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Gli “herpes virus ” , che cosa sono e come si distinguono

foto herpesL’herpes è una delle malattie dermatologiche più diffuse e fastidiose. Con herpes o erpete si intende generalmente una categoria di infezioni  scatenata dalla presenza di diversi tipi di virus, appartenenti alla famiglia degli herpesviridae. Esistono ben 8 tipi di herpes virus ( HHP) tutti associati a malattie cutanee :

  • HHV-1 Herpes Simplex Virus 1 (HSV-1)(herpes simplex labiale)
  • HHV-2 Herpes Simplex Virus 2 (HSV-2) (herpes simplex genital)
  • HHV-3 Virus varicella-zoster (VZV)
  • HHV-5 Cytomegalovirus (CMV)
  • HHV-6 Herpesvirus umano 6 (responsabile della sesta malattia)
  • HHV-7 Herpesvirus umano 7
  • HHV-4 Epstein-Barr Virus (EBV) (virus della mononucleosi)
  • HHV-8 Herpesvirus umano 8 (o KSHV o Virus del Sarcoma di Kaposi)

La famiglia degli herpes viridae, si compone di tre sotto famiglie. Quella degli alfa herpes virinae, di cui fanno parte i virus herpes simplex 1 e 2 e il virus varicella-zoster, quella dei beta herpes virinae comprende invece il citomegalovirus e quella dei gamma ha come capostipite il virus di Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi infettiva. In tutti i casi si tratta di virus a doppia elica, del diametro di circa 150 nanometri.

Tra questi i più comuni sono l’herpes simplex, l’herpes zoster ed i citomegalovirus.

foto herpes 2In greco herpes significa eruzione e nel linguaggio comune tale infezione assume spesso nomi differenti come “febbre” o termini più fantasiosi come “fuoco di Sant’Antonio” . Il sintomo più comune dell’herpes è la comparsa di piccole vescice sulla cute, solitamente localizzate sulle labbra (herpes labialis), sui genitali (herpes genitalis), o su superficie più estese del corpo, come schiena e braccia (herpes zoster o fuoco di Sant’Antonio). Esistono inoltre ceppi virali che possono causare neoplasie od epatiti (epstein barr, citomegalovirus).

Hepes Simplex HHV-1 o herpes simplex labiale

Come dice il nome stesso l’herpes labiale (herpes labialis) è una malattia infettiva che si manifesta generalmente sulle labbra. Questo particolare tipo di herpes è causato da un ceppo virale chiamato herpes simplex (solitamente di tipo uno). E’ un parassita perfetto. Per lo piu’ vive bene con chi lo ospita, senza provocargli grossi guai. Colpisce, ripresentandosi anche diverse volte durante l’anno, almeno dieci milioni di italiani. Ma nella maggior parte dei casi, E’ presente sempre nell’organismo dell’ospite, in particolare nei gangli nervosi, dove sta rintanato spesso senza dare alcun fastidio. Pronto pero’ a scatenarsi, cogliendo gli stati di “debolezza” psicofisica del suo ignaro padrone di casa e a dare il via alle tipiche lesioni. Talvolta l’infezione da herpes labiale può causare la comparsa di manifestazioni anche su guance e palato. I sintomi della malattia sono caratteristici ed accomunati dalla comparsa di fastidiose e dolorose vescichette che spesso portano ad atteggiamenti socialmente poco compatibili a causa del forte stimolo a grattare l’aria interessata. Il riconoscimento precoce di questi sintomi consente al soggetto di intervenire precocemente limitando l’eruzione. Se non si interviene nel giro di poche ore, nella zona dove si è avvertita la sensazione di formicolio iniziano a svilupparsi alcune vescichette fastidiose e spesso dolorose ripiene di liquido. Queste bollicine, veri e propri serbatoi di virus, tendono ad asciugarsi e cristallizzare spontaneamente nel giro di una settimana.

Durante tutto questo periodo il rischio di infettare un’altra persona tramite contatto diretto (bacio, rapporto sessuale) aumenta notevolmente. In particolare il massimo rischio di contagio si ha quando le vescichette si aprono lasciando fuoriuscire gli herpes virus (intorno al quarto quinto giorno). L’herpes labiale non va confuso con le afte, piccole bollicine non contagiose che compaiono nella bocca o nella lingua a causa di altre problematiche (stress, intolleranze alimentari, abuso di alcuni farmaci, ferite causate dall’accidentale masticazione della mucosa). La comparsa dell’herpes può coincidere con:

  • uno stato di malessere o una febbre
  • l’inizio delle mestruazioni
  • uno stress
  • una intensa esposizione alla luce del sole
  • il consumo di particolari cibi

L’infezione  ricompare, purtroppo, con facilità poichè il virus sopravvive all’interno delle cellule e non viene eliminato neppure con l’impiego di farmaci efficaci. L’herpes è contagioso e può diffondersi agli organi genitali o agli occhi. Il pericolo maggiore è la diffusione all’occhio o all’interno della bocca. Purtroppo anche chi fa una vita ideale, magari in campagna e senza particolari problemi economici o familiari, può’ vedere comparire il caratteristico grappolo di vescicole sulle labbra. Le statistiche dicono che almeno quattro persone su cinque hanno nel sangue anticorpi contro il virus herpes di tipo 1, quello tipico delle lesioni labiali. Questo significa che, magari in forma del tutto silente, hanno avuto almeno un “incontro” con il virus. Ma e’ solo in un 15-20% di questi individui che compariranno le lesioni erpetiche, che non sono altro che il segnale delle recidive dell’infezione. La miglior cura è sempre la prevenzione . La prima regola importante per difendersi dalle recidive di herpes labialis e’ conoscere il “proprio” nemico perchè i sintomi soggettivi sono così’ specifici e “personali”, che ognuno arriva quasi a “conoscere” le modalità’ di presentazione del “suo” virus. In termini generali, tuttavia, i sintomi premonitori si manifestano sei-dodoci ore prima della comparsa dell’eritema, cioè’ di quell’arrossamento che da’ il via alla sequenza delle lesioni labiali. I segnali d’allarme più’ tipici sono il bruciore localizzato alla zona in cui comparirà’ il grappolo di lesioni, che a volte può’ addirittura assumere le sembianze di una vera trafittura, oppure un inspiegabile prurito. Fino ad oggi saper riconoscere questi segnali era fondamentale per poter prendere le contromisure terapeutiche più’ efficaci. Infatti, con l’aciclovir, la sostanza finora più’ usata nel trattamento di queste lesioni, si può’ contrastare l’avanzata del virus solo se il farmaco viene applicato durante la fase prodromica, cioè’ prima che il virus abbia concluso il suo processo di duplicazione, sia cioe’ arrivato fino alle labbra e abbia provocato la lesione. Da oggi però, anche per chi non riesce ad intervenire nel breve lasso di tempo che precede la comparsa delle vescicole è’ comunque possibile limitare i danni. Due studi clinici internazionali hanno dimostrato come con creme a base di Penciclovir si possano ridurre durata ed entità’ dei sintomi, anche quando si interviene dopo che la lesione e’ comparsa.

Herpex Simplex Virus 2 –HVV-2 o herpes simplex genitale    

L’herpes genitale è una malattia a trasmissione sessuale molto frequente in dermatologia genitale , causata nella maggior parte dei casi, da un’infezione di tipo erpetico HSV2 (human herpex virus tipo 2), ed in alcuni casi dal virus erpetico HSV1. Rispetto all’Herpes genitale da virus HSV1 , responsabile dell’herpes labiale, l’infezione genitale da simplex 2 dà luogo più spesso a recidive ed è responsabile della trasmissione al neonato al momento del parto naturale (herpes neonatale). L’HSV1 infetta maggiormente le parti superiori del corpo come le labbra mentre l’HSV2 è maggiormente coinvolto nell’herpes genitalis. L’herpes genitale è una malattia infettiva e contagiosa caratterizzata dalla comparsa di vescicole dolorose sulla pelle e sulle mucose dell’area genitale. Compare generalmente sul pene o nella vagina . Il sintomo caratteristico dell’Herpes genitale è la comparsa di piccole bollicine biancastre nell’area genitale. Il primo episodio, particolarmente fastidioso e doloroso, compare entro quindici giorni dal contagio e può perdurare anche per parecchie settimane. La sede più comunemente colpita è quella genitale, ma piccole bollicine possono apparire occasionalmente anche in altre parti del corpo in cui il virus è entrato attraverso piccole ferite. Le fastidiose vescicole possono svilupparsi anche all’interno della vagina, sulla cervice uterina e nell’uretra sia maschile che femminile e si accompagnano spesso all’ingrossamento dei linfonodi  inguinali. Solitamente l’eruzione cutanea nell’uomo è limitata alla comparsa di sei o dieci bolle. Tali vescicolette, come quelle femminili, contengono moltissime particelle virali e sono quindi particolarmente contagiose. In particolare studi statistici hanno dimostrato che l’infezione da Herpes genitale si trasmette più facilmente dall’uomo alla donna. Il decorso della malattia è simile a quello dell’herpes labialis: le piccole e fastidiosissime bollicine scoppiano trasformandosi in ulcerazioni poco profonde che cicatrizzano senza lasciare segni evidenti nel giro di due o tre settimane. Dolore e prurito locale possono però persistere anche per un mese dopo la scomparsa delle vescicole. Rispetto all’herpes labialis questo tipo di infezione è però più soggetta a complicazioni, specie in seguito al primo episodio che abbiamo visto essere generalmente più acuto e doloroso dei successivi. Febbre, emicrania, dolori muscolari, difficoltà e dolore nell’urinare possono infatti accompagnare la prima manifestazione clinica della malattia. Talvolta l’Herpes genitale può colpire gli occhi determinando in ancor più rari casi gravi disturbi visivi fino alla completa cecità. Le donne corrono un maggior rischio di subire queste complicanze rispetto agli uomini che sono anche meno soggetti ad infezioni ricorrenti. L’Herpes genitale è una delle più comuni patologie a trasmissione sessuale. Le persone colpite da Herpes genitale possono infatti trasmettere facilmente la malattia al proprio partner sessuale. Il contagio da herpes simplex può avvenire attraverso lo scambio di fluidi organici anche nella fase asintomatica della malattia, spesso sconosciuta alla persona infetta. Tale evenienza, anche se possibile, è abbastanza rara ed il contagio si trasmette più facilmente tramite contatto diretto tra la bollicina ed una mucosa che la recepisce. Raramente l’infezione da Herpes genitale può essere trasmessa anche attraverso l’utilizzo comune di oggetti come asciugamani, lenzuola o toilette. Il medico curante può diagnosticare herpes genitali esaminando le piaghe, tuttavia alcuni casi sono più difficili da diagnosticare.A volte, ma non sempre, il virus può essere individuato attraverso un test di laboratorio in seguito ad un tampone. Una coltura viene fatta quando il medico preleva un campione da una piaga sospettata di herpes.

Il tampone diagnostico potrebbe non raccogliere il virus, perciò un risultato negativo non garantisce con assoluta certezza l’assenza di herpes genitale.In passato si ricorreva anche ad esami del sangue, ma oggi si dimostrano meno efficaci del tampone. I farmaci per curare l’herpes genitale sono:

  • Aciclovir (Zovirax)
  • Famciclovir (Famvir)
  • Valaciclovir (Talavir)

Molte persone che soffrono di sintomi gravi d’herpes genitale possono assumere quotidianamente gli antivirali per prevenire ulteriori eruzioni e rendere meno severi i pochi episodi che ricorrono ugualmente. Oltre al bloccare lo sviluppo di sintomi un trattamento quotidiano è in grado di ridurre sensibilmente il rischio di trasmettere ad altri il virus. In caso di sintomi dolorosi alle volte è possibile trovare sollievo nei seguenti modi:

  • L’aspirina o il paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan, …) dovrebbero aiutare ad alleviare il dolore (e febbre se presente),
  • applicare del ghiaccio direttamente sulle vesciche fornisce un sollievo più immediato.
  • Creme che contengono sostanze anestetiche possono essere d’aiuto, ma tendono a rallentare il processo di guarigione delle piaghe.
  • Bagnare l’area infettata con acqua salata può accelerare la guarigione delle piaghe come anche alleviare il dolore. E’ sufficiente un cucchiaino di sale in 600 ml di acqua, o una manciata di sale in una vasca da bagno con poca acqua.
  • Qualcuno trova molto doloroso urinare quando ha delle piaghe. Un modo di rendere il processo meno doloroso è di sedersi in un bagno di acqua fresca per urinare. Bere di meno concentra maggiormente l’urina che pungerà ancor di più.
  • Molte persone con piaghe dolorose trovano sollievo nel far scorrere su di loro dell’acqua calda.
  • L’uso di biancheria intima che sta larga, preferibilmente di cotone invece che di nylon, risulterà più confortevole e permetterà una guarigione più rapida.

L’herpes genitale non diminuisce le possibilità per una coppia di concepire un bambino, ma ci sono dei rischi associati alla gravidanza. Esiste una piccola possibilità che durante il parto il virus dell’herpes simplex possa essere trasmesso al neonato: circa una donna su 5 ha l’herpes genitale, ma solo 8 su 100.000 neonati sono colpiti dal virus. I pochi casi di herpes neonatale che accadono possono però essere mortali. Per ridurre il rischio di contagio è innanzi tutto importante informare ginecologo ed ostetrica, ancora più importante è non tenere comportamenti a rischio durante la gravidanza se non si è portatrici del virus.Diversi studi hanno mostrato che durante la gravidanza si può ricorrere al trattamento antivirale per ridurre il rischio di eruzioni, ma in alcuni casi si preferisce optare direttamente per un parto cesareo.

HHV-3 Virus varicella-zoster (VZV)

L’herpes virus umano 3 o virus varicella-zoster è l’herpes virus responsabile della varicella e del cosiddetto fuoco di Sant’Antonio (anche herpes zoster). Si tratta di una malattia cutaneo-nervosa, causata dall’esplosione del virus, che rimane presente nell’organismo dopo la guarigione dalla varicella. Chiamato comunemente Fuoco di Sant’Antonio, l’herpes Zoster è molto comune, soprattutto al di sopra dei 50 anni, quando le difese immunitarie si fanno più deboli. L’Herpes Zoster è causato dal virus della varicella, il Varicella-zoster virus. Dopo aver contratto la varicella, il virus non viene debellato completamente dall’organismo. Il virus abbandona la pelle e si trasferisce nelle cellule nervose, dove rimane in forma “latente” e al riparo dagli anticorpi, poiché protetto dai rivestimenti che le cellule nervose gli forniscono. Il virus non ha capacità di moltiplicarsi o di attaccare l’organismo fino a quando il sistema immunitario funziona correttamente. Nel caso in cui il sistema immunitario subisca un indebolimento, però, il virus ha la possibilità di moltiplicarsi nuovamente, provocando non più la varicella ma, appunto, l’Herpes Zoster. Ne consegue, dunque, che chi non ha mai contratto il virus della varicella è immune dall’Herpes Zoster. Il virus si trasmette attraverso l’aria respirata; teoricamente, quindi, è possibile contrarre il virus semplicemente trascorrendo il tempo nella stessa stanza di chi è affetto da herpes Zoster. È chiaro, però, che chi non ha ancora contratto il virus sarà immune dall’Herpes Zoster e potrà contrarre, invece, la varicella. Chi invece ha già contratto la varicella ha già nel suo organismo il virus varicella-zoster virus; il contagio può avvenire, ma è abbastanza infrequente. Perché il virus si trasformi in Herpes Zoster, infatti, è necessario che le difese immunitarie siamo deboli, unica opportunità in cui il virus può moltiplicarsi e proliferare. Il primo sintomo che caratterizza l’herpes Zoster è un formicolio in una parte circoscritta del corpo, quella dove sono presenti le cellule nervose dove il virus si è depositato. Le bolle si sviluppano lungo tutta la fascia dove sono presenti le terminazioni nervose dove si è stanziato il virus, tanto che l’eruzione cutanea somiglia ad una sorta di cintura (la parola “Zoster”, infatti, significa “cintura”). Talvolta febbre, brividi, mal di testa o mal di stomaco accompagnano l’eruzione cutanea. Dopo qualche giorno questa zona è arrossata e compaiono agglomerati di bolle simili a quelle della varicella, con dolore o bruciore ma senza prurito. Il dolore è causato dal danneggiamento dei neuroni sensitivi, che consentono all’organismo di provare caldo, freddo, dolori e altre sensazioni. Con il trascorrere dei giorni le bolle scoppiano trasformandosi in croste; questa fase, che caratterizza la fase di guarigione, è quella in cui il malato può essere contagioso. Ogni tipo di tessuto nervoso può essere colpito da herpes Zoster. Solitamente, però, la zona più interessata è quella intercostale. A seconda delle fasce colpite, l’herpes Zoster può essere: – Herpes Zoster intercostale: è la forma più comune di herpes Zoster: circa il 50% dei casi di herper Zoster interessa infatti il tronco. – Herpes Zoster cervicale: interessa la zona cervicale. Circa il 15% dei casi di herpes Zoster interessa la zona cervicale. – Herpes Zoster lombo-inguinale: colpisce l’inguine e le zone circostanti. Dato il luogo di localizzazione dell’herpes, è molto fastidioso. – Herpes Zoster lombo-femorale: l’herpes si diffonde lungo i fasci nervosi della zona femorale. – Herpes Zoster dei segmenti sacrali: si sviluppa intorno alla zona sacrale e rappresenta circa il 3/5% dei casi di Zoster. – Herpes Zoster dei nervi cranici: la forma più acuta è lo Zoster oftalmico, che può provocare lesioni alla fronte e alle palpebre, alla retina (distacco della retina). – Herpes Zoster del ganglio genicolato: interessa i nervi facciali e acustici. Può essere causa di sindrome di Ramsay-Hunt, una malattia che genera paralisi periferica del nervo facciale e della lingua. Può essere inoltre accompagnata da sordità, vomito, nausea. – Herpes Zoster senza eruzione: talvolta l’herpes può manifestarsi senza eruzione cutanea ma con dolore localizzato. A seconda della zone dolente, questo tipo di herpes può essere confuso con embolia polmonare, infarto miocardico, colica renale, appendicite, colecistite.

Solitamente l’herpes zoster guarisce in circa 4/5 settimane grazie alle difese immunitarie, che riescono a debellare il virus. Le cure per l’herpes Zoster sono rivolte a lenire il dolore e a circoscrivere e bloccare la proliferazione del virus. Per il dolore si usano antidolorifici, mentre gli antibiotici sono utili per contenere le infezioni. Il paziente deve inoltre sottoporsi ad una terapia antibatterica e antivirale per evitare la moltiplicazione del virus. Nel caso in cui il dolore sia molto acuto, il paziente può sottoporsi a infiltrazioni locali di anestetici o utilizzare cerotti anestetici e creme. In alcuni pazienti, soprattutto quelli più anziani, il dolore può perdurare a lungo e può manifestarsi anche con mal di testa, inappetenza, insonnia, ansia, depressione. In questi casi possono essere somministrati, in seguito a diagnosi e prescrizione mediche, alcuni farmaci che contengono capsacina, molto efficaci per dare sollievo e diminuire il dolore. 

HHV-4 Epstein-Barr (EBV)

L’herpes virus umano 4, più conosciuto come virus di Epstein-Barr (dal nome dei due virologi inglesi che lo scoprirono, Michael Anthony Epstein e Yvonne Barr) è l’herpes virus responsabile della mononucleosi infettiva. È inoltre coinvolto in diversi tipi di tumori dell’epitelio e in alcuni tipi di linfoma.

HHV-5 Cytomegalovirus (CMV)

Il citomegalovirus (o cytomegalovirus) è un herpes virus diffuso globalmente. Il nome è dovuto al fatto che esso provoca un notevole aumento delle dimensioni delle cellule che colpisce.

HHV-6 Herpes virus umano 6

L’herpes virus umano 6 è il responsabile della cosiddetta sesta malattia (anche roseola infantum, esantema critico, exhanthema subitum), una malattia infettiva acuta che interessa solitamente i bambini soprattutto nel periodo compreso fra i primi sei mesi di vita e i due anni. Il contagio avviene molto facilmente nel caso si venga a contatto con la saliva di un soggetto infetto, soprattutto nei giorni cui il soggetto è febbricitante. La patologia può essere trasmessa anche da portatori asintomatici in cui il virus è localizzato a livello delle vie respiratorie. La sesta malattia è caratterizzata da febbre e da eruzione cutanea. Per quanto non possa essere definita una malattia stagionale, sono molto comuni limitate epidemie nelle comunità infantili nei mesi primaverili e all’inizio della stagione estiva.  Non esistono vaccini per questo tipo di patologia. Il trattamento è basato su farmaci antipiretici (paracetamolo in supposte e/o sciroppi a base di ibuprofene ) e idratazione. Le complicanze sono rarissime e consistono generalmente in attacchi convulsivi, ma solo nei soggetti predisposti.

HHV-7 Herpes virus umano 7

L’herpes virus umano 7 è stato scoperto recentemente (1990). Il suo ruolo patogenetico non è ancora stato perfettamente definito e i dati disponibili nella letteratura scientifica sono molto scarsi. Il virus è associato ad alcuni casi di esantema critico (sesta malattia), patologia generalmente causata dall’herpes virus umano 6. Si suppone, ma non vi sono conferme assolute, che l’HHV-7 sia la causa della pitiriasi rosea di Gibert, una dermatite che si manifesta con un esantema abbastanza particolare e che colpisce generalmente i soggetti di età compresa fra i 10 e i 35 anni.

HHV-8 Herpes virus umano 8

Nel 1994 l’herpes virus umano 8 è stato identificato come principale agente eziologico di un raro tumore cutaneo, il sarcoma di Kaposi (dal nome del dermatologo ungherese che lo descrisse per la prima volta nel 1872, Moritz Kaposi), viene infatti denominato anche KSHV (Kaposi’s sarcoma-associated herpesvirus, herpes virus associato al sarcoma di Kaposi).

 

 

 

 

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