Etichetta: mezzo per attrarre ma anche strumento per una corretta informazione (parte I)

Mentre il nostro Paese si impegna in un progetto volto a fornire ai cittadini massima informazione sugli alimenti, reintroducendo con il decreto del 17 marzo 2017 l’obbligo di indicare lo stabilimento di produzione o confezionamento in etichetta dei prodotti alimentari (già sancito dalla legge italiana, ma poi abrogato per il riordino della normativa Ue), ne approfittiamo per riflettere su altri elementi che devono o possono essere presenti in etichetta e che devono servire al consumatore come strumento per evitare possibili inganni ed equivoci. Tra questi, ricopre un ruolo importante la tabella nutrizionale, nata proprio a tutela del consumatore con lo scopo di evitare che le aziende produttrici possano dare informazioni incomplete all’acquirente.

Nella dichiarazione nutrizionale si trovano informazioni sul contenuto calorico e nutritivo dell’alimento.
Al primo posto troviamo il valore energetico, riferito a 100 g o 100 ml di prodotto. Non tutti i nutrienti liberano energia e non allo stesso modo: 1 grammo di zuccheri e di proteine rendono disponibili 4 Kcal ciascuno, mentre 1 grammo di grassi ne fornisce 9, il che permette di comprendere come l’ingestione di questi ultimi implichi un apporto calorico maggiore.
Per quanto riguarda i grassi o lipidi, principale riserva energetica dell’organismo e precursori di numerosi ormoni, vitamine e acidi biliari, è da tenere in considerazione il fabbisogno in base all’età. Per i lattanti il fabbisogno di lipidi è del 50%, che scende al 35-40% nei bambini fino a 2 anni, al 30% negli adolescenti fino a 20 anni e al 25% nelle età successive.
Nell’etichetta devono poi essere obbligatoriamente indicati gli acidi grassi saturi, da cui è opportuno stare in guardia poiché favoriscono la formazione del colesterolo LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo”, che risulta più elevato nelle persone con stile di vita sedentario, nei fumatori e nei soggetti obesi. In un soggetto adulto il consumo di questi acidi grassi non deve superare il 10% del consumo totale di grassi.
Gli zuccheri o carboidrati si possono distinguere in “semplici”, direttamente utilizzabili a scopo energetico, e “complessi”, non assorbibili e non metabolizzabili. La percentuale raccomandata di carboidrati è del 60-65% del fabbisogno energetico totale ed è rappresentata soprattutto da quelli di tipo complesso, ovvero gli amidi contenuti in cereali, legumi e tuberi. Gli zuccheri semplici, a volte invisibili, vengono assunti con alimenti quali latte, frutta, marmellata, bibite gasate, succhi di frutta, zucchero da tavola… In questo caso occorre prestare molta attenzione, in quanto in un individuo adulto il fabbisogno totale non deve mai superare il 10-12%, pari a 60-70 g al giorno in una dieta di 2500 Kcal.
Le proteine rivestono un elevato valore biologico in quanto fonte di amminoacidi essenziali, che possono essere assunti solamente mediante la dieta. In un adulto l’apporto giornaliero di proteine deve essere pari a 1 g/Kg di peso corporeo al giorno, che fornisce il 10-13% dell’energia rispetto all’apporto energetico totale.

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