Come tornare in forma dopo l’influenza

foto rimedi post influenzaDopo quattro giorni di febbre alta, indolenzimenti muscolari e dolori alle ossa, mal di testa intenso, stanchezza tosse , naso gocciolante e occhi arrossati, il peggio è sicuramente passato.

Prima di poter dire di essere completamente guariti dall’influenza , però, servono ancora un po’ di pazienza, qualche cautela e alcuni interventi di supporto, in grado di facilitare un pieno recupero in tempi brevi.

Se il lavoro incombe il consiglio è quello di coprirsi bene, di evitare i contatti troppo ravvicinati con i colleghi e gli sbalzi di temperatura, di non passare troppo tempo al freddo e di limitare al minimo il dispendio di energie, anche se ci si sente relativamente bene.

Raccomandazione valida anche per le attività extra-lavorative, a partire da quelle di natura sportiva: corsa, piscina e palestra possono aspettare.

Dopo un episodio influenzale (e le cure farmaceutiche) è importante porre la massima attenzione sulla qualità degli alimenti compresi nella dieta: infatti è normale sentirsi privi di energie e spesso anche inappetenti. Anche le difficoltà digestive sono tipiche del periodo di convalescenza. Vediamo come affrontare questi diversi problemi.

Il fatto di sentirsi stanchi non vuole dire che sia utile gettarsi su alimenti troppo ricchi di zuccheri, grassi o conservanti: il nostro organismo ha bisogno di alimenti sani, e non di “cibo-spazzatura“. In particolare, può essere utile scegliere alimenti molto ricchi di vitamine del gruppo B: infatti l’assunzione di antibiotici causa spesso una carenza di questa vitamina, che possiamo integrare con le giuste scelte alimentari. In particolare dovremmo inserire nella nostra dieta:

  • riso integrale, frumento integrale e orzo;
  • arachidi e pinoli;
  • frutta secca: mandorle, noci e nocciole;
  • alcuni ortaggi quali cavolo, radicchio, asparagi e spinaci.

I ricostituenti naturali possono darci un valido aiuto per ritornare in forma dopo la malattia :

Il polline, polvere fine ed appiccicosa che costituisce la materia fecondante dei fiori, è un efficace concentrato di minerali come calcio, fosforo, ferro, presenti in forma facilmente assimilabili. Non solo: ogni singolo granulo di polline racchiude tutti gli elementi necessari alla vita: proteine, vitamine, amminoacidi, grassi, carboidrati, enzimi e ormoni, presenti in proporzioni diverse in base al fiore dal quale originano.

Il miele è la sostanza zuccherina elaborata dalle api a partire dal nettare dei fiori o dalla melata e nessun additivo viene aggiunto. Più di trecento diversi composti si trovano nel miele: carboidrati, fruttosio, acqua, sali minerali (potassio, calcio, zolfo, fosforo, magnesio e ferro), vitamine (gruppo B soprattutto), acidi organici, enzimi; le le loro proporzioni variano a seconda dell’origine del nettare o della melata, i mieli più chiari sono quelli con minore contenuto di minerali, per esempio.

Le virtù e proprietà benefiche di polline e miele li rendono utili per migliorare l’adattamento e la risposta dell’organismo a eventi stressanti di varia natura. L’utilizzo del polline è diffuso anche in campo sportivo, dove viene apprezzata la sua ricchezza in minerali, vitamine ed amminoacidi.

La pappa reale è una sostanza secreta dalle ghiandole faringee delle api nutrici. Utilizzata come alimento per i primi giorni di vita di tutte le larve e in seguito solo per l’ape regina, la pappa reale è ricca di ormoni, di minerali e vitamine, per questo utilizzata ugualmente come valido integratore.

 Le alghe che rinforzano

La spirulina come ricostituente è ideale , in quanto è un’alga ricca di minerali, soprattutto ferro, e vitamine del gruppo B, A,C,E.

La klamath è un’altra alga che cresce selvatica in un lago tra i più incontaminati e ricchi di depositi minerali vulcanici che esistano oggi sul Pianeta. Si tratta di un’alga molto cara ma molto più ricca della spirulina.

Queste microalghe del lago Klamath (Cascade Mountains, Usa) contengono infatti vitamine, minerali, amminoacidi, enzimi, pigmenti, acidi grassi essenziali. Il loro prezzo elevato è dovuto anche alla difficoltà nel reperirle, ma i vantaggi sono notevoli, in quanto oltre a rafforzare il fisico aiutano ad eliminare le scorie dannose.

Piante o radici ricostituenti

Il ginseng è una radice dalle proprietà toniche di origine asiatica che contiene, oltre ai ginsenosidi, molti altri nutrienti come minerali (sodio, potassio, zinco, calcio, manganese, fosforo e ferro) e vitamine (soprattutto B1 e B12). La radice di ginseng viene usata come tonico per dare energia a tutto l’organismo: migliora la circolazione sanguigna, combatte diabete, influenze o bronchiti, nonché depressione lieve, aiuta la memoria e la concentrazione.

La radice di eleuterococco ,  chiamato anche ginseng siberiano, è usata in fitoterapia per le sue notevoli proprietà toniche e adattogene, in grado di migliorare la resistenza dell’organismo agli attacchi esterni e “adattarlo” ai cambiamenti climatici e stagionali. L’eleuterococco stimola il metabolismo ed equilibra l’energia, rendendo l’utilizzo della pianta indicato negli stati di stress e sovraffaticamento, nelle convalescenze, nell’esaurimento psico-fisico, nella nell’ ipotensione, e quando è richiesta una maggiore capacità di rendimento nella attività sportiva o di concentrazione e di attenzione nello studio. Il suo utilizzo è indicato per la prevenzione delle malattie infettive e nelle forme influenzali.

Il prugnolo è una pianta molto comune in Italia. I suoi frutti sono molto ricchi di sostanze che stimolano l’appetito e rinforzano il fisico, come le vitamine B e C, sali minerali e tannini. Il prugnolo è ideale anche per i più piccini, utilizzabile anche in casi di gengiviti e faringiti. Oltre ai frutti, del prugnolo si usano anche i fiori, le foglie e la corteccia, che hanno proprietà antinfiammatorie, lassative, purificanti e astringenti

Tra altri ricostituenti naturali vegetali si ricordano anche il guaranà che aiuta anche a sentire sazietà, perfetto per chi segue un regime ipocalorico

Il baobab , ricchissimo di vitamine e minerali, l’avena e il germe di grano, che danno forza con i loro nutrienti e vitamine, il fieno greco, nutritivo e ricostituente, giova a chi è debilitato, convalescente o affetto da disturbi nervosi che portano a magrezza eccessiva.

Curiosità: il maca , è conosciuto come “il ginseng delle donne”, forse non solo perché non provoca nervosismo, ma anche perché regola gli ormoni La pianta di maca offre infatti un apporto supplementare di energia che contrasta tutti i disturbi legati alla menopausa.

In caso di influenza intestinale, ottimo è l’utilizzo del Baobab , che ha una azione sull’intestino

Vediamo un po’ più nello specifico le funzioni positive del baobab sull’intestino. Partiamo dalle fibre. Come è noto, le fibre alimentari sono polisaccaridi solubili e digeribili solo in una piccola parte: la fibra non digeribile attraversa il tratto intestinale ripulendolo da varie scorie con un’azione a «spazzola», mentre la fibra alimentare solubile del baobab è ricca di mucillagini in grado di fungere da prebiotico e di riequilibrare la microflora intestinale stimolando crescita dei lactobacilli.

La percentuale di fibre solubili nella polpa essiccata di baobab oscilla tra il 20% e il 25%, caratteristica che lo rende un frutto pressoché unico in natura. Le stesse percentuali valgono anche per la fibra insolubile, in grado tra l’altro di favorire il movimento coordinato della muscolatura liscia in modo da favorire una corretta digestione .

La vitamina C e gli altri nutrienti antiossidanti prevengono le infiammazioni della mucosa intestinale. Con un intestino efficiente ed equilibrato, si potrà più facilmente permettere l’assorbimento di tutti i fitonutrienti contenuti nel baobab e sfruttare al massimo la sua ricchezza di vitamine e oligoelementi.

Principi contenuti nel baobab

Quando acquistiamo e assumiamo dei prodotti di baobab abbiamo sempre a che fare con del materiale in polvere o dei granuli gessosi e totalmente disidratati; anche nei paesi di origine, per la gran parte degli usi il frutto del baobab viene lasciato essiccare all’aria aperta.

L’essicazione, che comporta una maggior concentrazione di principi, chiarisce il mistero statistico che riconosce al baobab percentuali di vitamine ed altri fitonutrienti estremamente superiori a quelle di altri frutti: difatti, nella comune frutta fresca viene misurata anche l’acqua, la cui percentuale supera quasi sempre l’85%.

Cosa ci dicono quindi queste statistiche? Che la polpa essiccata di baobab è ricca di fibra, priva di lipidi e molto scarsa di proteine; è ricchissima di acido ascorbico, ha buoni contenuti di mucillagini, flavonoidi e antociani, un ottimo contenuto di molti elementi quali rame, zinco, ferro e calcio, e un discreto livello di tiamina e vitamina PP.

Pertanto la polpa di baobab non dovrebbe essere considerata un alimento ma un integratore e, come tale, è necessario moderarsi nei consumi e razionalizzare i dosaggi.

La polpa essiccata di baobab o flaconi e tavolette di polvere di baobab sono facilmente reperibili in farmacia e parafarmacia nei dosaggi corretti.

 

 

 

Don`t copy text!