Cibi salva tiroide

In Italia ci sono più di 6.000.000 di persone che soffrono di malattie della tiroide.

La tiroide è una ghiandola endocrina posta a livello del collo, che secerne gli ormoni T3 e T4. Il primo è la forma attiva del secondo, e ha il compito di esaltare l’attività metabolica e l’irrorazione sanguigna di tutti i tessuti, con il risultato di fornire più ossigeno e nutrienti alle cellule e di aumentare la velocità di utilizzazione dei nutrienti a fini energetici (in pratica, è la centralina del metabolismo), evitando così la formazione di grasso in eccesso. La funzione della tiroide è a sua volta regolata dall’ormone TSH, secreto dall’ipofisi, che induce proprio la produzione degli ormoni T3 e T4 da parte della tiroide. Col passare del tempo, soprattutto nel sesso femminile, la tiroide tende a impigrirsi e a lavorare meno.

La tiroide ha un ruolo fondamentale per il nostro benessere, perché regola lo sviluppo neuropsichico ed è fondamentale per la funzione cardiovascolare, il metabolismo basale, lipidico e glucidico, la fertilità, il ritmo cardiaco, la forza muscolare e molto altro.

Pesce, molluschi, crostacei, alghe, ma anche broccoli, spinaci, rape e la salsa di soia, che cosa hanno in comune alimenti apparentemente così disparati e diversi fra loro? Sono tutti cibi definiti salva-tiroide: ricchi di iodio, aiutano a proteggere questa importante ghiandola endocrina dalle diverse malattie mantenendone intatto il giusto funzionamento.

Secondo gli esperti la maggiore fonte di iodio resta senza dubbio l’alimentazione, purché vengano scelti i cibi giusti. E non è certo un caso che tutte le popolazioni che vivono sul mare e mangiano quasi quotidianamente pesce presentino bassissima incidenza di problemi e patologie della tiroide, come noduli, neoplasie. 

In questo contesto va del tutto sfatata la leggenda metropolitana che respirare l’aria di mare aiuti a incamerare iodio. La quantità di iodio che può essere respirata è davvero minima e soprattutto è di carattere omeopatico, praticamente quasi del tutto .

L’unico vero modo di assimilare iodio è mangiare il cibo giusto .Nonostante le sue coste, l’Italia resta uno dei Paesi i cui abitanti sono maggiormente esposti alle patologie della tiroide. Molte la cause, tra cui non manca la componente genetica, ma anche i farmaci e senza dubbio la mancanza di una vera e propria educazione di carattere alimentare che determina una dieta povera di iodio.

Il corretto funzionamento della tiroide si rivela fondamentale per la salute dell’individuo: fra le più comuni patologie della tiroide possiamo indicare il cosiddetto gozzo, che si presenta come un tipico rigonfiamento, i noduli (che spesso sono innocui), ma anche le disfunzioni tiroidee, come l’ipertiroidismo che determina un’accelerazione del metabolismo e al contrario l’ipotiroidismo che causa un improvviso rallentamento metabolico.

Un valido strumento è il sale iodato, che altro non è che sale arricchito di iodio, che si trova ormai ovunque. Tutti i prodotti ittici sono ricchi di iodio, quindi fondamentalmente il pesce, anche se c’è anche nelle uova e nel latte, ma in quantità insufficienti. Usare il sale iodato è meglio. Naturalmente resta l’indicazione generale di ridurre il sale per prevenire l’ipertensione arteriosa e le malattie cardiovascolari, ma quel poco sale che utilizziamo, è bene che sia iodato.

 

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