Epidermide del bambino

maxresdefaultLa pelle del bambino è un organo molto delicato, diversa da quella dell’adulto.
Vediamo allora come si evolve a partire dai primi giorni di sviluppo embrionale.
La pelle inizia il proprio sviluppo durante il primo trimestre di gravidanza e continua fino all’8°mese con la maturazione dello strato corneo. Dopo il 6° mese si forma la vernice caseosa, un rivestimento composto prevalentemente da acqua, lipidi e proteine. Essa svolge una funzione protettiva sia evitando la macerazione della cute, isolandola dal circostante liquido amniotico, sia riducendo i traumi al quale è sottoposta durante la nascita. Da questo momento fino al secondo anno di vita la cute del neonato risulta più fragile e più facilmente disidratabile rispetto all’adulto. La funzione di barriera cutanea (e di evitare perdita di acqua ed isolare batteri, virus, funghi) e quella di termoregolazione sono infatti diminuite. Queste proprietà dipendono dallo strato più superficiale della pelle, lo strato corneo, che si può considerare come il prodotto finale dell’epidermide. Lo strato corneo è composto da una lamina pluristratificata di squamette unite da uno speciale cemento oleoso. Le squame più esterne se ne vanno da sole o per sfregamento e vengono continuamente rimpiazzate da altre provenienti dagli strati più bassi. E’ impermeabile ed elastico, ha una superficie secca che risulta inospitale per i microorganismi, ed è popolato da piccoli canali che servono a far passare gli annessi cutanei come i peli, i canali di uscita del sebo (lubrificare il pelo mentre sale attraverso la pelle e impermeabilizzare la pelle) e sudore (deve essenzialmente raffreddare la superficie cutanea mediante evaporazione). Il sottostante derma ha una funzione di sostegno ed ancoraggio per l’epidermide tramite collagene, vasi linfatici, sanguigni, nervi, e strutture che si proiettano verso l’epidermide attraverso le papille dermiche.

Caratteristiche della pelle dei bambini

– L’epidermide ed il derma risultano più sottili

– La perdita di acqua transepidermica (TEWL), ovvero la quantità di acqua che diffonde attraverso lo strato corneo, è più elevata rispetto all’adulto.

– Il Natural Moisturizing Factor (NMF) è molto basso, ovvero si riscontra nei primi mesi di vita una concentrazione cutanea più bassa di sostanze come aminoacidi, zuccheri ed altre molecole igroscopiche in grado di trattenere l’acqua mantenendo così idratata la cute.

– Dalla nascita e durante tutta l’infanzia il pH della pelle del bambino è più alto, quasi neutro, rispetto al pH acido degli adulti. La funzione del pH acido è selezionare ceppi batterici “buoni” rispetto ad altri potenzialmente più patogeni. Nel bambino è quindi più facile riscontrare irritazioni ed infezioni, in particolare a livello di zone come le pieghe ed i glutei.

– La presenza dei lipidi intracellulari, sostanze chiave nella regolazione dell’idratazione cutanea, è ridotta fino alla pubertà. In gravidanza il feto ne produce per formare la vernice caseosa, grazie all’azione degli ormoni materni ma dopo il terzo mese di vita la produzione decresce rapidamente e rimane latente fino alla pubertà. L’effetto è una più facile disidratazione pur avendo paradossalmente più acqua.

– La melanina, pigmento foto protettore sintetizzato nei melanociti, è poco presente durante i primi anni di vita. La pelle del bambino è quindi più a rischio di scottature se esposto al sole.

skin babyL’utilizzo di particolari accorgimenti e prodotti per la pelle dei bambini, appositamente formulati per loro è quindi fondamentale per garantirgli la sicurezza e protezione di cui hanno bisogno.

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