Piante alleate del cuore da Oriente e da Occidente (parte I)

Patologie a carico del sistema cardiovascolare come scompenso cardiaco, ipertensione sistolica, angina pectoris, aterosclerosi, insufficienza cerebrale, insufficienza venosa e aritmia vengono contrastate mediante l’utilizzo di piante medicinali da secoli.
Un recente aumento della popolarità della medicina alternativa e dei prodotti naturali ha riacceso interesse nei confronti dei rimedi tradizionali usati per il trattamento delle suddette patologie.

Gli attuali metodi di ricerca hanno evidenziato il potenziale terapeutico di quattro piante in particolare, due ben note in Occidente, ovvero il biancospino (Crataegus oxyacantha) e l’aglio (Allium sativum), altre, provenienti dal Medio Oriente, sconosciute ai più, cioè guggul (Commiphora wightii) e arjuna (Terminalia arjuna). Di tutte è stata dimostrata l’efficacia di utilizzo nel trattamento delle patologie cardiovascolari, incluse cardiopatia ischemica, scompenso cardiaco, aritmia e ipertensione.

BIANCOSPINO

Studi clinici dimostrano che nello scompenso cardiaco l’estratto secco titolato di biancospino può ridurre la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. Infatti, in una condizione come quella dello scompenso, per cui il cuore non riesce a pompare sangue a sufficienza verso gli altri organi, gli attivi del biancospino si sono rivelati molto utili nel migliorare la funzionalità del muscolo cardiaco.
Come per quasi tutte le piante utilizzate in ambito erboristico, anche il biancospino modifica il suo impiego terapeutico a seconda della formulazione prescelta. Mentre la tintura madre di biancospino agisce principalmente sul sistema cerebrale, il gemmoderivato (o macerato glicerico) della pianta ha un effetto mirato a livello cardiovascolare. Si rivela, infatti, molto utile nella cura delle forme aritmiche più lievi come le aritmie atriali, andando ad agire, secondo alcuni, sulla chimica della cellula miocardica. In questo modo si comporterebbe come i farmaci che agiscono sulle pompe ioniche, fondamentali per l’attivazione elettrica del cuore.

Precauzioni e interazioni

Il biancospino deve essere usato con cautela in caso di frequenza cardiaca inferiore a 60 battiti al minuto (bradicardia) e nei disturbi della conduzione dello stimolo elettrico nel cuore. Non deve essere assunto durante gravidanza e allattamento. Occorre, inoltre, prestare attenzione alle possibili interazioni degli attivi del biancospino con l’azione di alcuni farmaci, in particolare quelli utilizzati per dilatare i vasi sanguigni, tra cui i betabloccanti e i bloccanti dei canali del calcio.

AGLIO

Un’altra pianta che trova largo impiego nella cura di una patologia come l’ipertensione è l’aglio, nello specifico sotto forma di tintura madre. L’attività antipertensiva attribuita all’aglio è riconducibile, oltre che ad un effetto vasodilatatore periferico, anche ad un’azione diuretica. Poiché la pressione aumenta all’aumentare del volume di sangue, privandolo di parte della sua componente liquida attraverso un incremento della diuresi, si ottiene una diminuzione della pressione.
L’effetto benefico dell’aglio a livello cardiovascolare è correlato anche alla presenza di composti ad azione antiossidante. Questi sono in grado di proteggere dalla perossidazione lipidica gli acidi grassi polinsaturi delle lipoproteine a bassa densità (LDL), il cui accumulo nella parete arteriosa promuove lo sviluppo dell’aterosclerosi.

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