Il kiwi: un frutto inaspettatamente “alla mano”

Il kiwi non può di certo essere considerato come uno di quegli alimenti in grado di mettere tutti d’accordo. Infatti, un po’ per l’aspetto non particolarmente invitante della sua buccia ricoperta di peluria, un po’ per il sapore acidulo che lo caratterizza se non viene consumato al giusto grado di maturazione, e un po’ per via dei numerosi semini neri di cui è disseminata la polpa, questo frutto esotico non rientra nel gusto di molti. Tuttavia, alcuni piccoli accorgimenti sulla scelta e la modalità di consumo del kiwi, consentiranno di apprezzarne i pregi e di sfruttare al meglio le sue qualità.

NUTRIENTI E PROPRIETÀ DEL KIWI

Sarebbe un vero peccato rinunciare alla singolare fonte di sostanze vantaggiose per il nostro organismo che il kiwi rappresenta. Ciò, a maggior ragione, in un periodo dell’anno, quello invernale, in cui la frutta di stagione prodotta nel nostro Paese non abbonda. Inoltre, mentre molti tipi di frutta tendono ad essere ricchi solo di uno o due nutrienti, il kiwi è ricco di un ampio complesso di sostanze salutari. È una fonte eccezionale di vitamina C, vitamina E, potassio e fibre alimentari (Si pensi che due kiwi contengono in media più fibre di una tazza di crusca di grano). Questo frutto prezioso fornisce anche una buona quantità di magnesio e folati (vitamine del gruppo B). Con quasi il 10% del valore giornaliero raccomandato di folati, consumare kiwi è un buon modo per proteggere la salute della madre e del bambino durante la gravidanza

UN FRUTTO ALLA PORTATA DI TUTTI

Una volta scelti dei kiwi ben maturi (la maniera migliore di capire se lo sono è quello di affidarsi al tatto: esercitando una leggera pressione, la polpa del frutto deve cedere leggermente e risultare morbida), questi possono essere mangiati e serviti in molti modi.

il kiwi può essere semplicemente sbucciato e affettato. Ma esiste un metodo più pratico è veloce di consumarlo che consiste nel tagliare il frutto in due senza sbucciarlo, per poi mangiarlo con il cucchiaino, direttamente dalla buccia, proprio come se fosse un uovo alla coque. Gli Americani usano addirittura un termine specifico per descrivere questa pratica, cioè “slooping”! Infatti, nel corso degli anni, il kiwi, originario della Cina e introdotto in seguito in Nuova Zelanda, è passato dallo status di prelibatezza esotica ad essere riconosciuto come un frutto molto popolare, ampiamente consumato e coltivato negli Stati Uniti.

Se quello che si cerca è il massimo contenuto di fibre e nutrienti, diventa ancora più semplice consumare il kiwi. Sarà sufficiente sciacquarlo per eliminare il grosso della peluria presente in superficie e morderlo. Già, perché la buccia non solo è commestibile, ma contiene ben tre volte la quantità di antiossidanti presenti nella polpa.

CURIOSITÀ

Il kiwi contiene un enzima, l’actinidina, che, se da un lato, scomponendo le proteine, può diventare un problema quando si combinano i kiwi con altri alimenti, dall’altro, proprio in virtù di questa sua azione, può essere impiegato per rendere più tenera la carne. Si può, infatti, usare la purea di kiwi per marinare carne di manzo, pollo o maiale; oppure tagliare il frutto a metà, strofinarlo sulla carne e lasciar riposare per circa 30 minuti prima della cottura.

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