Pelargonium sidoides: e con il Covid19?

Questo articolo vuole essere un estratto di una ricerca più ampia condotta dal Dipartimento di Scienze Farmacologiche Università degli Studi di Milano sul Pelargonium sidoides nel 2011*

Il Pelargonium sidoides appartiene al genere dei comuni gerani che abbiamo sui nostri balconi, è stato utilizzato in fitoterapia tradizionale nel sud-Africa per le sue proprietà di curative su patologie infettive quali diarrea, malattie respiratorie e problemi epatici e disturbi mestruali.

Come sovente accade con i prodotti fitoterapici non è stata identificata una sola sostanza responsabile delle sue proprietà curative ma si attribuiscono le azioni al suo fitocomplesso. Questo essendo un’estratto da piante rende difficile la riproducibilità in termini di concentrazioni dipendendo da fattori ambientali per cui è stato brevettato il EPs® 7630 “da piante coltivate e preparate in maniera altamente controllata, e ottenuto con un processo estrattivo, con una miscela idro-etanolica (11% m/m), anch’esso altamente standardizzato”. Si è potuto così procedere a studi su un prodotto unico.

I principali effetti con agenti virali sono di protezione delle cellule sia con meccanismi diretti che indiretti, soprattutto dose dipendenti. L’azione sembra essere svolta con un incremento dell’azione del sistema immunitario contro la riproduzione di molti tipi di virus come l’influenza (nb. si rimanda alla rassegna originale sui meccanismi coinvolti, link in fondo)

Non sono riuscito a trovare in letteratura pubblicazioni su riviste scientifiche di test svolti direttamente tra il Covid-19 e il EPs® 7630 sia in vitro che in vivo perchè i più recenti risalgono al 2018 in cui il Covid era ancora sconosciuto, per cui quando leggo affermazioni del tipo “serve contro il coronavirus” alzo le mani e passo la palla avendo come policy personale per questo sito all’attendibilità scientifica dei dati. Penso a prodotti fitoterapici largamente venduti a base di questa pianta di cui trovate facilmente i nomi tramite google che si sponsorizzano su moltissimi siti, anche farmaceutici o affini.

Quindi in attesa di ulteriori studi (aggiornerò l’articolo quando saranno disponibili) o se avete da segnalarmeli aspetto un vostro commento sui miei social.

Fonti: *Rassegna28M.D. Medicinae Doctor – Anno XVIII numero 11 – 23 settembre 2011

 

Protezione Copyright Attivata!