I pasti sostitutivi

FOTO PASTI SOSTITUTIVIPer chi deve (o vuole) ”stare a dieta” ma è costretto a mangiare spesso fuori casa, da diversi anni sono disponibili numerose alternative al ”solito panino”, dove la praticità d’utilizzo si accompagna a un valore calorico molto limitato. In commercio esistono infatti diversi tipi di prodotti  sostitutivi dei pasti : barrette, polveri da sciogliere nell’acqua o nel latte, budini, primi piatti liofilizzati . Si tratta di prodotti che possono utilmente sostituire il pranzo o la cena (ma mai entrambi).

Composizione

Dal ’99 nei paesi della CEE è vietato il commercio di prodotti alimentari “destinati a diete ipocaloriche volte alla riduzione del peso” non conformi alla normativa europea. Secondo questa normativa, un pasto sostitutivo deve possedere caratteristiche ben precise:

  • Il contenuto calorico deve essere compreso fra le 200 e le 400 Kcal.
  • L’energia fornita dalle proteine (protidi) deve rappresentare il 25-50% dell’energia totale per porzione. L’apporto proteico di un pasto sostitutivo è particolarmente valido se è costituito da proteine di origine animale, che forniscono tutti gli aminoacidi essenziali (proteine ad alto valore biologico). Le proteine fornite da una porzione rappresentano solitamente un quarto circa del fabbisogno proteico giornaliero totale, che va integrato nell’arco della giornata con i rimanenti pasti; per questo motivo è importante limitare ad un solo pasto l’utilizzo di questi sostituti.
  • La quota calorica rappresentata dai grassi (lipidi) non deve superare il 30% delle calorie totali. Inoltre il 30% dei grassi contenuti in una porzione dovrebbe essere rappresentato da lipidi insaturi (almeno un grammo di acido linoleico).
  • Il contenuto di vitamine e minerali deve rappresentare circa il 30% delle rispettive dosi giornaliere raccomandate (RDA), e il quantitativo di potassio non deve essere inferiore a 500 mg per pasto.
  • Il contenuto in fibre non deve superare certi limiti, in quanto potrebbe risultare ostacolato l’assorbimento di determinati nutrienti come calcio, ferro, magnesio e zinco.

Per quanto riguarda il contenuto di zuccheri (glucidi) è variabile da un prodotto all’altro. Generalmente il contenuto in zuccheri è piuttosto basso e vengono preferenzialmente utilizzati edulcoranti sintetici (a basso tenore calorico). Per questi ultimi occorre prestare attenzione a non superare la dose giornaliera consentita, considerando che la quantità contenuta nei pasti sostitutivi si va a sommare agli edulcoloranti  eventualmente assunti durante la giornata.

Che vantaggi hanno?

  • Forniscono tutte le sostanze nutritive indispensabili con un limitato contenuto calorico (circa 200-400 calorie); la restante parte della razione alimentare giornaliera deve però essere attentamente calcolata ed equilibrata.
  • Generano solitamente un senso di sazietà maggiore di quello raggiunto dopo il consumo di alimenti tradizionali (a parità di calorie). Questa caratteristica è determinata da un contenuto di fibre piuttosto elevato: le fibre alimentari si idratano a livello gastrico formando una massa gelatinosa che determina un senso di sazietà. Per questo motivo è sempre consigliabile bere molta acqua durante l’assunzione di questi preparati.
  •  Essendo addizionati di vitamine e minerali, questi prodotti hanno il vantaggio di fornire una buona integrazione di questi nutrienti con un basso apporto di calorie.
  • Sono molto pratici, soprattutto per coloro che sono costretti a pranzare fuori casa (ad eccezione dei prodotti che prevedono la cottura).

Chi deve prestare particolare attenzione

  • Se il pasto sostitutivo contiene proteine del latte, è controindicato nei soggetti intolleranti a questo alimento.
  • Se contiene proteine delle uova, è controindicato nei soggetti allergici alle proteine delle uova.
  • Se contiene elevate quantità di proteine, è controindicato nei soggetti con problemi a livello renale (o con insufficienza epatica).
  • Se contiene elevate quantità di fruttosio, è controindicato nei soggetti intolleranti a questo zucchero, ma anche nei diabetici: il fruttosio è infatti metabolicamente indipendente dall’insulina, ma solo in parte. Ad una determinata concentrazione l’eccesso di fruttosio si trasforma in glucosio e il suo utilizzo diventa insulino-dipendente.

 

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