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Influenza 2016 : è arrivato il picco stagionale

foto influenzaEra arrivata in anticipo a dicembre a bussare alle nostre porte  . E ora l’influenza  si sta facendo sentire per davvero: stando a quanto riporta l’ultimo  rapporto  epidemiologico di InfluNet , la rete italiana di sorveglianza dell’influenza dell’Istituto superiore di sanità, nella settimana appena trascorsa (11-17 gennaio 2016) “è stata superata la soglia che decreta l’inizio del periodo epidemico. In altre parole, stando ai dati del rapporto, è appena iniziata la fase del cosiddetto picco stagionale di influenza. Il numero di casi stimati nella settimana è di circa 154mila, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di poco più di un milione di contagi. Le zone più colpite sono la provincia autonoma di Trento, le Marche, il Lazio, la Campania e la Basilicata. In particolare tra i più colpiti abbiamo i bambini tra gli 0 e i 4 anni. A seguire i ragazzi e gli adulti.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’influenza può arrivare a contagiare fino al 20% della popolazione, a seconda dei virus in circolazione. I più a rischio di forme gravi e complicazioni sono le donne in gravidanza, i bambini, gli anziani, le persone immunodepresse e i malati cronici, che insieme rappresentano il 36% della popolazione in Europa, pari a circa 180 milioni di persone. L’Oms raccomanda dunque a tutte le persone a rischio e agli operatori sanitari di vaccinarsi

Il peggioramento è previsto tra gennaio e febbraio. “Siamo entrati in quella che viene definita fase epidemica, ma incidenza e aggressività quest’anno sono blande, così come accade spesso dopo stagioni particolarmente virulente come quella dello scorso anno – spiega Antonino Bella, responsabile della rete InfluNet -. Nel 2016 resteremo lontani dai 6.300.000 casi registrati nel 2015. Lo scorso anno è stata registrata dall’Istat un’impennata di decessi e, contemporaneamente, una diminuzione di vaccinati contro l’influenza. È possibile che il calo vaccini abbia contribuito al fenomeno, ma è ancora presto per dirlo. Attendiamo i dati Istat suddivisi per cause di morte”.

Nell’ultima settimana, i casi accertati sono stati circa 154 000, a questi si aggiungono quelli già registrati nei mesi scorsi, per un totale di circa 1 milione di persone a letto. Come sappiamo, i sintomi tipici includono febbre alta, raffreddore e mal di gola. I più piccoli possono incappare anche in vomito e diarrea, che negli adulti abbiamo solo in caso di complicazioni all’apparato gastro-intestinale.

“Il freddo più intenso di queste ore dovrebbe far iniziare la stagione influenzale – aggiunge Fabrizio Pregliasco, virologo del Dipartimento di scienze biomediche per la salute dell’Università di Milano -. La settimana scorsa abbiamo registrato circa 100mila casi. Prevedo un leggero aumento per quella in corso, mentre dalla prossima la crescita dovrebbe essere più importante, anche se si tratterà comunque di una stagione a media-bassa intensità. Il numero di italiani costretti a letto – prosegue – aumenterà per le prossime 2-3 settimane, con un probabile picco tra gennaio e febbraio. Il ritardo rispetto alle previsioni effettuate in precedenza è dovuto proprio alle temperature miti delle scorse settimane, – spiega l’esperto. – Ma temperature basse e neve non porteranno solo influenza e raffreddore”.

Occorre proteggere la pelle e fare attenzione al sistema cardiovascolare – avverte Claudio Cricelli, presidente della Simg – Società italiana di medicina generale -. I soggetti più a rischio, soprattutto bambini e anziani, devono coprirsi bene e fare in modo che il nostro sistema di riscaldamento funzioni correttamente. Pelle secca, mancata sudorazione ed estremità gelate – aggiunge – sono i primi segnali che il corpo sta patendo. Bastano un paio di guanti e un berretto in testa – conclude il medico – per limitare la dispersione di calore”.

Cura

Antipiretici (es. paracetamolo ) ed antidolorifici (es. ibuprofene) sono indicati per ridurre la febbre e per placare il dolore, utili per aiutare il paziente a superare meglio la malattia. Considerato che l’influenza non dipende direttamente da un’infezione batterica, gli antibiotici sono controindicati non solo perché inefficaci ai fini della guarigione, ma anche e soprattutto perché potenzialmente dannosi: di fatto, l’impiego di antibiotici indebolisce il sistema immunitario, prolungando i tempi di guarigione del paziente. L’impiego degli antibiotici è riservato esclusivamente nell’evenienza di complicanze e/o in caso di coinfezioni batteriche.

Ottimi i rimedi naturali come i suffumigi con oli essenziali tipo timo ed eucalipto. Lo zenzero si rivela ottimo per contrastare i dolori muscolari : è un vero energizzante naturale , stimola l’appetito aiutando così l’organismo debilitato a riprendersi . Anche il miele ha un’azione  energizzante ed è molto utile nei casi di mal di gola. Ottimo anche  l’artiglio del diavolo ed il salice bianco per il dolore alle articolazioni ed il mal di testa

L’ISS (Istituto Superiore di Sanità ) ribadisce che è necessario avere pazienza ed attendere che l’influenza faccia il suo decorso, senza affrettare le cose per poi magari incappare in ricadute. Per cercare di prevenirla, invece, si consiglia di fare incetta di vitamina C presente nella frutta e nella verdura, evitare il contatto con persone ammalate e lavarsi spesso le mani perché veicolo di microbi

 

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