L’aglio e i suoi numerosi vantaggi per la salute

Allium sativumL’aglio (Allium sativum L.) è un ortaggio ricco di virtù salutari. I suoi composti attivi esercitano un effetto benefico soprattutto nei soggetti con problemi di ipertensione. Le stesse caratteristiche consentono all’aglio di essere un ottimo rimedio per l’aterosclerosi e, in generale, per i problemi di circolazione.

PRINCIPI ATTIVI

L’allicina rappresenta il principio attivo più importante. Essa è localizzata nel bulbo, in particolare all’interno degli spicchi quando questi non sono più integri, quando cioè vengono tagliati, masticati, triturati.

L’apertura del bulbo libera un enzima, l’alliinasi, che rapidamente trasforma i composti solforati presenti (dei quali l’alliina è il maggior rappresentante) nei rispettivi acidi sulfenici, responsabili del caratteristico odore dell’aglio. Successivamente si innescano una serie di reazioni chimiche spontanee che portano alla formazione di decine di tiosulfinati (THS) diversi, tra cui appunto l’allicina (70%), dalla quale derivano una serie di vinilditiine e di diallil di- e trisolfuri, quali il diallilsolfuro (DAS) e il diallildisolfuro (DADS), che ricoprono un ruolo importante nell’osteoartrite.

ATTIVITÀ ANTIIPERTENSIVA

L’attività antiipertensiva attribuita all’aglio è riconducibile, oltre che ad un effetto vasodilatatore periferico, che certamente può contribuire alla riduzione della pressione arteriosa sistolica e diastolica, anche ad un’azione diuretica. Poiché la pressione aumenta all’aumentare del volume di sangue, privandolo di parte della sua componente liquida attraverso un incremento della diuresi, si ottiene una diminuzione della pressione. Probabilmente quest’ultima attività incide sull’azione ipotensiva dell’aglio più dell’effetto vasodilatatore.

Negli studi sinora effettuati si è notato un calo della pressione arteriosa sistolica (massima) da 176 mm/Hg (valore medio globale) a 154 mm/Hg (valore medio globale) dopo 3 mesi con 600 mg al giorno di estratto secco di aglio, e della pressione arteriosa diastolica (minima) da 99 mm/Hg (valore medio globale) a 85 mm/Hg (valore medio globale) nelle stesse condizioni sperimentali.

ATTIVITÀ ANTIATEROGENA

In letteratura vi sono numerosi studi a supporto dei benefici effetti dell’aglio nel trattamento delle dislipidemie e nella prevenzione della malattia aterosclerotica. Ciò pare sia confermato anche da una presunta correlazione fra l’uso abbondante di aglio nella dieta mediterranea e la ridotta incidenza di ipercolesterolemia e cardiopatia ischemica osservata nei Paesi del sud-Europa.

La somministrazione di un spicchio d’aglio al giorno per 26 settimane nel volontario sano sembra ridurre i valori di colesterolo di circa il 20%; negli stessi soggetti è stata osservata anche una riduzione di oltre l’80% delle concentrazioni plasmatiche di trombossano B2 (TxB2), uno dei principali responsabili dell’aggregazione piastrinica e della formazione di occlusioni vascolari trombotiche.

L’effetto benefico dell’aglio a livello cardiovascolare è correlato anche alla presenza di composti ad azione antiossidante, i quali sono in grado di proteggere gli acidi grassi polinsaturi delle lipoproteine a bassa densità (Low Density Lipoproteins, LDL) dalla perossidazione lipidica. In tal modo, si ritiene che a lungo andare tali sostanze attive possano prevenire la formazione di placche ateromatose a livello dell’endotelio vasale.

RUOLO DELLE ALLIACEE NELL’OSTEOARTRITE

In virtù delle sue proprietà antiossidanti, l’aglio rientra tra i vegetali di cui si è ipotizzato un effetto positivo nell’incidenza e nella progressione dell’osteoartrite (OA), alterazione degenerativa cronica della cartilagine articolare.

I risultati di uno studio epidemiologico inteso ad indagare la possibile relazione tra nutrienti e sviluppo e localizzazione di OA, hanno evidenziato l’esistenza di un’associazione inversa piuttosto significativa tra l’assunzione di frutta e verdura e l’insorgenza di osteoartrite. In particolare, una dieta ricca in Alliaceae (aglio, porro, cipolla, erba cipollina, ecc.) sembra particolarmente efficace nel proteggere dall’osteoartrite all’anca. Nello specifico, il diallil disulfide, il costituente principale dell’olio essenziale di aglio, ha dimostrato di reprimere, nel modello cellulare impiegato in vitro, l’espressione di enzimi responsabili della degradazione delle cartilagini articolari.

Dai risultati ottenuti in questo studio è emerso, quindi, un potenziale ruolo protettivo dei vegetali contenenti tiosolfonati, come gli esponenti della famiglia delle Alliaceae, nella comparsa e progressione dell’osteoartrite.

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