fbpx

Epatite C: priorità per l’accesso ai farmaci

Epatite_C_farmaco-1024x837Come saprete ormai esiste un farmaco per il trattamento dell’epatite C cronica che appartiene ai DAAs (farmaci ad azione antivirale diretta di seconda generazione) il cui costo per le casse del SSN è molto pesante. Non è il nostro compito sindacare su chi cosa o come ha diritto, compito che costituzionalmente è di natura prettamente politica, anche se pensiamo che in un sistema sanitario come quello italiano tutti debbano aver diritto all’accesso alle cure, anche quelle innovative: il compito di trattare con l’azienda produttrice è riservato alle autorità ed anche questo quindi passa in mano alle amministrazioni.

Per venire incontro ai diritti di cura di tutti i cittadini italiani, ma anche per stare nei costi e bilanci del SSN, sono state fatte quindi delle scelte in base all’urgenza clinica del trattamento, che citiamo esattamente quanto comparso sul sito Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco): “l’AIFA, tramite la Commissione Tecnico Scientifica (CTS), ha individuato i criteri di  rimborsabilità prioritaria al trattamento con i nuovi DAAs sulla base dei risultati emersi dai lavori del  Tavolo tecnico epatite C istituito presso l’Agenzia

I criteri di prioritizzazione individuano i seguenti gruppi di pazienti:

  1. Pazienti con cirrosi in classe di Child A o B e/o con HCC con risposta completa a terapie resettive chirurgiche o loco-regionali non candidabili a trapianto epatico nei quali la malattia epatica sia determinante per la prognosi.
  2. Epatite ricorrente HCV-RNA positiva del fegato trapiantato in paziente stabile clinicamente e con livelli ottimali di immunosoppressione
  3. Epatite cronica con gravi manifestazioni extra-epatiche HCV-correlate (sindrome crioglobulinemica con danno d’organo, sindromi linfoproliferative a cellule B).
  4. Epatite cronica con fibrosi METAVIR F3 (o corrispondente Ishack)
  5. In lista per trapianto di fegato con cirrosi MELD <25 e/o con HCC all’interno dei criteri di Milano con la possibilità di una attesa in lista di almeno 2 mesi.
  6. Epatite cronica dopo trapianto di organo solido (non fegato) o di midollo con fibrosi METAVIR ≥2 (o corrispondente Ishack).
  7. Epatite cronica con fibrosi METAVIR F0-F2 (o corrispondente Ishack) (solo per simeprevir).

Al fine di garantire il più ampio accesso a questi trattamenti innovativi, l’AIFA è comunque impegnata in una continua e tempestiva verifica delle nuove evidenze scientifiche e delle possibilità di una rimodulazione dei vigenti criteri di eleggibilità al trattamento con i DAAs.”

sovaldi-contro-epattie-CIl costo per un ciclo completo di cura in Italia dovrebbe aggirarsi sui 50.000 € stando alle cifre trovate su internet, mentre per paesi più “poveri” il costo è di poche migliaia di €. Questo perchè con ogni stato l’azienda che produce il Sofosbuvir avvia una trattativa diversa, bilanciando anche il potere di spesa di quella nazione.  Il contratto per la fornitura in Italia è in scadenza a metà giugno per cui ci auguriamo che la prossima trattativa con la casa farmaceutica, vista anche la contemporanea presenza sul mercato di altri competitors (nel frattempo infatti sono usciti dei farmaci similari) possa portare ad una drastica riduzione della spesa per poter ampliare così la platea degli aventi diritto al trattamento, che al momento restano alla finestra ad aspettare l’evoluzione della malattia.

Leave a Reply

gtag('config', 'G-HH9LQTEQRM');