La febbre nei bambini

Quando la temperatura corporea dei nostri bambini sale, ci preoccupiamo molto e ci sembra di doverla abbassare a tutti i costi.

In realtà la febbre è un meccanismo di difesa del nostro organismo, atto a contrastare l’infezione di virus e batteri.

Molto spesso non è utile, anzi è dannoso abbassare la temperatura corporea.

La febbre andrebbe preferibilmente misurata sotto l’ascella, mentre la via rettale è sconsigliata perchè invasiva e perchè potrebbe portare al trasferimento di batteri, e la via orale è meno indicata perchè richiede la collaborazione del bambino e perchè l’assunzione di cibi caldi o freddi potrebbe alterare il risultato. La misurazione nell’orecchio potrebbe non essere esatta se l’orecchio non fosse perfettamente pulito quindi è meglio non utilizzarla. Funzionano bene anche i termometri frontali, ma sono dispendiosi.

Se ad avere la febbre è un neonato con meno di un mese è meglio portarlo in ospedale perchè la presenza di febbre potrebbe essere spia di infezioni gravi, mentre fino ai 12 mesi d’età è consigliabile una visita del pediatra soprattutto se oltre ad avere la febbre il bambino non riesce ad alimentarsi o piange in modo inconsolabile.

In tutti gli altri casi è bene aspettare che la situazione si evolva. Controllare il comportamento del bambino e non somministrare subito farmaci per abbassare la temperatura.

I metodi fisici per abbassare la temperatura corporea sono da evitare in quanto abbassare la temperatura alla periferia del corpo porta l’organismo a disperdere energia per riportare la temperatura al livello precedente. Quindi vanno evitate spugnature fredde, bagni e borsa del ghiaccio. Solo in caso di rialzo termico da colpo di calore questi metodi sono utili.

Se il bambino anche con temperatura superiore ai 38°C si mostra allegro, gioca e svolge le sue normali attività, non è il caso di somministrargli un antipiretico.

Se invece il bambino appare sofferente è possibile somministrarlo anche sotto i 38°C.

Come antipiretico si possono utilizzare l’ibuprofene o il paracetamolo ma non vanno dati in associazione perchè non si sommano gli effetti positivi ma solo quelli avversi.

Il cortisone va evitato per il rapporto rischio beneficio non favorevole e perchè rischia di coprire patologie di fondo, l’acido acetil salicilico non va usato sotto i 12 anni di età per il rischio della sindrome di Reye.

La via di somministrazione migliore è quella orale perchè gocce e sciroppi sono meglio dosabili e meglio tollerati mentre la via rettale essendo mal tollerata e rendendo più difficile il dosaggio andrebbe utilizzata solo quando il bambino non è collaborativo.

Anche se paracetamolo ed ibuprofene sono farmaci ben tollerati dai bambini non bisogna eccedere perchè possono comunque dare reazioni avverse. Importante è calcolare la dose di farmaco da somministrare in base al peso del bambino e non all’età ed utilizzare dosatori appositi e non cucchiai o cucchiaini come dosatori.

Il bambino sente freddo solo nel momento in cui la temperatura corporea si sta alzando ed il sangue tende a lasciare le zone periferiche mentre i muscoli si contraggono dando i brividi. Solo in questa fase il piccolo va coperto, in seguito quando la temperatura si è alzata il piccolo sta meglio scoperto.

Non sempre abbassando la febbre si evitano le tanto temute convulsioni febbrili. I bambini che ne soffrono hanno famigliarità per tale disturbo che si presenta ad un repentino innalzamento o abbassamento della temperatura e che di per sè non è pericoloso. Dopo un primo episodio il pediatra prescrive un farmaco per via rettale da utilizzare nel caso di ricomparsa. Nei bambini che hanno già sofferto di convulsioni febbrili è bene non lasciare che la temperatura corporea si alzi troppo.

Quando il bambino ha il primo episodio convulsivo è opportuno portarlo in pronto soccorso per appurare la reale causa delle convulsioni. Nel caso siano dovute solo al rialzo termico verrà spiegato come intervenire se il problema si ripetesse.

 

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