Diario di bordo: giorno 1

Musica: Radio Gaga, QueenDiario

Location: area pic nic metropolitana

Quarantena, Isolazione, Desolazione. Mi guardo intorno, non vedo che quattro gatti in lontananza camminare alla ricerca del peso perduto precovid. Penso che anche io dovrei darmi un po’ da fare per migliorare il mio indice di massa grassa ma sto scrivendo per cui sono costretto a rimandare questa pratica brutale. Preferisco venire al parco segnandolo come sforzo massimo della giornata.

Tornando all’isolamento, leggendo bene le regole, anche se non si può uscire dal proprio comune, io sono fuori dal mio comune. In realtà sono fuori per lavoro, ma nessuno è ancora venuto a chiedermelo per cui come gli altri sfigati che devono passare la pausa pranzo fuori casa, e per fortuna accade raramente, ho deciso di venire nella natura qualora la natura chiamasse poiché in città nei bar non si può andare. Per fortuna hai due opzioni: se sei donna il centro commerciale, se sei uomo tutto sommato anche un boschetto può andar bene. Anche in questo caso il sig. Mario non ha risolto questo problema. Si ho il caffè, ma di cesso manco l’ombra.

A sinistra qualche impiegato, a destra qualche altro professionista, ma tutti a concimare il parco siamo venuti. Spero che nel decreto ristori ci sia anche uno sgravio per chi lavora fuori facendo risparmiare il comune almeno nei fertilizzanti.

Lasciamo linea verde per dedicarci al cambio di stagione. Sembriamo tutti storditi, ai limiti tra lucidità e psichiatria.  Gli integratori energizzanti la fanno da padrona, anche se poi dopo quelle due o tre ore che passa l’effetto riesce lo zombie che c’è dentro di voi. Il miraggio che arrivi presto sera e tornare a letto riprende il sopravvento e via con altra dosa di caffeina e ginseng. Lasciate ogni speranza per voi che siete dopati, la giornata è lunga, lunghissima.

Passa un simpatico vecchietto con il cane, tira una folata di vento, e mi sembra di sentire l’odore dell’acqua. Avete presente quando siete al mare e sentite la salsedine nel naso? Il laghetto…vabbè immagino sia un laghetto comunque questo breve allargamento del fiume… di fronte porta i suoi profumi di freschezza e di pulito, come se fosse fresco di lavanderia. In effetti lo è nella sua limpida acqua e nel lieto scorrere  verso l’estuario.

Il tempo di oggi a mia disposizione è finito.

Grazie di avermi letto e vi aspetto alla prossima puntata semiseria di un semiserio personaggio.

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