici”; infatti facendo un breve ripasso riprendo la definizione: “un farmaco generico è un medicinale che contiene la stessa quantità di principio attivo e presenta la stessa biodisponibilità di un farmaco di marca con brevetto scaduto”

Quindi…?

E’ un parametro farmacocinetico che indica l’esposizione sistemica del farmaco ottenuta per una qualsiasi delle vie di somministrazione raffrontata alla somministrazione endovenosa di una stessa dose del farmaco. Si rappresenta con un parametro matematico chiamato per la via orale Fos.

Se io assumo una compressa es. un antibiotico da 500 mg, avremo una Fos pari al 100% se avrò in circolo la stessa quantità di farmaco ottenuta da una somministrazione per endovena sempre di 500 mg del medesimo farmaco. Allo stesso modo se il farmaco ha una Fos del 50% per il caso di prima, per avere lo stessa esposizione dovrò raddoppiare, quindi 1000 mg per via orale.

Per dirla in modo più semplice ed estremamente semplificato indica quanto farmaco è in grado, dopo un tempo prefissato, di raggiungere il sito d’azione.

Il parametro è fondamentale non solo per raffrontare nel caso dei generici di cui sopra i vari tipi originale e non, ma indica come deve essere modificata la dose in base alla via di somministrazione per avere il massimo effetto con i minimi rischi.

Ricordo infatti che ogni via di somministrazione ha pro e contro, per cui non è assolutamente possibile fare un indice generale di quale sia la migliore, seppur quella orale rimane indubbiamente la più pratica, ma va valutato con il medico e per le caratteristiche chimico-fisiche del farmaco ogni singolo caso.

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