Acne: i miti da sfatare

foto acne.

  • Non è vero che l’alimentazione, in particolare se ricca di grassi, cioccolato e salumi, possa favorire l’insorgenza o il peggioramento dell’acne. Tale convincimento non è sostenuto da alcuna prova scientifica e va perciò ridimensionato: non serve quindi cambiare dieta, anche se ridurre l’apporto alimentare di grassi e zuccheri può giovare alla salute sotto tanti altri aspetti.
  • Non è vero che stare al sole ”asciuga” i brufoli e fa guarire l’acne. La luce solare viene oggi ritenuta meno importante di un tempo: può avere una certa utilità nel migliorare l’aspetto estetico dell’acne ed è comunque più attiva di quanto non lo siano i raggi ultravioletti artificiali (lampade e lettini UVA) purché l’esposizione non venga protratta per periodi troppo lunghi e intensi. In questo caso si rischia di aggravare la situazione per l’ispessimento e il conseguente indurimento della pelle, indotti dalle radiazioni solari, che provocano un’ulteriore ostruzione del follicolo pilifero. L’esposizione rischia inoltre di rivelarsi pericolosa (reazioni tossico-allergiche) se fatta in concomitanza di terapie con certi antibiotici (tetracicline) o isotretinoina (es. Roaccutan) o di aggravare ulteriormente la situazione quando si stanno impiegando sulla pelle particolari prodotti per l’acne (es. benzoilperossido).
  • Non è vero che i capelli unti che si appoggiano sulla faccia possono causare l’acne o peggiorarla. Anche i capelli risentono della condizione di eccessiva produzione di grasso da parte delle ghiandole sebacee, che si manifesta soprattutto durante l’adolescenza.
  • Non è vero che l’acne migliora se si hanno rapporti sessuali, né peggiora in loro mancanza.
  • Non è vero che l’acne viene a chi ha una scarsa igiene personale, anzi proprio le persone che ne sono affette spesso hanno una attenzione persino eccessiva per la pulizia.

E’ vero invece che:

  • nelle donne l’acne può peggiorare in prossimità delle mestruazioni, mentre in gravidanza può avere un andamento imprevedibile;
  • l’acne può essere influenzata da fattori climatici ed ambientali quali variazioni di temperatura e di umidità: l’acne può così migliorare nei periodi estivi o nei climi secchi e peggiorare in un clima caldo umido dove si suda molto.

E’ probabile infine che lo stress possa contribuire al peggioramento delle condizioni della pelle in soggetti costituzionalmente predisposti all’acne, ma il suo ruolo esatto non è ancora ben definito.

 

Nelle persone che soffrono di acne l’adozione di alcuni semplici provvedimenti consente un rapido miglioramento dell’aspetto della pelle. Innanzitutto è fondamentale il rispetto di rigorose norme igieniche:

  •  il viso va lavato delicatamente mattino e sera con saponi acidi liquidi, asciugandolo con un panno morbido senza frizionare. L’uso dei comuni saponi si rivela infatti controproducente dal momento che, essendo eccessivamente sgrassanti, stimolano in un secondo tempo una maggiore produzione di sebo;
  • non si devono schiacciare i comedoni, rompere le pustole o togliere le croste. Se non effettuate da personale esperto, tali manovre non solo risultano scarsamente affidabili, ma rischiano addirittura di rivelarsi dannose perché possono causare infezioni e provocare la comparsa di cicatrici;
  • per il trucco è preferibile indirizzarsi verso prodotti non comedonici (cioè in grado di favorire l’acne come l’olio di cocco, il burro di cacao e la cera d’api e, seppur in misura minore, la lanolina), creme leggere o idrosolubili: esistono in commercio prodotti appositamente formulati che non aggravano l’ostruzione dei pori. Lo stesso dicasi per i prodotti da utilizzare per la detersione del trucco che deve essere regolarmente asportato.

Il mercato offre al consumatore moltissimi prodotti cosmetici indicati per ”pelli impure o a tendenza acneica”. Fra questi vi sono detergenti  non aggressivi, contenenti varie sostanze, che possono essere utilizzati per il lavaggio quotidiano, anche se non offrono vantaggi sostanziali rispetto ad un comune sapone acido; altri contengono disinfettanti ma, dato il breve tempo di contatto, è improbabile che si rivelino di qualche utilità. I pulitori abrasivi (scrub) rimuovono le cellule morte dalla superficie della pelle: possono essere utili quando la condizione da trattare è così lieve da non richiedere ancora alcun intervento farmacologico. Sono da evitare invece quando l’acne richiede un trattamento specifico dal momento che, irritando la pelle, di fatto rendono impraticabile l’applicazione contemporanea di alcuni farmaci efficaci. Vanno comunque utilizzati con moderazione (non più di 2-3-volte alla settimana) per non risultare troppo aggressivi per la pelle. Le lozioni alcoliche, essendo eccessivamente sgrassanti, possono avere un effetto controproducente se usate a lungo. Sulle lesioni acneiche non vanno applicate preparazioni topiche a base di cortisonici.

 

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