Non è tutto aloe quel che lenisce

Vi siete mai chiesti perché i prodotti a base di aloe sono più costosi degli altri? Presente in creme idratanti, gel di vario tipo, polveri e addirittura preparazioni da ingerire, l’Aloe vera viene percepita dal consumatore come un valore aggiunto, se non determinante, per la scelta di un prodotto, in quanto associata all’idea di qualcosa di naturale e che fa bene. Questo è il risultato di una buona strategia di marketing, che non esita ad attribuire proprietà calmanti, lenitive e “rigeneranti” a questa pianta grassa originaria della penisola araba e ormai coltivata in diverse parti del mondo. Ma esistono delle “prove” scientifiche che dimostrino i tanto decantati effetti benefici dell’aloe per il benessere del nostro organismo?

Molti studi sono stati dedicati all’uso topico, cioè sulla pelle, dell’aloe. Infatti, il suo uso maggioritario riguarda proprio l’industria cosmetica, che ne impiega gli estratti per lo più nella formulazione di doposole. A tal proposito, l’idea che viene trasmessa (e venduta) è che l’aloe possa contribuire al trattamento delle ustioni solari meglio dei prodotti che ne sono privi.

STUDI CLINICI

Già nel 2012 un gruppo di ricercatori testò l’aloe su diversi tipi di scottature e ferite, dimostrando l’assenza di evidenze cliniche degne di nota a sostegno dell’impiego dell’Aloe vera come agente topico per il trattamento di ferite in fase acuta o cronica. (1)

In tempi recentissimi, si parla dell’anno in corso, è stata condotta un’indagine sull’uso topico di gel all’aloe per la guarigione accelerata delle ferite che si generano nei siti donatori in caso di innesti cutanei a spessore parziale. Questa ricerca ha coinvolto pazienti sottoposti a innesto di pelle raccolta dalla coscia. I siti donatori sono stati divisi in due gruppi in base al trattamento ricevuto: estratti di aloe vera o placebo. Si sono poi valutati parametri circa il dolore e grado di cicatrizzazione. Dai risultati ottenuti non è emersa alcuna differenza statisticamente rilevante tra i due gruppi. (2)

CONCLUSIONI

Per concludere, gli studi sinora realizzati non escludono che possano esserci benefici nell’impiego dell’Aloe vera  per il trattamento di alcune condizioni, ma le prove a sostegno del suo utilizzo non sono convincenti.

Inoltre, va ricordato che la sensazione di beneficio che può derivare ad esempio dall’applicazione di un doposole con Aloe vera sulla pelle arrossata dipende quasi sempre dagli altri composti presenti nel prodotto, che hanno il compito di idratare la pelle e di alleviare la sensazione di prurito e disagio. Si tratta, infatti, principalmente di agenti idratanti, che agiscono favorendo il legame dell’acqua con lo strato corneo (ovvero lo strato più esterno della cute) mediante interazione chimica (glicerina, glicoli, sorbitolo), e agenti lenitivi e decongestionanti, quali ad esempio estratti di calendula, camomilla e malva.

  1. Dat AD1, Poon F, Pham KB, Doust J, Aloe vera for treating acute and chronic wounds. Cochrane Database Syst Rev.2012 Feb 15;(2):CD008762. doi: 10.1002/14651858.CD008762.pub2.
  2. Burusapat C1, Supawan M, Pruksapong C, Pitiseree A, Suwantemee C, Topical Aloe Vera Gel for Accelerated Wound Healing of Split-Thickness Skin Graft Donor Sites: A Double-Blind, Randomized, Controlled Trial and Systematic Review. Plast Reconstr Surg. 2018 Jul;142(1):217-226. doi: 10.1097/PRS.0000000000004515.

Rispondi