Solitudine Social – Parte I

“Malattie della modernità”.

Non c’è minuto della giornata in cui non siamo connessi in rete, continuamente facciamo “login” su social network dove un elenco ci ricorda costantemente che abbiamo centinaia, migliaia di amici.

Ma allora perché in tanti si sentono tanto soli?

La modernità è un concetto in continua evoluzione che ha origine da quando comparve per la prima volta l’agricoltura e prosegue con l’industrializzazione, l’urbanizzazione e tutti i cambiamenti avvenuti in ambito tecnologico e della struttura sociale. Nella teoria della “psicologia evolutiva” l’ambiente nel quale ha origine un adattamento psicologico che tende a rimanere invariato nel tempo prende il nome di “Ambiente di Adattabilità Evolutiva” ovvero EEA (Environment of Evolutionary Adaptedness).

Ad esempio, gli umani hanno sviluppato la preferenza per i cibi più grassi in un’epoca in cui era più difficile procacciarsi da mangiare quindi la predilezione di determinati tipi di alimenti era “adatta” per quel tipo di ambiente nel quale l’avere depositi di grasso corporeo poteva fare la differenza tra la vita e la morte. Adattamento che si è mantenuto tutt’oggi, nonostante i tempi siano cambiati e invece sarebbe preferibile scegliere una dieta meno calorica e meno grassa, dato l’incremento di malattie come l’aterosclerosi o l’obesità.

Perciò le malattie della modernità sembrano essere influenzate, almeno in parte, dal continuo discostarsi dell’ambiente in cui viviamo dall’EEA e dall’aumento della longevità.

Motivo per cui per esempio sembra essere molto più facile ammalarsi di depressione nella nostra società “moderna” occidentale piuttosto che in un villaggio della foresta amazzonica.

Certo, la depressione non è un disturbo nuovo, infatti da sempre accompagna la nostra specie, sebbene sia stato necessario attendere fino al 1900 affinché venisse considerata come vera e propria malattia e venisse quindi studiata come tale.

Diversi studi mostrano come rispetto agli anni 40’ il rischio oggi di ammalarsi di questa patologia sia incrementato, anche tra i giovani e i bambini, nonostante in quegli anni l’umanità fosse appena uscita da una guerra che aveva messo in ginocchio il mondo. Tra questi, interessante lo studio svolto sulla popolazione cinese, nel quale è stato rilevato come il progressivo passaggio da uno stile di vita “meno occidentale” a uno più “moderno” grazie alla rapida industrializzazione abbia provocato un drammatico aumento dei casi di depressione. La depressione è il disturbo dell’umore più diffuso e si manifesta con una rosa di sintomi più o meno spiccati, tra cui la perdita di interessi, della voglia di uscire per incontrarsi con altre persone o di dedicarsi a qualsiasi tipo di attività, aumento o diminuzione dell’appetito, senso di spossatezza, di mancanza di energia, scarsa autostima e incapacità di affrontare anche le più piccole avversità giornaliere, agitazione e/o attacchi di ansia, problemi di memoria, e nei casi più gravi difficoltà nell’elaborazione dei pensieri e tendenze suicide.

Molte sono le componenti della vita moderna che sembra abbiano incrementato il rischio di ammalarsi di questo disturbo, prime fra tutte l’isolamento sociale e la diseguaglianza.

Feeling blue

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