Riso nero: il prezioso riso “proibito”

Il riso nero, noto anche come “forbidden rice”, cioè riso proibito, sta acquisendo sempre maggiore popolarità per la sua grande concentrazione in antociani ed il suo elevato valore nutrizionale. Il riso proibito ha assunto tale denominazione poiché nella Cina Antica veniva riservato esclusivamente all’imperatore per assicurargli salute e longevità.

Si tratta di un riso integrale di colore viola molto scuro e per questo denominato riso nero. Oltre all’aspetto particolare, presenta anche un gusto caratteristico: un aroma che ricorda la nocciola e, una volta cotto, un odore simile a quello del pane appena sfornato. Dal punto di vista nutrizionale, essendo un cereale integrale, il riso nero è ricco di amido e fibra alimentare. Contiene, inoltre, buone quantità di fosforo e potassio, nonché una discreta dose di ferro. Tuttavia, la caratteristica nutrizionale che contraddistingue il riso proibito dalle altre varietà di riso integrale e che spiega il suo aspetto cromatico, è la presenza di antociani, sostanze antiossidanti attive nella protezione della salute delle arterie e del DNA, il cui danneggiamento determina danni irreversibili come il cancro. Tali elementi furono riscontrati in abbondanza all’interno della crusca di riso nero in seguito ad uno studio condotto da alcuni ricercatori della Louisiana State University. Stando a quanto affermato dalla coordinatrice della ricerca in questione, Zhimin Xu, un solo cucchiaio di crusca di riso nero contiene più antiossidanti antociani di quelli che si trovano in un cucchiaio di mirtilli, ma con un indice glicemico più basso e una maggiore concentrazione di fibre e vitamina E. Xu suggerisce, inoltre, l’impiego da parte dei produttori di alimenti della crusca di riso nero o dei suoi estratti per la realizzazione di cereali da colazione, biscotti, dolci e anche bevande. La crusca di riso nero rappresenterebbe, infatti, un cibo unico ed economico per aumentare il consumo di antiossidanti e promuovere la salute.

Il riso nero, insieme alla soia nera e al mais viola, è stato oggetto di un recente studio in vivo, che si è occupato di valutare l’efficacia del consumo degli antociani contenuti in questi tre alimenti nel ridurre infiammazione e stress ossidativo associati all’obesità in topi sottoposti ad una dieta ricca di grassi. Dai risultati è emerso che gli antociani di riso, soia e mais, somministrati alla dose di 200 mg/kg per un periodo di 12 settimane, sono stati in grado di ridurre il peso corporeo rispettivamente del 9.6%, 13.3% e 16.6%. Inoltre, l’assunzione degli antociani di tutti e tre gli alimenti ha determinato una diminuzione della perossidazione lipidica e un abbassamento dei livelli di espressione genica di importanti mediatori chimici dell’infiammazione. Si può concludere, quindi, che sia il riso nero, sia la soia nera e il mais viola, in virtù del loro contenuto in antociani, possono contribuire a migliorare i problemi di obesità dovuta alla dieta, alleviando stress ossidativo e infiammazione.

Che fosse proprio questo il segreto di longevità delle famiglie imperiali cinesi?

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