A ciascuno il suo microbiota

Nonostante l’espressione “flora batterica intestinale” sia la più comunemente usata per descrivere l’insieme di microrganismi che convivono con l’organismo umano, sarebbe più corretto parlare di“microbiota”, termine con cui si intende l’ecosistema complessivo formato non solo da batteri, ma anche da funghi e virus, che si sono adattati a vivere sulla superficie mucosa dell’intestino o nel suo lume. Il microbiota umano costituisce l’ecosistema più concentrato ad oggi noto, essendo formato da circa 100 trilioni (1014) di microbi. Tale numero è superiore a quello delle cellule eucariotiche del nostro corpo di ben 10 volte.

COME SI GENERA

Il microbiota inizia a svilupparsi immediatamente dopo la nascita, influenzato dalla modalità del parto (vaginale o cesareo), dalla nutrizione iniziale (allattamento al seno o artificiale) e dal genotipo dell’ospite. Alla nascita, il tratto digerente dei neonati è completamente sterile e viene colonizzato immediatamente, a partire dal parto, dai microrganismi provenienti dal tratto riproduttivo e fecale della madre. Sono numerosi i fattori che possono influenzare le modalità del processo di colonizzazione. In primo luogo si notano differenze tra nati con parto normale e quelli nati da cesareo. A 4 giorni dalla nascita il microbiota dei neonati da parto vaginale somiglia a quello vaginale materno, mentre il microbiota dei neonati da cesareo al microbiota cutaneo della mamma. La colonizzazione del nostro intestino continua poi con l’allattamento. I bambini allattati al seno giungono a contatto con i batteri presenti sia sulla cute della madre che nel latte, che può contenere fino a 109 microbi per litro ingerito. Si tratta di un microbiota dominato per lo più da Bifidobacteria, in particolare Bifidobacterium bifidum e Bifidobacterium breve, capaci di esercitare un effetto barriera nei confronti di batteri patogeni. I bambini allattati artificialmente sviluppano subito un microbiota più complesso, simile a quello degli adulti, dominato da Bifidobacteria, Bacteroides e solo in parte da Clostridia.

Successivamente, per via del contatto con i genitori, con l’ambiente esterno e attraverso cibo, il microbiota si sviluppa cambiando rapidamente, tendendo gradualmente ad assomigliare a quello dell’adulto, in termini qualitativi. Da tale nucleo di base individuale varie modifiche continuano a osservarsi nei diversi stadi della vita o se si verificano particolari condizioni patologiche, ma saranno molto lente e comunque transitorie.

COME È DISTRIBUITO

Il microbiota non è distribuito in maniera omogenea nel tratto gastrointestinale. Si passa da poche decine o centinaia di cellule batteriche per grammo di contenuto nello stomaco, fino ad arrivare alla densità più elevata nel colon, dove si possono avere da cento a mille miliardi di cellule per grammo di contenuto intestinale. In base alle sue caratteristiche, ogni specie batterica colonizza preferenzialmente un piccolo tratto del tubo digerente. Nel colon si trovano prevalentemente batteri anaerobi, più o meno stretti o facoltativi (molti sopravvivono in assenza di ossigeno e alcuni ne tollerano la presenza), come Bacteroides, Porphyromonas, Bifidobacterium, Lactobacillus e Clostridium, mentre nell’intestino tenue predominano specie aerobiche, soprattutto Bacilli.
Batteri della stessa specie possono svolgere funzioni molto diverse, e addirittura all’interno della stessa specie possiamo ritrovare ceppi molto patogeni e ceppi assolutamente salutari.

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