La chimica del make up

La quantità di sostanze chimiche che ci mettiamo sulla faccia ogni volta che facciamo uso di un ombretto, di una crema viso, o di uno dei numerosi prodotti cosmetici che utilizziamo quotidianamente, è insospettabilmente alta. E non sempre purtroppo si tratta di sostanze innocue. Uno studio condotto in Francia nel 2015 rivela che mediamente una donna adulta impiega ogni giorno 16 diversi tipi di cosmetici, mentre 8 sono quelli usati in media dagli uomini. I prodotti che rientrano nel settore cosmesi contengono un’ampia varietà di sostanze, ognuna con specifiche funzioni, dai filtri per le radiazioni UV, i coloranti, i conservanti e gli antiossidanti necessari per mantenere la stabilità chimica del prodotto, fino ai tensioattivi ed emulsionanti senza i quali le fasi idrofoba e idrofila finirebbero per separarsi. Il regolamento dell’Unione Europea vieta l’impiego di oltre 1200 sostanze in tutti i prodotti per il “body care” e di alcune centinaia ne limita fortemente l’uso mediante rigide restrizioni. Decisamente più permissiva è la legge vigente negli USA, dove soltanto 11 ingredienti sono vietati o limitati. Le sostanze chimiche in questione possono esercitare i loro effetti dannosi sull’organismo a seguito dell’assorbimento tramite penetrazione dello strato epidermico, come nel caso dei parabeni a catena corta o degli ftalati, oppure dell’esposizione avvenuta mediante inalazione, per esempio con l’utilizzo di profumi o spray per capelli. Diversi studi evidenziano come determinate sostanze usate nelle preparazioni cosmetiche siano state ritrovate nelle urine, nel sangue, nel latte materno, e abbiano dato fenomeni di bioaccumulo a livello dei tessuti adiposi. Tra gli ingredienti che vale la pena prendere in considerazione troviamo i parabeni (metilparabene, etilparabene, propilparabene, butilparabene), noti per le loro proprietà conservanti in grado di preservare il prodotto da contaminazione microbica, largamente utilizzati negli shampoo, creme, saponi, bagnoschiuma, lozioni per il corpo. Agendo come interferenti endocrini questi composti sembrano poter essere collegati con un aumentato rischio di cancro del seno. Altre sostanze chimiche da tener d’occhio sono gli ftalati (ad esempio il DEP, dietilftalato) molto usati come solventi nei profumi, negli smalti per unghie, negli spray per capelli. Anch’essi in grado di provocare alterazioni del sistema endocrino, risultano inoltre essere associati ad un non corretto sviluppo del sistema riproduttivo maschile durante la fase prenatale. I muschi sintetici, che ritroviamo nei profumi, negli aromatizzanti per saponi, nei dopobarba, sono composti di sintesi policiclici, come il galaxolide e il tonalide, e nitro-derivati, come il muschio chetone, che non solo si accumulano nei tessuti grassi e nel latte materno, ma hanno anche l’azione di mimare gli ormoni estrogeni, che secondo alcuni studi potrebbe essere collegata con il cancro al seno. Un analogo meccanismo di tossicità è quello dell’alluminio, che possiamo trovare nei deodoranti antitraspiranti, nei rossetti, nei dentifrici. Alcuni conservanti, come la diazolidin-urea, la imidazolidin-urea, l’antimicrobico dimetilol-dimetil-idantoina, il Quaternium-15, utilizzati nelle creme, nei trucchi per il make-up, nei saponi, sono composti che rilasciano formaldeide, noto cancerogeno. Il triclosan, comunemente usato nei gel igienizzanti per le mani, nei detergenti per il viso, nei dentifrici come antitartaro, può influenzare il normale funzionamento del sistema ormonale. I benzofenoni e i cinnamati, filtri UV molto comuni nelle creme solari usate per proteggere la pelle dagli effetti dannosi della radiazione ultravioletta, mimano l’azione degli estrogeni e sembrano promuovere la penetrazione attraverso la pelle di altre specie chimiche. Alcune etanolammine, presenti come emulsionanti e correttori di acidità nei trucchi per il make-up, nei profumi, nelle tinte per capelli, nei prodotti per la cura della pelle, sono state fortemente limitate a causa del rischio di cancro provocato dall’esposizione ad alte dosi di queste sostanze. Nei cosmetici inoltre spesso sono stati ritrovati metalli pesanti, come piombo, mercurio, cadmio, arsenico, che una volta penetrati attraverso la pelle esercitano i loro effetti dannosi sull’organismo. Ciò che possiamo fare per evitare questi spiacevoli incidenti è cercare di rivolgersi sempre a prodotti ipoallergenici e che siano clinicamente testati, nonché dotati di una etichettatura trasparente, sia per quanto riguarda gli ingredienti utilizzati che per l’origine della produzione. L’estetica è così importante? D’accordo, anche quella conta. Dunque, un occhio alla bellezza e uno alle etichette.best-pharmacy-makeup-products-you-will-love

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