Zanzare: Piccole ma letali

Quanti sono rimasti impressionati dai numerosi film horror dove i protagonisti dovevano vedersela con famelici squali assassini? Oppure dove venivano attaccati da una terrificante anaconda gigante? Certo, nell’immaginario collettivo le creature più pericolose sono sempre quelle più grandi e dall’aspetto feroce. In realtà i rischi maggiori provengono invece da un animale assai comune anche nelle nostre latitudini, un animale silenzioso e subdolo, inaspettatamente molto più pericoloso di tutti gli altri.

Stiamo parlando della zanzara.

Secondo i dati della OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) le zanzare rappresentano l’animale più letale al mondo, uccidendo ogni anno 725 mila persone mediante la trasmissione di malattie come la malaria, la febbre gialla, la Dengue, il West Nile virus, lo Zika virus e la chikungunya. La prima è probabilmente la più nota ed è causata da un microrganismo patogeno chiamato Plasmodium, le cui specie più comuni sono la falciparum e la vivax. La malaria viene trasmessa all’uomo dalla puntura della zanzara anofele femmina e una volta iniettato il plasmodio raggiunge le cellule epatiche dove prolifera. Nella fase successiva, dopo un tempo variabile da una a due settimane, abbandona le cellule del fegato ed entra nel circolo ematico dove penetra nei globuli rossi, provocandone la distruzione. La malattia si manifesta con un senso di malessere generalizzato simile all’influenza e febbre alta con picchi durante la fuoriuscita del plasmodio dai globuli rossi e se non trattata può portare a morte. Ogni anno la malaria miete oltre 500 mila vittime. La Dengue invece è provocata da un virus, il quale una volta infettate le cellule dell’organismo ospite inizia, dopo 2-14 giorni di incubazione, a scatenare i primi sintomi rappresentati da rash cutanei e febbre alta nei casi più leggeri, oppure con febbre emorragica, forti mal di testa, dolori addominali e vomito, dolore alle articolazioni e ai muscoli in quelli più severi. Se il paziente non viene sottoposto a terapia può andare incontro a morte per collasso cardiocircolatorio. Il virus della febbre gialla appartiene allo stesso genere di quello della dengue, e anche per questa patologia ci possono essere casi più o meno gravi, con febbre e dolori generalizzati, oppure gravi emorragie e reazioni cutanee con successiva insufficienza epatica e renale, solitamente mortali. Il nome “gialla” deriva dal fatto che la malattia provoca anche l’ittero, con colorazione gialla di occhi, pelle e mucose. Altrettanto poco raccomandato è il virus della West Nile, i cui vettori sono sia zanzare che zecche, responsabile di gravi encefaliti nell’uomo. La sintomatologia è caratterizzata da febbre alta improvvisa, episodi gastrointestinali con nausea, vomito e dolore addominale, astenia, cefalea e rash cutanei e nei casi più gravi può portare a coma e successivamente a morte. Il virus Chikungunya viene trasmesso tramite la puntura delle zanzare del genere Aedes, cui appartiene anche la famosa “zanzara tigre”, e si manifesta con febbre alta, dolori gastrointestinali accompagnati da nausea, e dolori intensi alle articolazioni che provocano la tipica posizione incurvata dei pazienti, a causa delle contorsioni dovute alla forte artralgia. Il periodo di incubazione di questo virus è variabile e può andare da due fino a dieci giorni. Negli ultimi tempi molto spesso abbiamo sentito parlare nei telegiornali del temibile Zika virus, ormai tristemente noto per aver provocato nelle donne in gravidanza la nascita di bambini con microcefalia (dimensioni della scatola cranica più piccole rispetto alla norma).

La malattia resta asintomatica in circa l’80% dei casi e quando si manifesta provoca comunque sintomi lievi, con febbre leggera, dolore agli occhi e ai muscoli, debolezza che si risolvono nell’arco di 2-7 giorni. Per donne che cercano una gravidanza viene consigliato di attendere almeno tre mesi in caso di avvenuto contagio.

In queste malattie la terapia durante la fase acuta è rappresentata dal trattamento dei sintomi mediante antinfiammatori non steroidei per alleviare i dolori articolari quando meno intensi, mentre per i dolori più severi si rende invece necessario l’uso di corticosteroidi. Molto importante nel trattamento di supporto è l’idratazione del paziente con liquidi. Tutt’oggi molto utilizzato per curare la malaria rimane il chinino, efficace contro il plasmodio, al pari della clorochina e della doxiciclina. Utile sia nella profilassi che nella terapia è il malarone, associazione di proguanil con atovaquone. Senza alcuna ombra di dubbio, la prevenzione rimane fondamentale, come la riduzione del numero di zanzare, l’uso di sostanze repellenti e di capi di abbigliamento che coprano il più possibile la superficie della pelle quando si viaggia in paesi dove queste malattie sono endemiche, seguire un corretto piano farmacologico di prevenzione prima di partire.

Perciò quando vi capiterà di vedere un pipistrello volare nella notte, prima di voltare il viso schifati, ricordatevi che quella piccola creatura è in grado di mangiare migliaia di zanzare a nottata!Aedes_albopictus_on_human_skin

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