Rimedi naturali nel trattamento della sindrome del colon irritabile

feature0210-ibs_87487La sindrome del colon irritabile, o colite spastica, è definita come “disordine funzionale dell’intestino” in quanto si presenta al di fuori di qualunque lesione organica, parassitaria o infiammatoria. È caratterizzata da dolori addominali, spesso con stipsi alternata a diarrea, ad andamento cronico o ricorrente, e si stima interessi circa il 10% della popolazione, con prevalente incidenza femminile.

Tale sindrome è influenzata in maniera piuttosto significativa dallo stato ansioso e dall’alimentazione del soggetto. Infatti, la maggior parte degli individui affetti da sindrome del colon irritabile accusa un notevole aumento della propria sintomatologia a seguito dell’assunzione di alcuni alimenti o in conseguenza di eventi particolarmente stressanti.

DIARREA DA SINDROME DEL COLON IRRITABILE

L’approccio naturale al trattamento della sindrome del colon irritabile con predominanza di diarrea prevede il ricorso a piante ad elevato tenore di tannini, composti polifenolici dal noto effetto astringente. In virtù della loro buona affinità per le proteine, a cui si legano facilmente, i tannini producono uno strato protettivo temporaneo di proteine coagulate sulla mucosa dell’intestino, desensibilizzando le terminazioni nervose sensoriali e riducendo gli stimoli peristaltici.

Fonti ricche di tannini sono gli infusi di foglie di lampone, rovo e corteccia di quercia. Sono stati oggetto di studio anche estratti alcolici di corteccia di Ficus bengalensis, di  foglie di Ficus racemosa e di Ficus carica, dei quali si è valutata l’attività antidiarroica in diversi modelli animali.
Sulla base dei risultati ottenuti in modelli sperimentali con il ratto, l’estratto delle tre specie di fico ha dimostrato un’importante diminuzione nella secrezione fecale e nella frequenza di evacuazione, rispetto ai ratti del gruppo controllo. Tutti gli estratti hanno, inoltre, ritardato la propulsione di una sospensione di carbone vegetale, impiegata per la valutazione del tempo di transito intestinale. Anche l’attività antidiarroica di questi estratti è imputabile ai tannini e ai flavonoidi in essi contenuti.

COSTIPAZIONE DA SINDROME DEL COLON IRRITABILE

Il trattamento d’elezione della stipsi associata a colon irritabile è l’integrazione della dieta con fibre, da ricavare attraverso gli alimenti comuni (frutta, verdura, cereali integrali) o attraverso specifici integratori. Le fibre solubili possono rivelarsi utili in quanto agiscono come lassativi di massa, promuovendo la peristalsi intestinale e la defecazione. Fonti di fibre solubili sono lo psyllio, la pectina, i semi di lino, il fieno greco e la gomma karaya. Sebbene siano tutti riconosciuti come rimedi efficaci nel trattamento generico della costipazione, non esistono al momento evidenze della loro efficacia nel caso specifico del colon irritabile.

Altri rimedi naturali che contribuiscono a contrastare la stipsi sono i lassativi antrachinonici (preparati a base di senna, rabarbaro, frangula, cascara e aloe), che agiscono irritando le mucose del tratto gastrointestinale e causando la secrezione di acqua ed elettroliti nel lume intestinale, con conseguente stimolazione della motilità dell’intestino crasso. A causa della loro azione irritante, l’utilizzo cronico di tali rimedi è sconsigliato.

DOLORE ADDOMINALE

Il dolore è uno dei sintomi classici del colon irritabile. È normalmente dovuto a un aumento della pressione intraluminale, ma in alcuni soggetti il dolore persiste anche in condizioni di pressione normali.

Tra i rimedi più studiati per il trattamento del dolore addominale vi sono, per quanto riguarda la predominanza di diarrea,  l’olio essenziale di menta, la cui azione di riduzione degli spasmi è riconducibile al suo contenuto in mentolo, e, in caso di sindrome con predominante costipazione, gli estratti di foglie di carciofo.

Infine, poiché secondo alcuni gastroenterologi i soggetti con diagnosi di sindrome del colon irritabile presenterebbero un’alterata flora batterica intestinale, è presumibile supporre che l’integrazione con specifici ceppi di probiotici appartenenti ai generi Lactobacillus e Bifidobacteria possa contribuire al controllo del gonfiore intestinale.

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