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Solitudine Social – Parte II

“La crisi del nostro tempo è rappresentata dal rapporto tra individuo e società: le spinte egoistiche dell’uomo all’interno della società vengono costantemente accentuate, mentre le sue pulsioni sociali, che sono di natura più deboli, progressivamente si deteriorano. Qualsiasi essere umano, indifferentemente dalla sua posizione nella società, è affetto da questo processo di deterioramento. Gli umani, inconsapevolmente prigionieri del proprio egoismo, si sentono soli e insicuri. L’uomo può trovare il senso della vita solo dedicando sé stesso alla società”

Il pensiero di Albert Einstein racchiude in poche parole quella che è una delle maggiori cause di questo incremento di depressione e solitudine. Secondo gli studi dello scienziato Twenge del 2007, la competizione crescente tra le persone per trovare lavoro e per riuscire ad “emergere” porta ad un amento dei livelli di stress, mentre un cambiamento dei valori culturali sembra aver spostato l’attenzione dei giovani da obiettivi quali acquisire nuove competenze e crearsi una rete sana di relazioni sociali a raggiungere un certo “status” sociale, guadagnare una sempre maggior quantità di denaro, avere un aspetto esteriore che segua le regole che la società impone. Il non riuscire a raggiungere tali obiettivi diventa chiaramente fonte di sofferenza e disagio, che tendono a far isolare l’individuo. Sebbene spesso i casi di depressione siano dovuti ad eventi particolarmente stressanti che si verificano nel corso della vita, secondo gli studi del 2007 del ricercatore Kasser l’ambiente sociale moderno è fortemente correlato con l’aumento dell’incidenza di questa grave patologia. Molti ricercatori affermano che i valori capitalistici hanno direttamente contribuito a un calo del benessere sociale e ad un aumento di queste psicopatologie. Diversi studi dimostrano come anche la forte diseguaglianza tra individui nella società moderna di stile occidentale rappresenti un fattore cruciale nell’incrementare il rischio di depressione e ansietà.

La General Social Survey ha rilevato come nel 1985 le persone avessero un numero di confidenti, ovvero quegli individui con i quali possiamo confidarci e con i quali possiamo discutere tranquillamente di argomenti che riteniamo importanti, più alto rispetto a quello rilevato nel 2004. Questa tendenza verso l’isolamento è allarmante tanto quanto la solitudine che sembra diffondersi attraverso i social network in maniera contagiosa, mediante un feedback positivo in cui le persone con meno amici diventano nel tempo sempre più isolate e solitarie.

La tecnologia nelle nostre giornate veloci e frenetiche gioca un ruolo fondamentale, nel bene e nel male. Per quanto riguarda il secondo aspetto molti sono gli studi che dimostrano come l’uso non corretto di internet porti ad una riduzione della comunicazione nell’ambiente familiare e ad un restringimento del cerchio di persone con cui si è in contatto.

Un altro fattore rilevante è la dieta scorretta che spesso nella nostra società moderna conduce all’obesità.

Gli individui obesi infatti presentano un rischio di ammalarsi di depressione molto più alto rispetto ai soggetti normopeso. Anche la scarsa attività fisica caratteristica della nostra società deve essere tenuta in considerazione, dal momento che le abitudini sedentarie sono correlate con malattie psichiche come la depressione. Altrettanto importanti sono il sonno e l’esposizione alla luce solare. I disturbi del sonno, come l’insonnia, sembrano favorire l’insorgenza della depressione, così come la scarsa esposizione ai raggi solari, infatti la luce solare promuove la corretta funzionalità del sistema endocrino, aumentando la produzione di ormoni regolatori dell’umore, come la dopamina e la serotonina.

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