Lo chiamiamo eritema ma è allergia

foto eritemaAl sole si può essere allergici. Proprio così: allergici. In termini tecnici si definisce fotodermatosi e consiste in un’irritazione della pelle provocata dalla semplice esposizione ai raggi solari ed erroneamente chiamata eritema solare. Il fenomeno, negli ultimi quattro anni, è più che raddoppiato passando dal 3-4% di italiani intolleranti al sole, al 10% della popolazione. Ed è un problema quasi esclusivamente femminile, se è vero che le donne rappresentano l’80% di tutti i pazienti con questa patologia.

Colpa, probabilmente, di nuovi stili di vita, con la maggiore diffusione, in tutti gli strati sociali, della mania della tintarella e della possibilità di fare viaggi in Paesi tropicali. Da non escludere, poi, l’effetto del sole diventato più “cattivo” per l’assottigliamento della fascia d’ozono che filtra meno i raggi.

E pensare che nonostante questo incredibile aumento dei casi di fotodermatosi, questa patologia emergente resta quasi del tutto ignorata dalla sanità pubblica perché considerata minore. E invece la fotodermatosi è un problema serio, provoca sfoghi sulla pelle molto fastidiosi,

La pelle infatti , soprattutto se non adeguatamente protetta da creme con filtri solari adatti al proprio fototipo, si ustiona, cominciando prima ad arrossarsi e diventare iper-sensibile, e quindi a coprirsi di bollicine simili a quelle dell’orticaria allergica che, nei casi più seri, possono riempirsi di siero. Le parti più soggette all’eritema solare sono il viso, il décolleté, i piedi, le braccia e le spalle. La pelle arrossata diventa dolente al tatto, molto calda, e le bollicine prudono. Questo processo infiammatorio in pratica rappresenta un‘ustione di primo grado, non grave ma neppure trascurabile. E’ stato infatti dimostrato che anni di scottature ed eritemi solari soprattutto tra infanzia e adolescenza possono predisporre all’insorgenza, in età adulta, di tumori della pelle e in particolare di melanomi. Chi ne è colpito deve usare cortisonici nella fase acuta e non può esporsi al sole.

La qualità della vita peggiora e questo, generalmente, accade in periodi strategici come quelli delle vacanze. Per far fronte alla nuova emergenza, all’Istituto dermatologico San Gallicano di Roma è nato un ambulatorio dedicato alle fotodermatosi, con strumenti di avanguardia per lo screening di questa patologia. Come il “simulatore solare”, in grado di riprodurre in laboratorio i raggi del sole: In questo modo si realizza il check-up del fototipo, un esame indolore e non invasivo che può stabilire con precisione come reagisce la pelle al sole. In base al risultato, poi, il medico può consigliare il filtro più adatto dell’esposizione solare.

Nei casi meno gravi per accelerare il processo di guarigione e di rinnovamento cutaneo si può ricorrere ai rimedi naturali. Ecco i più indicati:

  • Bagni in acqua appena tiepida in cui siano stati disciolti un po’ di amido di mais o di riso, o del bicarbonato di sodio

 

  • Applicazione di impacchi di ghiaccio sulle parti arrossate

 

  • Applicazione di fette di patate crude o di cetrioli sull’eritema

 

  • Applicazione di pomata alla calendula

 

  • Applicazione di gel all’aloe vera

 

  • Applicazione di olio di iperico

 

  • Applicazione di garze bagnate con acqua fredda e poche gocce di tintura madre alla calendula

 

  • Applicazione di impacchi di latte o yogurt freddi

 

  • Assunzione di Ribes nigrum  omeopatico in gocce (30-50 gocce 2-3 volte al giorno)

 

  • Assunzione di farmaci omeopatici come Belladonna, Chantaris o Apis alla 5 CH (3 granuli ogni mezzora fino a remissione dei sintomi)

 

Don`t copy text!