Baccello di Phaseolus vulgaris per regolare il metabolismo dei glucidi

Fasole-teci-Phaseolus-vulgarisLe leguminose, insieme ai cereali, sono le specie utilizzate dall’uomo per la sua alimentazione sin dai tempi più remoti.
I legumi possiedono un elevato valore nutritivo, legato alla capacità delle piante di accumulare nei semi un’abbondante quantità di proteine. Ciò è possibile grazie ai batteri simbionti, presenti nelle loro radici, in grado di fissare l’azoto atmosferico.
L’involucro del frutto del fagiolo (Phaseolus vulgaris L.), il cosiddetto baccello, è, invece, ricco di fibre di cellulosa, pectine, tannini e flavonoidi, che, nell’intestino, agiscono rallentando l’assorbimento degli zuccheri e inibendo l’attività di alcuni enzimi digestivi.
A tal proposito, nel 1997, è stato pubblicato uno studio che ha portato all’identificazione, nel fagiolo, di un inibitore delle α-amilasi salivari e pancreatiche (faseolamina). Tale azione inibente sarebbe in grado di determinare una ridotta digestione dei carboidrati ed un minor assorbimento di glucosio e, conseguentemente, di migliorare il controllo glicemico nel paziente diabetico. Inoltre, poiché l’inibizione delle α-amilasi ed il ridotto assorbimento di carboidrati si traduce in una riduzione delle calorie assunte con la dieta (specie se si tratta di una dieta sbilanciata a favore dei carboidrati (pane, pasta, biscotti, etc)), il baccello di fagiolo può essere vantaggiosamente utilizzato anche da soggetti con sovrappeso o francamente obesi.
In virtù di queste proprietà, il fitocomplesso contenuto nel baccello del fagiolo trova impiego in fitoterapia, sotto forma di opercoli, infusi, macerati, polveri e tintura madre, per la regolazione del metabolismo dei glucidi e del transito intestinale. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a:

  • 4 opercoli al giorno da 248 mg;
  • 2 g di droga per tazza d’acqua bollente (infuso);
  • 2,5 g di droga per tazza d’acqua (macerato freddo);
  • da 600 mg a 1,2 g di polvere al giorno;
  • 30 gocce di tintura madre di fagiolo tre volte al giorno.

Inoltre, anche i sali di cromo presenti nel baccello possono contribuire, incrementando la sensibilità nei confronti dell’insulina, a migliorare la tolleranza al glucosio in soggetti adulti. Alcuni studi hanno, infatti, dimostrato che il fabbisogno giornaliero di sali di cromo è di 50-200 μg/dì e che una sua carenza nella dieta (che può essere osservata nei soggetti che fanno poco uso di alimenti freschi) potrebbe ricoprire un ruolo di un certo peso nello sviluppo del diabete mellito dell’adulto e della malattia aterosclerotica.

Un’altra attività attribuita alla droga, nonché la prima ad essere stata descritta (già verso la metà del XVI secolo), è quella diuretica. Nel 1893, poi, un certo dottor Ramm rimise in luce le proprietà diuretiche della pianta, affermando che la decozione produceva entro 24-36 ore una significativa produzione di urina, rendendo il preparato a base di baccello di fagiolo un ottimo metodo per moderare la formazione di acido urico nel corpo e dissolvere i depositi. Secondo alcuni AA., i composti responsabili di questa attività sarebbero i flavonoidi contenuti nel baccello e, probabilmente, anche quantità rilevanti di acido guanidinaminovalerianico ad azione diuretica (Weiss, 1996; pag. 390-391).

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