I benefici dell’attività fisica sul cervello

“Mens sana in corpore sano” dicevano gli antichi; lo conosciamo tutti questo detto, nato dalla saggezza dell’esperienza, che sottolinea il fatto che la salute, derivata dall’attività fisica, migliora anche le nostre capacità cerebrali.

Con l’aumento della vita media Alzheimer, declino cognitivo e demenza senile sono oggi una vera e propria emergenza sociale.

L’Organizzazione mondiale della sanità l’ha definita «una marea montante»: con una nuova diagnosi ogni 3 secondi, le demenze sono un’epidemia silenziosa che nel mondo colpisce 46,8 milioni di persone, che nel 2050 diventeranno 131,5 milioni.   Nel nostro Paese ne è affetto un ultraottantenne su 4: le persone con demenza sono 1 milione e 241 mila ma la cifra è destinata a raddoppiare nel giro di 30 anni. Gli italiani con malattia di Alzheimer, la forma più comune di demenza per la quale non esiste una cura, sono invece circa 600 mila. L’impatto umano, sociale ed economico è devastante e in Europa i costi diretti e indiretti delle malattie cerebrali superano gli 800 miliardi di euro. Nel futuro si creerà un’emergenza sanitaria, sociale ed economica: le patologie collegate ai deficit di memoria saranno così diffuse che organizzare un’assistenza medico-sanitaria sarà estremamente complicato, anche dal punto di vista della sostenibilità economica.

Bisogna quindi iniziare a fare prevenzione e l’attività fisica è fondamentale.

Lo sport fa bene alla salute in toto e non soltanto per rimanere in forma; ci aiuta a proteggerci dalle malattie, a migliorare il sistema immunitario e soprattutto aiuta il nostro cervello. Oltre a favorire la produzione di serotonina, l’esercizio fisico ci permette di mantenere il cervello in forma, in quanto quest’ultimo deve concentrarsi sull’attività mentre ci alleniamo. Per giungere a questa conclusione, sono stati condotti numerosi studi sullo sport e il suo legame con l’attività cerebrale.

È stato dimostrato, infatti, che praticare regolarmente attività fisica previene malattie ed invecchiamento cerebrale e migliora lo sviluppo cognitivo.

Inoltre, è un ottimo rimedio contro problemi cardiovascolari, ipertensione, diabete e malattie cardiache. Bruciare calorie con l’attività fisica e ridurre l’introduzione di grassi con la dieta mediterranea permettono di diminuire il peso, l’ipertensione e i casi di diabete. Portando quindi a una riduzione dell’utilizzo dei farmaci e del ricorso a ricoveri e migliorando la qualità di vita.

Come se non bastasse, è stato dimostrato che favorisce anche la formazione di nuove cellule cerebrali in zone del cervello sottoposte ad una maggiore attività.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Granada, guidati dal Dottor Luque-Casado, ha confrontato due gruppi di giovani adulti durante un’attività cognitiva di vigilanza psicomotoria della durata di 60 minuti. Il primo gruppo era formato da individui che praticavano regolarmente attività fisica, l’altro da persone che conducevano uno stile di vita sedentario.

È stata registrata l’attività elettrofisiologica dei partecipanti. Si è osservato che quelli che praticavano regolarmente attività fisica hanno mantenuto una maggiore ampiezza per quanto riguarda il potenziale P3, associato alla capacità di focalizzare l’attenzione in modo efficiente nel corso del compito assegnato, rispetto agli individui che avevano uno stile di vita sedentario.

L’attenzione è una funzione cognitiva di alto livello ed è implicata in tutti i processi cognitivi. I risultati suggeriscono che chi pratica sport presenta un funzionamento bidirezionale tra il sistema nervoso centrale e autonomo, ovvero tra il cervello e il cuore, più efficiente.

Uno stile di vita del tutto sedentario, non solo è pericoloso per la salute, ma induce anche cambiamenti nel nostro cervello, di cui non siamo consapevoli.

Vediamo quali sono.

Quando smettiamo di fare esercizio fisico rallenta la circolazione sanguigna: Quando facciamo esercizio fisico, il flusso sanguigno aumenta, non solo nel momento in cui lo stiamo praticando. Gli effetti perdurano, infatti, per tutto il giorno.

Aumentare la circolazione è positivo per la salute del cervello: la diminuzione del flusso di sangue al cervello, infatti, porta ad una diminuzione delle connessioni neurali e si può arrivare a subire danni irreparabili al tessuto cerebrale.

Camminare un’ora al giorno (meglio se nella natura) conta già come attività sportiva, se diventa un’abitudine irrinunciabile.

Inoltre, stare sempre fermi favorisce la comparsa dello stress, dell’ansia e di tutti i problemi di salute ad essi collegati.

Inoltre la sedentarietà causa una serie di altri cambiamenti nel cervello.

Uno di questi riguarda l’ippocampo, una delle aree legate alla memoria. O ancora, possono prodursi modifiche nel lobo parietale inferiore, un’area del cervello che ci aiuta a interpretare le emozioni nel volto delle altre persone e quindi a capire meglio le loro parole.

Esercizio fisico per la prevenzione della demenza e dell’Alzheimer

Ridurre il rischio di sviluppare la demenza senile e ritardare la comparsa del morbo di Alzheimer oggi è possibile. Come?

La prima regola più importante è quella di fare movimento, dicendo basta alla vita sedentaria. Carcare ogni occasione per muoversi anche una semplice passeggiata per andare in ufficio è ben accetta. Per i più pigri un cane salverà la vita, portarlo a spasso obbliga a camminare. Seguire la dieta mediterranea e mangiare frutta, verdura, pesce e cereali, per fare un pieno di vitamine e omega3.

L’attività fisica è una strategia psicosociale promettente per gli adulti e anziani con o senza sintomi di deterioramento cognitivo. Sulla base di questi risultati, la rivista scientifica BMC Psychiatry, ha rivelato che una vita attiva può essere una forma di prevenzione contro il deterioramento cognitivo e in alcuni casi addirittura con migliori risultati rispetto ad un intervento concreto. I dati dimostrano che uno stile di vita attivo fa la differenza, così come l’intensità e la varietà delle attività fisiche, oltre alla motivazione intrinseca e al piacere che deriva dal fare sport. L’attività fisica influenza la funzione cognitiva, la salute vascolare e il metabolismo cerebrale.

Via libera quindi alle camminate, al ballo, alla bicicletta, al sollevamento pesi e tutti gli esercizi aerobici.

Realizzare una serie di sollevamento pesi, una volta alla settimana, vi aiuterà a mantenere il cervello in forma. Gli studiosi assicurano che sollevare pesi diminuisce i livelli di omoicestina, una molecola infiammatoria presente nel cervello degli anziani che soffrono di demenza senile.

Ballare libera endorfina e serotonina, gli ormoni del benessere e della felicità.

Stabilizza anche i livelli di cortisolo, dunque è un antidepressivo naturale che stabilizza lo stato d’animo. Ma non è tutto: il ballo aiuta a rallentare il processo di perdita di volume dell’ippocampo mantenendo l’elasticità mentale. È stato anche dimostrato che ballare incrementa moltissimo l’intelligenza. Per questo motivo si tratta di una delle attività fisiche moderate più consigliata e adatta a persone di tutte le età.

 

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