Centella asiatica, l’erba delle tigri

gotu_kola_centella_asiatica_image_title_zyr3xLa Centella asiatica è una pianta erbacea perenne originaria del Sud-est asiatico, utilizzata nella medicina tradizionale cinese per tutte le affezioni dermatologiche, per migliorare la cicatrizzazione, per i problemi di microcircolazione e contro la cellulite.

Le principali proprietà attribuitele riguardano la rigenerazione dei tessuti. Un primo esempio lo si riscontra in natura, osservando il comportamento delle tigri, che sembrano ricercare questa pianta per strofinarvisi e lenire le loro ferite. Oggi la ricerca medica ha dato valore scientifico alle credenze popolari e ha consentito di individuare i diversi scopi terapeutici della pianta.


AZIONE CICATRIZZANTE

L’estratto di centella è costituito per il 70% da acidi triterpenici (acido asiatico, acido madecassico e asiaticoside), che si sono dimostrati in grado di stimolare la sintesi di collagene cutaneo. Questa azione si traduce in un miglioramento della cicatrizzazione delle ferite, una migliorata riepitelizzazione e in una normalizzazione del tessuto connettivo perivascolare, con rafforzamento del tono e dell’elasticità della parete vascolare e riduzione della permeabilità capillare.

AZIONE ANTICELLULITE

La centella si è rivelata un rimedio utile anche nel trattamento della cellulite, in quanto gli attivi contenuti nel suo estratto, stimolando l’inserimento degli aminoacidi alanina e prolina nella struttura del collagene, favoriscono la
produzione qualitativa e quantitativa del collagene di tipo I (il più rappresentativo nel derma) e di tipo III (abbondante nelle pareti dei vasi sanguigni). In questo modo i composti attivi della centella contribuiscono a una migliore circolazione venosa capillare a livello cutaneo, la cui insufficienza è una delle cause principali dell’insorgenza della cellulite stessa.

AZIONE PROTETTIVA SUI VASI VENOSI

La frazione triterpenica della centella ha determinato, in colture di fibroblasti umani, un aumento della fibronectina, che è una proteina di struttura importante per la tenuta della parete dei vasi venosi e del collagene.

In una sperimentazione clinica in doppio cieco, controllata con placebo, 94 pazienti (86 uomini e 8 donne con un’età compresa tra 20 e 80 anni) con insufficienza venosa degli arti inferiori da una media di 14 anni, sono stati suddivisi
in tre gruppi e sottoposti a un trattamento con 60 o 120 mg al giorno di un estratto triterpenico di Centella asiatica o con il placebo per 3 mesi. Gli individui che hanno assunto la centella ad entrambe le dosi hanno manifestato significativi miglioramenti clinici per quanto riguarda il senso di pesantezza agli arti inferiori, l’edema e la valutazione complessiva di efficacia.

In un altro studio, 40 pazienti (21 uomini e 19 donne con un’età media di 48 anni) con ipertensione venosa grave e gonfiore alle caviglie sono stati trattati con 60 mg due volte al giorno di frazione totale triterpenica o con il placebo per 8 settimane. I risultati hanno registrato una significativa riduzione, nel gruppo che ha assunto l’estratto di centella, del passaggio di liquidi dai vasi sanguigni verso i tessuti circostanti, principale fattore responsabile del gonfiore alle caviglie.


ASSOCIAZIONE CON L’IPPOCASTANO

La Centella asiatica può essere impiegata in associazione con Aesculus hippocastanum (castagna d’India), tradizionalmente usato per alleviare emorroidi e vene varicose. L’estratto dei semi di castagna d’India contiene escina (una saponina triterpenica), proantocianidina A2 ed esculina. Tutti i componenti attivi sono vasoprotettivi e venotonici, vantano effetti antiossidanti e la capacità di inibire gli enzimi che distruggono le strutture venose.

L’estratto di ippocastano può essere somministrato per via orale, oppure come complesso escina-colesterolo può essere applicato localmente per il trattamento di lividi, in quanto diminuisce la fragilità capillare e il gonfiore.

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