Farmacodinamica: cosa succede quando ingeriamo un farmaco?

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Quando ingeriamo una sostanza diversa da un alimento, questo può rimanere inerte oppure come un farmaco, può interferire con il metabolismo o altre attività del corpo umano attraverso l’interazione fisica e chimica. I recettori dei farmaci sono quelle aree cellulari o siti biologici dove va a legarsi il farmaco per esplicare la sua azione con un meccanismo più o meno complesso. Altri farmaci invece interagiscono solo chimicamente es. gli antiacidi per neutralizzare l’iperacidità nello stomaco senza uno specifico bersaglio.

Indipendentemente dal suo bersaglio quando un farmaco svolge la sua funzione ha due effetti: stimolazione o inibizione. L’intensità dipende dalla sua efficienza nello svolgere i due compiti e spesso seppur l’effetto è proporzionale alla dose oltre un certo valore non abbiamo più l’azione. Anche il tempo svolge un ruolo fondamentale dalla somministrazione: passato un tempo di “latenza” l’effetto incomincia ad aumentare fino ad un massimo per poi decrescere fino a sparire, eccezion fatta se l’effetto è di tipo irreversibile e quindi causando anche danni seri alle cellule e all’organismo

Quello che chiamiamo dose-effetto descrive l’andamento dell’azione farmacologica in risposta alla dose somministrata ed è importante per identificare a quale dosaggio minimo possiamo avere l’effetto desiderato, e ai fini terapeutici stabilire qual è il range di dose min e max in cui operare: infatti oltre un certo dosaggio non si ottiene più alcun effetto, anzi, la dose può diventare tossica o letale.

In tutto questo contesto si inserisce il soggetto da trattare, variabile per origine etnica, sesso, peso, patologie pregresse e la sua situazione di salute ed ambientale in toto che posso dare oscillazioni anche importanti per l’efficacia terapeutica del farmaco che quindi vanno sempre valutate nella sperimentazione.

In merito al meccanismo d’azione, le proteine di membrana cellulare sono tra i principali recettori dei farmaci che legandosi con loro in maniera reversibile o irreversibile, e in base al grado della loro interazione e specificità vanno a modulare una risposta cellulare. Alcuni recettori sono specifici di determinate cellule e ne consegue che la risposta al farmaco sarà tanto più mirata quanto è specifico il bersaglio, a differenza di recettori più sistemici che quindi possono portare ad un aumento di effetti …”secondari”.

Per questo la ricerca farmacologica sovente mira a localizzare recettori altamente specifici per minimizzare gli effetti secondari e creare farmaci altamente efficaci. La nuova frontiera, venuta a galla con tutte le sue potenzialità in era Covid, è infine l’utilizzo delle conoscenze geniche per una futura generazione di farmaci che andranno ad interagire direttamente con il Dna, Rna, e altamente soggettivi, una medicina come dicono gli inglesi “tailor made” ovvero cucita su misura per quel singolo paziente, o almeno questa è la direzione da intraprendere.

 

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