Leishmaniosi canina: cause, sintomi e diagnosi (prima parte)

La Leishmaniosi canina è una gravfoto leishmaniosie malattia del cane ( anche se sono stati descritti in letteratura casi di dermatite da Leishmania nei gatti)   , con andamento generalmente cronico e che può anche portare a morte l’animale. E’ causata da un microscopico parassita, un protozoo denominato Leishmania infantum, che viene trasmesso tramite la puntura di piccoli insetti,  flebotomi o pappataci,  attivi nel periodo estivo che popolano da sempre le aree verdi della nostra Provincia, in particolare l’ambito collinare. E’ un insetto notturno e il suo volo è in genere breve e ostacolato dal vento. Durante le ore di luce riposa in luoghi freschi e umidi. Predilige rintanarsi in abitazioni, fessure dei muri e buchi degli alberi.

Si tratta di una zoonosi, ma state tranquilli: non la si contrae accarezzando un cane malato, ma è lo stesso pappatacio che punge il cane che ce la trasmette se punge noi al posto del nostro pet. L’uomo rappresenta soltanto un ospite occasionale e può infettarsi solo attraverso la puntura dell’insetto.

Non esistono evidenze scientifiche che i proprietari di cani infetti siano a maggior rischio rispetto alle altre persone.

Andiamo dunque a conoscere meglio questa malattia.

Per quanto riguarda la modalità di trasmissione principale, in Italia e in Europa è il Phlebotomus papatasi, il pappatacio piccolo, giallo e peloso che d’estate ci punge e ci fa venire dei ponfi allergici terribili. Senza questo vettore, la malattia non può essere trasmessa, anche se in teoria una madre infetta potrebbe trasmettere la patologia ai cuccioli. Il flebotomo è attivo da maggio a ottobre, in pratica quando la temperatura giornaliera si attesta sui 19 gradi tutto il giorno e tende a pungere di più al tramonto.

Per quanto riguarda il ciclo vitale del parassita, vale la pena darci uno sguardo, per capire meglio questa complessa patologia. Partiamo dal flebotomo: punge un cane portatore, prende la Leishmania, la trasporta, va a pungere un altro cane e gli trasmette la patologia. A questo punto non è che si scatena subito la malattia: la leishmaniosi ha potenzialmente un tempo di incubazione lunghissimo, può andare dai sei mesi a due anni. Se ci sono infezioni in cuccioli al di sotto dell’anno di età è verosimile pensare a un’infezione transplacentare: ecco perché si consiglia di non far accoppiare cani malati.

La Leishmaniosi canina è una malattia cronica e permanente, ciò significa che una volta contratta l’animale non può guarire definitivamente. Il tuo Veterinario saprà tuttavia consigliare la terapia più idonea per tenere sotto controllo i sintomi e consentire al cane una vita normale.

Sintomi

Il cane con leishmaniosi può rimanere asintomatico per parecchio tempo. Quando le sue difese immunitarie si abbassano, ecco che la malattia prende il sopravvento. Il guaio della leishmaniosi è che ha tantissimi sintomi, la sua presentazione è quanto meno variabile e non sempre il proprietario si accorge in tempo che il cane è malato. Questo succede soprattutto nelle zone dove non è endemica, mentre in quelle dove è largamente diffusa (zone costiere per esempio) i proprietari sono più attenti al problema. Inoltre sono molte le manifestazioni atipiche, per cui la diagnosi spesso è tardiva.

I sintomi più comuni di leishmaniosi nel cane sono:

  • dermatite secca esfoliativa con forfora
  • perdita di pelo. L’alopecia inizia intorno agli occhi, il cane assume un aspetto vecchio e malato
  • orecchie ispessite, sanguinolente a causa delle ulcere
  • aumento di volume dei linfonodi
  • splenomegalia
  • formazione di noduli cutanei
  • crescita anomale ed eccessiva delle unghie, nota come onicogrifosi
  • uveite (il che provoca spessp epistassi)
  • dimagrimento con cachessia e diminuzione delle masse muscolari
  • dolori articolari
  • insufficienza renale
  • vomito, diarrea (raramente)

Ovvio che tutti questi sintomi non sono presenti contemporaneamente sul cane. Se un cane con forfora, perdita di pelo intorno agli occhi, dermatite, onicogrifosi, linfonodi aumentati di volume ha scritto in faccia che ha la Leishmania, se si presenta un cane che come sintomi ha solo la diarrea, è difficile immaginare che sia questa la patologia in questione.

Diagnosi

La diagnosi di Leishmania viene fatta tramite la visita clinica e appositi esami del sangue. Un profilo generale di base serve a valutare il grado di anemia e trombocitopenia e la funzionalità renale ed epatica. L’elettroforesi proteica indica lo stadio della patologia, mentre esistono dei test sierologici che valutano la presenza o meno di Leishmania nell’organismo. Occhio però ai falsi negativi: se il cane non ha abbastanza leishmanie in circolo, pur avendo la patologia, il titolo anticorpale magari sarà negativo, costringendoti a ripetere più volte il test. Oppure se il cane ha assunto del cortisone, il test verrà negativo, così come durante la fase di incubazione. Per avere la certezza si può ricorrere alla PCR (Polymerase chain reaction), un esame che è in grado anche in presenza di pochissime leishmanie di evidenziarle. Questa permette di amplificare le sequenze nucleotidiche del DNA di diversi microrganismi , dando perciò la possibilità di identificarli anche se presenti in quantità minima. È estremamente valida in quando ha una sensibilità altissima (permette di identificare come positivi la grandissima parte dei soggetti ammalati).

A seguito di diagnosi di Leishmaniosi canina, il Veterinario provvederà ad informare l’ASL competente. Tale segnalazione non comporta alcun provvedimento nei confronti del cane e del proprietario, ma risulta preziosa al fine di individuare le aree a rischio per gli animali e per l’uomo e per mettere a punto le più idonee strategie per la sua prevenzione.

 

Fonti : petsblog.it

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