La prostata infiammata tra sintomi più o meno sfumati

La prostatite è una infiammazione acuta o cronica della ghiandola prostatica che causa disturbi genito-urinari fastidiosi. Tale ghiandola fa parte del sistema riproduttivo maschile ed è situata subito sotto la vescica ed attorno al canale uretrale. Per questa sua posizione, la prostata costituisce una sede ottimale per i germi provenienti dall’ambiente esterno. Inoltre, trattandosi  di una ghiandola molto articolata e ramificata, poco raggiunta dai vasi sanguigni, e dunque dalle difese immunitarie, diventa l’ambiente ideale in cui il germe può attecchire e restare quiescente anche a lungo termine.

CAUSE E SINTOMI

Nella maggior parte dei casi l’origine della prostatite è di tipo infettivo, legata quindi alla presenza di batteri, per lo più provenienti dall’apparato intestinale femminile. Questi, presenti a livello della mucosa vaginale, con i rapporti giungono lungo l’uretra maschile alla prostata, dove trovano l’habitat ideale per insediarsi e, in caso di difese immunitarie indebolite, di replicarsi, determinando i disturbi tipici della prostatite. Tra le principali cause della prostatite vi è, infatti, la promiscuità sessuale, ma paradossalmente anche l’astinenza prolungata, poiché le secrezioni prostatiche, non venendo espulse con il seme, ristagnano nella prostata, favorendo la proliferazione batterica.

Si calcola che circa il 18-25 % della popolazione maschile possa avere nel corso degli anni almeno un episodio di prostatite. I sintomi sono molto variabili e possono essere a volte molto fastidiosi, a volte sfumati. Nella prostatite acuta si possono avere febbre, dolore al perineo (la zona tra i testicoli e l’ano), bruciori urinari, frequenza nell’urinare. La prostatite cronica presenta sintomi più tenui, con peso nella regione sopra il pube, senso di tensione nella regione perineale, fitte ai testicoli, moderati bruciori nell’urinare. A volte i fastidi si irradiano nella porzione interna della coscia.

TRATTAMENTI TRADIZIONALI E RIMEDI NATURALI

In fase acuta, si procede dapprima con i chinolonici, antibiotici che per le loro caratteristiche biochimiche diffondono bene negli acini prostatici. In caso di disturbi urinari può essere utile l’associazione di un alfa-litico (farmaco che dilata il canale uretrale ostruito dal gonfiore della ghiandola prostatica).
In fase cronica l’utilità degli antibiotici è più sfumata. Si sospetta che nella genesi dei sintomi della prostatite cronica subentrino altri fattori, quali la stimolazione cronica dei recettori del dolore e dell’infiammazione nella zona. A tal proposito l’impiego di anti-infiammatori può contribuire a un miglioramento della sintomatologia, come anche l’assunzione di alcuni estratti vegetali, se somministrati a medio-lungo termine. Tali rimedi naturali si sono rivelati efficaci non soltanto nel diminuire l’infiammazione, ma anche nel ridurre le dimensioni della cosiddetta “prostata ingrossata”, migliorando il flusso urinario e quindi facilitando la minzione. Alcuni di questi si rivelano utili anche per le spiccate proprietà antibatteriche ed immunostimolanti, molto importanti in caso si abbia a che fare con una prostatite di origine batterica. In particolare, rivestono un ruolo degno di nota l’uva ursina, l’ortica, il mirtillo rosso americano e la serenoa.

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