Contatto con Meduse: cosa fare?

Difficile non riconoscerle…medusaLa forma generica di una medusa è quella di un polipo rovesciato. Può essere immaginata come un sacco leggermente appiattito, dove si riconoscono una zona superiore convessa, l’esombrella, ed una regione inferiore concava, detta subombrella, al cui centro è posta la bocca che si collega alla cavità gastrovascolare mediante una struttura tubulare chiamata manubrium (manubrio). Dal margine subombrellare si propagano dei tentacoli urticanti a scopo di difesa e di attacco. Le meduse hanno il corpo composto principalmente da acqua (circa il 98%).

I suoi tentacoli ospitano gli cnidociti, delle particolari cellule che funzionano una volta sola per cui devono essere rigenerate. Paralizzano la preda poichè il liquido urticante ha azione neurotossica o emolliente, la cui natura può variare a seconda della specie, ma di solito è costituita da una miscela di tre proteine a effetto sinergico. Anche se non tutte le meduse sono urticanti, alcune cubomeduse come la Chironex fleckeri, sono particolarmente pericolose per l’uomo e in taluni casi possono anche causare la morte per shock anafilattico. I casi mortali segnalati sono soprattutto localizzati nelle aree del Sud-Est asiatico e dell’Australia e dei Caraibi mentre le specie normalmente presenti nel Mediterraneo non sono generalmentemai così pericolose.

Primo contatto…

Al primo contatto tra la pelle e la medusa, si percepisce un forte bruciore e dolore. Subito dopo la pelle si irrita, diventa rossa, e compaiono piccoli pomfi tipo orticaria. La sensazione di bruciore comincia ad attenuarsi dopo 10-20 minuti. Poi da bruciore si inizia ad avvertire un intenso prurito. Se viene colpita un’area più estesa del 50% del corpo, l’intensità di dolore e del bruciore può diventare ingestibile.
Cosa fare?

La prima cosa da fare è tranquillizzare il soggetto ferito e farlo respirare normalmente. Se si è vicini alla riva, uscire dall’acqua. Se ci si trova a largo, cercare di richiamare l’attenzione per farsi aiutare, specie se anche altri nei paraggi sono venuti a contatto con la medusa. Per prima cosa verificare che non vi siano parti di medusa rimaste attaccate alla pelle e, nel caso, eliminarle delicatamente con le mani. Talvolta può tornare utile usare anche un oggetto di plastica tipo carta bancomat di taglio per rimuoverle con attenzione senza far scoppiare le vescicole integre dei tentacoli per non liberare ulteriore sostanza irritante. Se non si dispone di medicamenti, può essere utile far scorrere acqua di mare sulla parte interessata per tentare di diluire la sostanza tossica non ancora penetrata.
La medicazione corretta consiste nell’applicazione di Gel astringente al cloruro d’alluminio. Il Gel astringente ha un’immediata azione antiprurito e blocca la diffusione delle tossine. Purtroppo non è ancora diffusa in Italia l’abitudine di portare con sé questo gel, che è utile anche per le punture di zanzara. In mancanza di questa pomata, si può usare una crema al cortisone anche se ha un effetto più ritardato (entrano in azione dopo 20-30 minuti dall’applicazione), cioè quando il massimo della reazione si dovrebbe già essere spenta naturalmente. Evitate di grattarvi o di strofinare la sabbia sulla parte dolorante a meno che non sia rovente…in tal caso l’opzione è tra l’ustione in quanto le tossine sono termolabili, o tenersi la reazione già in corso, ovviamente opterei per evitare qualunque rimedio, anche quelli “classici”  come ammoniaca, aceto, alcol o succo di limone poichè peggiorerebbero la situazione. Ovviamente se dopo la reazione cutanea compaiono reazioni più gravi come difficoltà respiratorie, sudorazione, e disorientamento chiamare immediatamente il 118 in attesa di soccorso medico.

Le aree colpite rimarranno “segnate”, per evitare la formazione di macchie nei giorni seguenti è bene coprirsi in spiaggia oppure usare una crema a protezione totale calcolando che la guarigione completa ci sarà nel giro di 15 giorni.

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