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Dieta chetogenica: un toccasana per i diabetici, ma attenti agli effetti avversi (parte I)

Spesso chi sceglie di “mettersi a dieta” lo fa impostando il proprio regime alimentare sulla moda del momento. Se la dieta del gruppo sanguigno, messa a punto dal medico italo-americano Peter D’Adamo, è ormai datata, quella bizzarra della luna, basata sull’influsso del nostro satellite sulle maree, convince poco, e quella del biscotto (che non è altro se non uno snack iperproteico) è destinata ad avere effetti limitati nel tempo e non è affatto priva di effetti collaterali; quella chetogenica sembra riscuotere attualmente molto successo.

Tuttavia, nonostante il recente clamore, non si tratta di un nuovo tipo di dieta. Le diete chetogeniche sono utilizzate da anni come trattamento medico per i casi difficili di epilessia, specialmente nei bambini.

PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELLA DIETA CHETOGENICA

Le diete chetogeniche sono molto povere di carboidrati e generalmente molto ricche di grassi. Possono includere latticini grassi, uova, pesce, pollame, carne, noci, semi, verdure non amidacee e grassi come oli vegetali e burro. Le verdure amidacee, la maggior parte della frutta, dei cereali e dei dolci vengono eliminate.

Limitando fortemente l’assunzione di carboidrati, ovvero la principale fonte di energia del nostro organismo, si costringe quest’ultimo a “cambiare strategia” per assicurarsi il carburante necessario per svolgere le sue attività, iniziando, così, a degradare i grassi per produrre energia e a convertire alcuni aminoacidi dalle proteine​​ in glucosio. Il grasso diventa, in questo modo, la principale fonte di energia e alimenta anche la conversione aminoacido-glucosio.

La scomposizione dei grassi (e in misura minore delle proteine ​​e degli aminoacidi che le costituiscono) genera composti chiamati corpi chetonici, che possono essere utilizzati come fonte di energia dal nostro organismo (incluso il cervello), anche se in modo meno efficiente del glucosio. Questo stato metabolico, noto come chetosi, è un adattamento messo in atto durante la fame e in alcune malattie come il diabete non controllato e l’alcolismo. La chetosi si verifica anche in seguito ad una riduzione dell’assunzione di carboidrati, di solito intorno ai 20-50 grammi al giorno. A tal proposito, la dose di carboidrati consigliata per chi intende seguire una dieta chetogenica è, in genere, inferiore o uguale a 50 g/die, organizzata idealmente in 3 porzioni con 20 g ciascuna.

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