Vespe, api e calabroni : che cosa sono e che cosa fare in caso di puntura

foto vespaE’ arrivata l’estate e con essa la voglia di vivere all’aria aperta a contatto con la natura. Ci sono però dei pericoli : le punture da insetto e le reazioni allergiche che possono provocare .

Api, vespe e calabroni sono  insetti appartenenti alla specie degli imenotteri. Imparare a distinguerli è importante per sapere come comportarsi in caso di puntura .

Le punture di api, vespe e calabroni sono dolorose e talvolta rapprendano un vero e proprio pericolo per la salute: sono oltre 5 milioni gli italiani che vengono punti ogni anno e si stima che l’allergia al veleno di imenotteri possa provocare reazioni localizzate (dal 2,4% al 26%) o reazioni generalizzate (dall’1% al 8,9%), spesso severe, con coinvolgimento dell’apparato respiratorio o cardiocircolatorio, che si possono complicare fino alla morte. Infatti sono circa 10-20 all’anno i decessi per puntura in Italia.

Api e vespe hanno in comune il pungiglione: la loro naturale arma di difesa.

Le api difficilmente infastidiscono, non sono interessate al nostro cibo e pungono solo se considerano in serio pericolo loro stesse o il loro alveare. Se punge, è destinata a morire perché l’aculeo rimane infisso nel tessuto colpito. Se si viene punti da un’ape bisogna estrarre il pungiglione facendo molta attenzione a non spremere il veleno rimasto nel pungiglione all’interno della ferita.

Le vespe, invece, sono attratte dagli alimenti sulle nostre tavole, specialmente se molto dolci (frutta, bevande zuccherate, ecc.) e non hanno alcuna remora nel pungere poiché, a differenza delle api, possiedono un pungiglione che gli permettere di colpire più volte, senza morire.

Il calabrone è facilmente riconoscibile dalle altre vespe per le grosse dimensioni. Vive in colonie di 30 o 40 individui adulti e sono piuttosto aggressivi: la puntura è dolorosa (anche se il pungiglione non rimane nella sede della puntura stessa) e, se in prossimità della gola, può portare a soffocamento.

Se si viene punti da un’ape bisogna estrarre il pungiglione facendo molta attenzione a non spremere il veleno rimasto nel pungiglione all’interno della ferita .

I tutti i casi di puntura bisogna disinfettare la zona colpita ( con acqua ossigenata o altri disinfettanti cutanei) e applicare del ghiaccio o immergere la zona nell’acqua fredda per ridurre il dolore e per rallentare l’assorbimento del veleno, così come mantenere immobile la parte colpita. Successivamente può essere applicata una crema antistaminica o cortisonica.

Si può sempre utilizzare un gel astringente a base di cloruro di alluminio: se applicato subito dopo la puntura spegne il prurito all’istante. Il gel inoltre svolge una buona azione antisettica, per cui limita il rischio di infezione che può derivare dal grattare il ponfo.

Per prevenire le punture di questi insetti bisogna avere alcuni accorgimenti :

  • non avvicinarsi troppo ad alveari di api e affidarsi a personale specializzato per la loro bonifica;
  • allontanarsi lentamente e non urlare se si avvicina un’ape o una vespa;
  • evitare profumi, lacche e creme troppo dolci e profumati;
  • bere da una lattina: le vespe possono intrufolarsi all’interno della tua bibita;
  • camminare scalzi nei prati: è possibile calpestare vespe o api;
  • abbigliamento nero o di colore troppo brillante. I colori consigliati sono il bianco e il verde, così come magliette a maniche lunghe e pantaloni lunghi, se vuoi fare una gita in boschi e prati o del giardinaggio.
  • non viaggiare in macchina con i finestrini aperti, soprattutto d’estate; se si va in moto o in bicicletta è bene indossare il casco e degli indumenti protettivi.

Se si viene punti bisogna capire se c’è una reazione allergica oppure no al veleno iniettato.

Bisogna sapere che nei veleni di questi imenotteri sono contenute sostanze ad attività tossica o irritante che causano in tutti i soggetti una modesta reazione locale con eritema, ponfo e prurito, spesso dolente ma che regredisce spontaneamente in poche ore.

Se invece la reazione è allergica, si osservano i tipici sintomi di una puntura sopra descritti , ma generalizzati su un’area più vasta (tipo orticaria ), difficoltà a respirare, dolore al petto, riduzione della pressione arteriosa.

Le reazioni allergiche vere e proprie possono manifestarsi con diversi quadri di gravità: orticaria con prurito e malessere, gonfiore di diverse parti del corpo, comprese le mucose delle vie respiratorie, costrizione toracica, broncospasmo, dolori addominali, nausea e vomito, dispnea fino ad arrivare ad iniziale obnubilamento dei sensi e allo shock (collasso cardiocircolatorio).

I soggetti che abbiano già avuto delle manifestazioni allergiche devono sempre avere con loro delle fiale di antistaminici e di corticosteroidi, ma soprattutto di “fast jet”.  Si tratta di un preparato di adrenalina autoiniettabile e predosata, con cui ci si può praticare una piccola iniezione in qualunque parte del corpo al fine di contrastare lo shock anafilattico. È molto facile da usare ed è utilissimo, perché spesso questi incidenti si verificano in campagna o in situazioni in cui la persona è sola e lontana dal pronto soccorso. Naturalmente è sempre consigliabile il ricorso a un presidio ospedaliero, anche dopo tali cure di primo intervento.

E’ necessario recarsi al Pronto Soccorso qualora si manifestassero situazioni più severe: la puntura all’interno di bocca, naso o occhi o si è stati assaliti da uno sciame, riportando decine di punture

 

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