“SENZA REGOLE GLI ANTIBIOTICI NON FUNZIONANO”

“Senza regole gli antibiotici non funzionano”: questa l’iniziativa lanciata da AIFA in occasione della Settimana Mondiale di Sensibilizzazione  all’uso responsabile degli antibiotici (16-22Novembre 2015) promossa dall’OMS. Una campagna di comunicazione che ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica (cittadini e operatori sanitari) sul corretto uso di questa importante classe di farmaci per far si che si possa comprendere la necessità di un loro utilizzo prudente e responsabile. Il fenomeno dell’antibiotico-resistenza è in notevole aumento perciò è necessario adottare alcune regole fondamentali che ci consentiranno di fronteggiare tale problematica e fare in modo che tali farmaci possano essere utilizzati anche in futuro. Come ben sappiamo gli antibiotici sono un validissimo strumento per la difesa della salute pubblica: diverse patologie di origine batterica possono essere trattate con successo utilizzando in maniera intelligente l’antibioticoterapia, frutto di intenso lavoro di ricerca scientifica. Un antibiotico va assunto solo se strettamente necessario, dietro prescrizione medica e soprattutto quando la causa della patologia è da rintracciare in una infezione batterica. Ergo non bisogna utilizzarli per curare raffreddori, influenze e altre infezioni su base virale. E’ opportuno seguire dettagliatamente le dosi e i tempi di somministrazione per non alterarne gli effetti.  Un uso improprio favorisce lo sviluppo di batteri resistenti mettendo a rischio la salute pubblica.  In Italia, diversi dati dimostrano l’uso inappropriato degli antibiotici perciò è opportuno sviluppare una comunicazione capillare affinchè il paziente, ma anche l’operatore sanitario,  possano adoperare responsabilmente  i principi attivi antibiotici disponibili oggigiorno.

Dunque, come evidenziato dall’AIFA:

  • Gli antibiotici vanno usati solo quando necessario, dietro prescrizione medica, osservando scrupolosamente dosi e durata della terapia indicata dal medico. Evitare l’autocura, l’interruzione spontanea della terapia o la somministrazione di dosi inadeguate, rischi che possono ripercuotersi sia sull’efficacia della cura sia sullo sviluppo dei batteri resistenti;
  • Gli antibiotici non curano le malattie virali. Patologie stagionali quali raffreddore, influenza e altre affezioni virali dell’apparato respiratorio vanno attentamente valutate dal medico, che è il solo soggetto in grado di stabilire se si è in presenza di un’infezione virale o batterica;
  • Usare bene gli antibiotici è una responsabilità del singolo nei confronti della propria salute per avere sempre a disposizione farmaci efficaci per la propria patologia ed è inoltre una responsabilità collettiva, poiché favorire lo sviluppo dell’antibiotico-resistenza, attraverso un uso improprio degli antibiotici, mette a rischio la salute della collettività.

Concludiamo ora la nostra discussione focalizzando la nostra attenzione su una popolazione speciale: uso degli antibiotici in gravidanza. La letteratura evidenzia che circa il 10% delle donne gravide fa uso di antibiotici, che vengono prescritti sia per patologie intercorrenti che per patologie propriamente correlate alla gravidanza (infezioni urinarie, infezioni vaginali da streptococco beta-emolitico, infezioni da toxoplasma). Il medico valuterà l’antibiotico più appropriato, a seconda sia della patologia in questione ma anche a seconda della non teratogenicità del farmaco. All’interno di ogni singola categoria, la scelta del medico dovrà in ogni caso cadere su quelle molecole utilizzate da più tempo, evitando la prescrizione di farmaci messi in commercio in tempi recenti, in quanto per tali sostanze mancano i dati relativi alla esposizione fetale. Quindi alcuni farmaci  anche in gravidanza possono essere impiegati sempre valutando il parere del medico e del farmacista, che lavorando in sinergia (condizione che in Italia è ancora molto lontana e mal compresa), possono fare un buon rapporto beneficio-rischio e comprendere se l’impiego di un determinato medicinale apporta o meno un risultato accettabile. Tale condizione andrebbe rispettata per l’utilizzo non solo degli antibiotici ma per tutte le categorie di farmaci: un lavoro di equipe tra medico, farmacista e paziente può portare ad un maggiore raggiungimento del successo terapeutico, minore rischio di effetti collaterali e anche ad una spesa sanitaria più appropriata.antibiotici-antibiotico

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