Svezzamento

Troppo spesso passano attraverso i mezzi di comunicazione e il passaparola, informazioni non corrette sullo “svezzamento” dei bambini.

L’ ACP Associazione Culturale Pediatri sottolinea come in realtà lo “svezzamento”, meglio definito come alimentazione complementare al latte materno, non debba iniziare prima dei sei mesi di vita e consista principalmente nel lasciar sperimentare al bambino, quando ne sente lui stesso la necessità, gli alimenti che la famiglia consuma.

Naturalmente per la presenza di un lattante la dieta della famiglia dovrà essere sana ed equilibrata, ma non è provato che gli alimenti specifici per lo svezzamento siano migliori di quelli preparati in casa. E’ importante che i bambino sieda a tavola con il resto della famiglia così che si possa vedere se ha interesse per i diversi alimenti e se è pronto per assaggiarli.

Il lattante deve essere pronto per assaggiare cibi diversi dal latte e non deve in alcun modo essere forzato.

Il modo migliore per iniziarlo ai nuovi cibi e offrirgli ciò che noi mangiamo, senza voler subito sostituire una poppata con un pasto diverso.

Solo in questo modo si evitano ansie nei genitori e rifiuti da parte del bambino.

Si evita anche un eccessivo dispendio economico.

I lattanti non vanno svezzati a quattro mesi quando non sono ancora in grado di stare seduti e riescono ad ingerire solo prodotti liofilizzati, omogeneizzati o liquidi, se si aspettano i sei mesi gli omogeneizzati non sono più indispensabili ed è meno faticoso preparare alimenti adatti anche ai piccoli.

Non deve esserci uno schema rigido di introduzione dei cibi e non è necessario introdurli uno alla volta come si pensava un po’ di tempo fa. Anzi si è visto che introdurre un alimento alla volta può scatenare allergie. Il bambino deve essere libero di toccare il cibo e di portarselo da solo alla bocca da solo.

Non esistono evidenze scientifiche sul fatto che sia meglio cominciare con la sostituzione del pranzo piuttosto che della colazione o della cena, e se il bambino vuole comunque attaccarsi al seno dopo aver assaggiato altri cibi non ci sono problemi, i bambni piccoli sanno infatti autoregolarsi e assumono la giusta quantità di cibo.

Bisogna quindi diffidare di chi impone uno schema preciso di svezzamento mandando spesso in crisi mamma e bambino.

I pediatri non devono certo spiegare come si prepari la pappa del bambino, ma devono sostenere e seguire la mamma nell’introduzione dell’alimentazione complementare promuvendo il mantenimento dell’allattamento al seno oltre i sei mesi di vita.

Anche per i bambini alimentati con il latte artificiale non bisogna anticipare lo svezzamento ed è possibile introdurre come assaggi gli altri alimenti.

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