Meningite, le cose da sapere.

meningiteLa cronaca recente ha segnalato casi di meningite soprattutto nella popolazione giovane con esiti purtroppo fatali scatenando talvolta (vedi Palermo) panico e corsa alla vaccinazione. Prima di allarmarsi però è bene conoscere meglio con chi abbiamo a che fare.

L’infiammazione delle membrane del cervello e del midollo spinale a causa di batteri, virus, funghi o parassiti prende il nome di meningite. Può portare a danno neurologico permanente o al rischio di morte. Le fasi dello sviluppo della meningite sono tre: incubazione, proliferazione e manifestazione clinica. La più importante è purtroppo è la manifestazione con sintomatologie come rigidità della nuca, fotofobia, stato confusionale e stordimento.  Nei bambini la diagnosi è assai resa più difficile perché oltre al vomito e pianto acuto seguono pallore e macchie rosse cutanee che non scompaiono alla pressione. Esistono infine casi di forme fulminanti di meningite molto più rari ma pericolosi.

I batteri si trasmettono attraverso le vie aeree con la tosse, starnuti o per contatto, provocando, nella maggioranza dei casi, semplici ed innocue infiammazioni. In caso di infezione però è buona cosa sottoporre a controllo preventivo tutte le persone a contatto con l’infetto onde evitare una propagazione della malattia.

La certezza della diagnosi avviene analizzando una piccola quantità di liquido cerebrospinale prelevato mediante puntura lombare. Tale manovra non comporta rischi per il paziente, poiché il midollo spinale nell’adulto non oltrepassa i limiti della prima vertebra lombare. La natura e la gravità dell’infezione può essere stabilita identificando la natura e la quantità dei microrganismi patogeni.

La terapia è di tipo antibiotico, a seconda del ceppo patogeno e comunque svolta in ambiente ospedaliero.

Esiste per fortuna anche un vaccino, il vaccino antipneumococcico: è eptavalente di nuova sintesi; è costituito da frazioni polisaccaridiche della capsula del germe e precisamente di 7 sierotipi coniugati con una proteina. Questo si è reso necessario perché lo pneumococco è un germe assai complesso dotato di numerosissimi sottotipi. In questo vaccino sono presenti i sierotipi più frequentemente causa di infezioni gravi in età pediatrica. Tale vaccino proprio perché costituito da frazioni del germe non è in grado di provocare la malattia pneumococcica ed inoltre non ha effetti collaterali se non quelli di qualunque vaccino.

Se avete dei dubbi e siete stati a contatto con persone infette non esitate quindi  a rivolgervi al vostro medico curante oppure presso gli organi competenti per avere maggiori ragguagli (Asl, Ospedale).

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