Influenza 2017-2018: che cosa bisogna sapere

L’influenza della stagione 2017-2018 dovrebbe essere, secondo le previsioni degli esperti in materia, di “media intensità” con circa 5,5 milioni di casi, simile a quella del 2016. E’ partito intanto il conto alla rovescia per l’inizio della campagna vaccinale, previsto per metà ottobre.

Vaccino Influenza 2018

L’influenza è una malattia infettiva delle vie respiratorie e per evitare il diffondersi del virus è importante vaccinarsi. Anche se spesso viene considerata un malanno di stagione, l’influenza può portare gravi complicazioni nei soggetti più deboli.

In Italia, attualmente, sono disponibili vaccini antinfluenzali trivalenti (TIV) che contengono 2 virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e un virus di tipo B e un vaccino quadrivalente che contiene 2 virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e 2 virus di tipo B.

Come ovvio, la validità dei vaccini dipende soprattutto dal match esistente tra i virus in esso contenuti e quelli circolanti che, come abbiamo visto, variano di stagione in stagione. È per questo motivo che ogni anno, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) fornisce a tutti i paesi le indicazioni sulle composizione dei vaccini, affinché siano il più possibile efficaci. In particolare, per quanto riguarda il 2017/2018, le raccomandazioni sono le seguenti:

  • antigene analogo al ceppo A/Michigan/45/2015 (H1N1);
  • antigene analogo al ceppo A/Hong Kong/4801/2014 (H3N2);
  • antigene analogo al ceppo B/Brisbane/60/2008 (lineaggio B/Victoria).

La vaccinazione avviene tramite iniezione intramuscolare e, per gli adulti e per i bambini sotto i 9 anni, è sufficiente una sola dose per tutta la stagione. Per i più piccoli, invece, il Ministero della Salute raccomanda da somministrazione di due dosi, a distanza di almeno un mese l’una dall’altra. È importante, inoltre, ricordare che la protezione assicurata dal vaccino diminuisce con il passare dei mesi ma, solitamente, è sufficiente a coprire tutto il periodo critico, ovvero i mesi autunnali e invernali.

Si raccomanda l’avvio tempestivo della vaccinazione antinfluenzale a tutti i soggetti di età pari o superiore ai 65 anni, ai pazienti a rischio, il cui elenco è contenuto nella circolare e agli operatori sanitari che hanno contatto diretto con i pazienti a più alto rischio di acquisizione/trasmissione dell’infezione.

Si ricorda l’importanza della vaccinazione antinfluenzale nelle donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, la vaccinazione è loro offerta gratuitamente e l’OMS nel suo position paper più recente sull’influenza ritiene le gravide come il più importante dei gruppi a rischio per loro stesse e per il feto.

Controindicazioni

Il vaccino antinfluenzale non deve essere somministrato a:

  • Lattanti al di sotto dei sei mesi
  • Soggetti che abbiano manifestato una reazione allergica grave (anafilassi) dopo la somministrazione di una precedente dose o a un componente del vaccino

Una malattia acuta di media o grave entità, invece, costituisce una semplice controindicazione temporanea alla vaccinazione, che va rimandata a guarigione avvenuta. Invece, non esiste nessun effetto collaterale a vaccinare le persone asintomatiche a epidemia già iniziata.

Chi è allergico alle proteine dell’uovo, chi ha malattie acute di lieve entità e chi allatta, invece, può benissimo effettuare il vaccino: in questi casi, sebbene spesso si senta dire il contrario, non esiste nessun tipo di controindicazioni. Persino chi è affetto da immunodeficienze congenite o acquisite può star tranquillo: l’effetto più grave che si possa riscontrare è la mancata risposta immune alla somministrazione del vaccino.

Per maggiori informazioni potete consultare il sito del Ministero della Salute www.salute.gov.it/influenza .

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