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Dieta chetogenica: un toccasana per i diabetici, ma attenti agli effetti avversi (parte II)

RICERCA SCIENTIFICA

I risultati più interessanti in merito all’efficacia della dieta chetogenica si sono riscontrati in studi condotti su soggetti affetti da diabete. Nello specifico, tra la fine del 2017 e la primavera del 2018, due studi clinici si sono occupati di valutare gli effetti della dieta chetogenica in pazienti in sovrappeso o obesi con diabete di tipo 2. Dopo un anno, in entrambi gli studi si è registrata una perdita di peso nei soggetti  sottoposti alla dieta in questione. (Si pensi che nello studio del 2017, il gruppo di pazienti con dieta chetogenica ha perso quasi 18 chili rispetto agli appena 4 chili del gruppo sottoposto a una dieta a basso contenuto di carboidrati, con il quale è stato messo a confronto). Inoltre, si è potuta rilevare una sostanziale riduzione dell’HbA1c, una forma di emoglobina che si riscontra quando nel sangue si accumula troppo glucosio, e, in entrambi i casi,  gran parte dei partecipanti è stata in grado di ridurre o interrompere l’uso di farmaci per il diabete.

EFFETTI AVVERSI

Gli effetti avversi comuni comprendono affaticamento, vertigini, costipazione e problemi del sonno, che tendono a migliorare in poche settimane. Un aspetto indubbiamente negativo di questa tipologia di dieta è la sua tendenza, data l’eliminazione di cereali integrali, della maggior parte della frutta e di molte verdure, ad avere un basso contenuto di nutrienti chiave, come acido folico e potassio, insieme alle fibre, tutti elementi essenziali per una buona salute.

Inoltre, i livelli di colesterolo “cattivo” LDL spesso aumentano con le diete chetogeniche. Tuttavia, è possibile ovviare a questo inconveniente concentrandosi su cibi ricchi di grassi insaturi piuttosto che saturi. In altre parole è meglio preferire noci e avocado, ad esempio, alla carne e al burro. Nel complesso, i benefici cardiovascolari apportati dalla dieta chetogenica (in particolare in termini di trigliceridi, glicemia e peso corporeo) possono superare qualsiasi aumento dell’LDL, specialmente per le persone con diabete.

Infine, un’utile avvertenza per coloro che sono affetti da malattie renali (inclusa la malattia renale cronica) è quella di evitare le versioni ad alto contenuto proteico della dieta, in quanto l’eccesso di proteine, unito all’incremento del carico di lavoro dei reni per lo smaltimento dei corpi chetonici e alla perdita associata di acqua corporea, potrebbe peggiorare le loro condizioni. Si consiglia a questi soggetti di consultare i loro medici prima di provare una dieta chetogenica.

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