Esami medici: quale destino?

futincLa prossima legge di stabilità prevede tagli agli esami prescrittivi per 208 tipi di prestazioni, a partire dalle cure odontoiatriche alle risonanze, t.a.c., ed inclusi i controlli sul colesterolo, rischiando secondo i sindacati dei medici di mettere in seria difficoltà quello che è il normale lavoro del medico, con ripercussioni sulla salute pubblica.

Questa risulta una novità abbastanza eclatante dal punto di vista della spending review perché negli ultimi dieci anni come tutti ricorderanno la scure del ministero della salute si è sempre abbattuta sulla filiera del farmaco e poco o quasi nulla sul comparto medico.

Il problema quello vero però non è chi deve pagare i tagli di ogni legge di stabilità, perché sappiamo che alla fine paga sempre il cittadino, ma occorrerebbe porre rimedio alle cause che portano a spendere circa 13 miliardi di euro in esami diagnostici, di cui molti siamo sicuri inutili.

I media si sono concentrati a dare la colpa alla cosiddetta medicina difensiva, ovvero che il medico per ridurre al minimo il rischio di sbagliare nella diagnosi e rischiare una denuncia prescrive anche esami che potrebbero ritenersi superflui. A tal proposito le cause contro i medici per errori sanitari si sono quadruplicate negli ultimi 10 anni fino ad arrivare a più di 12.000 nell’ultimo anno con costi importanti (media di 50.000 € a risarcimento) che dal sanitario si spostano inevitabilmente anche sul sistema giustizia.

Non ci resta che vedere quello che sarà pubblicato su Gazzetta Ufficiale ed aspettarne gli esiti.

Protezione Copyright Attivata!