I “super frutti” hanno davvero una marcia in più? (Parte II)

ARONIA (Aronia melanocarpa)

Si tratta di un arbusto dalle bacche viola intenso che cresce negli Stati Uniti orientali e in Canada. Il frutto acido è utilizzato in marmellate, succhi e anche nella produzione di vino. Le bacche sono ricche in antociani, quercetina, acido clorogenico e altri antiossidanti. L’aronia fa parte della medicina tradizionale dei nativi americani quale rimedio per il raffreddore, tra gli altri usi. Uno studio polacco del 2007 ha rilevato miglioramenti nei parametri di colesterolo e pressione sanguigna negli individui che hanno consumato il succo di aronia per sei settimane. Ma una revisione del 2010 ha concluso che, sebbene le proprietà delle bacche di aronia siano promettenti, la qualità della ricerca è stata scarsa e, pertanto, si rendono necessari studi più rigorosi prima che possa esserne raccomandato l’utilizzo.

MAQUI (Aristotelia chilensis)

Conosciute anche come vinacce cilene o mirtilli della Patagonia, le dolci bacche viola del maqui, dal sapore lontanamente simile al sambuco, sono fonti di composti antiossidanti chiamati delfinidine, responsabili del loro colore. Da esse si ottengono marmellate e succhi, ma vengono vendute anche nella forma di capsule ed estratti. Le bacche di maqui trovano impiego presso gli indiani Mapuche del Cile per aumentare la resistenza e curare la diarrea, la febbre, il dolore ai reni, il mal di gola e altri disturbi. Tuttavia,  non vi sono studi clinici sui benefici per la salute delle persone.

CONCLUSIONI

Nelle parti del mondo in cui crescono questi “super frutti”, le popolazioni indigene spesso li venerano come importanti fonti di cibo e fondamentali rimedi della medicina popolare, ma non esistono studi pubblicati sulle persone che sostengano la maggior parte delle affermazioni millantate dai prodotti commerciali (e i pochi studi condotti erano mal progettati e preliminari nel migliore dei casi).

Nonostante gli alti livelli di antiossidanti e le altre interessanti proprietà di questi frutti, non ci sono prove che dimostrino maggiori benefici per la salute rispetto a quelli più comuni come mirtilli, ribes e fragole o, per quel che riguarda altri “superfruits”, come la bacca di goji e il melograno. Possono sembrare più esotici, ma non c’è nulla di miracoloso in loro.

Fonte: www.berkeleywellness.com

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