Terapia del caldo e del freddo contro il dolore

L’energia termica è stata utilizzata sin dall’antichità come terapia per curare il dolore. L’effetto di freddo, sui traumi, e caldo, sugli spasmi della muscolatura striata e liscia, sul nostro corpo umano può essere in grado di alleviare i fastidi e dolori dei traumi con un effetto simile all’anestesia locale.

La termoterapia e la crioterapia sono metodiche di tipo fisioterapico spesso usate nel trattamento delle affezioni dolorose sin dai tempi antichi.

L’applicazione del caldo e del freddo dipende dalla causa che ha determinato il dolore; in caso di dolore spesso siamo incerti sulla temperatura che deve avere l’impacco: caldo o freddo? In linea di massima il freddo lenisce i dolori di natura infiammatorio comparsi in seguito a traumi. Il caldo, invece, ha un effetto rilassante sui muscoli e favorisce la circolazione.

L’effetto distensivo e sbloccante degli impacchi, caldi o freddi, è immediato. Da tempi immemori, in tutte le culture, gli impacchi o unguenti sono stati applicati sulle zone doloranti per alleviare il dolore di contratture, migliorare la circolazione sanguigna. Le infiammazioni locali (zone arrossate e dolenti) sono l’unica controindicazione all’applicazione del calore.

Quando è meglio usare il freddo

L’’applicazione locale di ghiaccio viene considerata utile ed indicata in tutti i casi in cui è presente infiammazione. Funziona piuttosto bene come analgesico ed è pertanto indicato sempre in occasione di traumi. L’applicazione del ghiaccio è molto efficace sul dolore da artrosi, specie sul ginocchio. È proprio il freddo a rallentare anche la velocità di conduzione del dolore a livello dei nervi periferici rilassando gli effetti più fastidiosi di un trauma. L’energia termica, rilasciata per esempio da una borsa del ghiaccio, agisce come una sorta di anestesia locale. Il trattamento terapeutico con il freddo si dimostra spesso la miglior terapia di primo intervento in caso di trauma. L’azione del freddo riduce gli edemi causati da una distorsione, per esempio, inducendo la vasocostrizione. La diminuzione della temperatura sull’area colpita da un trauma fa calare anche il metabolismo dei tessuti e rallenta l’attività delle cellule che non sono state toccate dal trauma. In questo modo la terapia del freddo consente la conservazione dell’integrità delle cellule illese durante il periodo che segue un danneggiamento del tessuto.

E’ particolarmente indicata in caso di:

  • Traumi acuti (distorsioni, strappi muscolari, colpo della strega, fratture)
  • Dolore articolare da sforzo (negli sportivi al termine dell’allenamento)
  • Sul dolore pulsante (tipico del mal di denti o di quando ti schiacci un dito). Il ghiaccio è efficace sul dolore dei denti
  • Sulle contusioni
  • edemi e gonfiori in caso di distorsione
  • Sui morsi di insetto (solo inizialmente ed a scopo analgesico)
  • Dopo l’attività fisica

Il ghiaccio diminuisce sensibilmente percezione del dolore, perché ha un effetto analgesico. Infatti il freddo permette una sorta di anestesia locale rapida (però temporanea) perché inibisce le trasmissioni nervose delle sensazioni di dolore a livello della pelle.

Il modo più semplice ed efficace per preparare un impacco freddo, è la comune borsa del ghiaccio anche se oggi esistono comodi cuscinetti in gel riutilizzabili, caldo e freddo, cinture per schiena e addome etc.

Quando è meglio usare il caldo

Le applicazioni calde sono un rimedio naturale con i dolori grazie all’effetto rilassante sui muscoli e alla stimolazione della circolazione. L’utilizzo del calore è indicato in caso di:

  • Mal di schiena cronico
  • lombalgia e dolori persistenti
  • artrosi reumatica
  • tensioni muscolari croniche (cefalee tensive)
  • reumatismi
  • mal di schiena a carico di ossa e muscoli
  • spasmi muscolari
  • crampi addominali che possono manifestarsi durante il ciclo mestruale
  • prima dell’attività fisica

L’applicazione del calore come antidolorifico prende il nome di “termoterapia”. Il caldo viene trasmesso attraverso la pelle fino ai muscoli e alle ossa, riducendo o evitando la trasmissione dei segnali di dolore al cervello. La termoterapia dona un effetto lenitivo e “anestetico”’ alla parte interessata, ed è facile da realizzare. Il meccanismo con cui l’applicazione del calore allevia il dolore cronico non è ancora del tutto chiaro ma sembra che il caldo sia capace di abbassare l’attività dei recettori del dolore periferici. Di sicuro il calore aumenta l’elasticità dei tessuti, un effetto evidente soprattutto nei muscoli e in tutte quelle strutture in cui sono presenti molte fibre collagene.

Effetti collaterali della terapia del caldo

  • L’applicazione di calore su di una articolazione infiammata in genere scatena ulteriore dolore e sintomi a carico della circolazione ematica. Mai su di un trauma acuto
  • Dolore di spalla. La spalla dolorante senza trauma reagisce bene al calore essendo una articolazione prevalentemente muscolare
  • Cervicale e torcicollo. Meglio non riscaldare il collo in corso di dolore cervicale associato a vertigine.
  • Dolore muscolare in regioni lontane dalle articolazioni 

Pericoli del caldo nelle lesioni da trauma:

  • Ustione
  • Flebite, aumento del rischio di trombosi venosa agli arti

Per preparare un impacco caldo, è necessaria l’applicazione della borsa (boule) d’acqua calda o dei sacchetti di cereali (generalmente grano, farro, riso  aromatizzati con lavanda) scaldati nel forno.

Un impacco caldo si può preparare anche con cataplasmi ai fanghi, con argille ed erbe calmanti riscaldate. Appoggia l’impacco sulla parte dolente per almeno 15-20 minuti, ripetendo più volte al giorno in caso di dolore acuto. Se compare un lieve arrossamento della parte trattata, buon segno. Significa che si sta riattivando la circolazione sanguigna, fondamentale per eliminare le tossine da ossa e muscoli. Mentre il calore agisce, la parte si rilassa.

Oltre alla classica borsa dell’acqua calda oggi si trovano in commercio cuscinetti in gel riutilizzabili, caldo e freddo, cinture per schiena e addome, scaldacollo, cerotti riscaldanti etc.

 

Rispondi