Ortica, umile fonte di virtù

Nemmeno le foreste e le zone ove la natura si presenta nel suo aspetto più selvaggio sono affatto prive di piante officinali: non c’è luogo ove quella santa madre di tutte le cose non ne metta a disposizione dell’uomo…

Gaio Plinio Secondo

L’orticaortica (Urtica dioica L.) viene comunemente identificata per le sue foglie ovali a denti triangolari e pelose, e, per chi distrattamente le tocca, per il prurito e bruciore che le sostanze orticanti, tra cui l’istamina, in esse contenute provocano nel malcapitato.

All’ortica vengono popolarmente attribuite proprietà diuretiche e disinfettanti delle vie urinarie. L’ortica vanta, infatti, una grande capacità di alcalinizzare il sangue, per la sua ricchezza in potassio, calcio e magnesio, e facilitare l’eliminazione dei residui acidi del metabolismo, che sono strettamente legati ad affezioni quali gotta, affezioni reumatiche, artrite, calcoli renali, renella, iperglicemia e cistite. Inoltre, l’ortica trova impiego anche come blando disinfettante urinario, sotto forma di infuso, per prevenire le infezioni delle ultime vie urinarie in pazienti sottoposti ad adenectomia prostatica.

Nella moderna fitoterapia l’ortica viene utilizzata sotto forma di infuso, decotto, polvere, estratto secco, succo e tintura madre. Per quanto riguarda le preparazioni estemporanee, le foglie di ortica vengono sottoposte solitamente ad infusione. Le dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a 3-4 cucchiaini (circa 4 g) in una tazza d’acqua bollente. Il tutto va filtrato dopo 10 minuti ed assunto con una frequenza di 3-4 tazze al giorno.
Un’altra forma di estrazione impiegata per ricavare i principi attivi dalla parte aerea dell’ortica è la macerazione. La droga viene posta nell’acqua potabile a temperatura ambiente e lasciata, appunto, a macerare, da 30 minuti a 4 ore o anche per tutta la notte. In genere si beve, dopo filtrazione, a temperatura ambiente o dopo leggero riscaldamento.

Le attività farmacologiche riconosciute all’ortica sono principalmente quella antireumatica e rimineralizzante.
La prima è stata confermata in una sperimentazione clinica randomizzata su 37 pazienti sofferenti di riacutizzazione di artrite reumatoide, in cui si è voluto valutare se l’ortica potenziasse l’attività di un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS), il diclofenac. I pazienti sono stati trattati con 200 mg di diclofenac oppure con 50 mg di diclofenac ed un estratto di Urtica dioica. L’efficacia terapeutica è stata valutata con il dosaggio della proteina reattiva C (marker infiammatorio) e dei segni e sintomi di infiammazione (dolore soggettivo, dolore alla pressione, rigidità mattutina, ecc), ed è risultata sovrapponibile per i due diversi regimi terapeutici. I risultati dello studio, oltre a dimostrare l’efficacia dell’ortica nel potenziare l’effetto antinfiammatorio del diclofenac, suggeriscono come il suo utilizzo possa consentire una riduzione delle posologie dei FANS a tutto vantaggio della tollerabilità e della “compliance” del paziente. (Chrubasik S, Enderlein W, Bauer R, Grabner W. Evidence for antirheumatic effectiveness of Herba Urticae dioicae in acute arthritis: a pilot study. Phytomedicine 1997; 4: 105-108).
Ulteriori studi condotti per indagare il meccanismo d’azione dei costituenti dell’ortica hanno rilevato che il fitocomplesso, e in particolar modo l’acido caffeico malico, agiscono modulando la sintesi e la liberazione di composti che rivestono un ruolo rilevante nel controllo della reattività immunitaria e dei processi infiammatori.

L’ortica rientra tra le componenti di molte miscele per tisane formulate per alleviare i principali disturbi che caratterizzano le affezioni reumatiche, quali infiammazione, dolore e rigidità. Eccone di seguito un esempio:

Tisana antireumatica:

  • Salix alba, corteccia
  • Urtica dioica, foglie
  • Olea europaea, foglie
  • Betula alba, foglie

Infondere per 10 minuti un cucchiaio da caffè della miscela in una tazza d’acqua bollente. Bere dopo i due pasti principali.

Per il suo elevato contenuto in sali minerali, l’ortica risulta utile come integratore naturale di diversi oligoelementi. Tra questi il potassio (21 mg/g), che può risultare carente in soggetti sottoposti a profuse sudorazioni, oppure a seguito di trattamenti farmacologici antipertensivi (diuretici); il calcio (49 mg/g), il cui supplemento è particolarmente opportuno nei bambini e nelle donne in menopausa, situazioni in cui l’assorbimento intestinale dello ione può essere ridotto e può portare, rispettivamente, ad una condizione di rachitismo o di osteoporosi; il magnesio (4,8 mg/g), la cui carenza nel nostro organismo può essere dovuta ad un’eccessiva sudorazione o a disturbi gastrointestinali o malattie renali che compromettono il riassorbimento tubulare.
Il contenuto in silicio, zinco e vitamine, inoltre, rende  l’ortica molto interessante per il trattamento delle unghie fragili e dei capelli deboli e con doppie punte. Grazie all’effetto antinfiammatorio dello zinco, estratti delle foglie dell’ortica svolgono anche un’azione benefica nella cura dell’acne e di parecchie altre irritazioni cutanee (eczema infantile e eczema nervoso). Infine, la presenza di flavonoidi conferisce all’ortica proprietà dermopurificanti e astringenti, che contribuiscono a contrastare l’eccessiva produzione di sebo a livello del cuoio capelluto e ad alleviare la sensazione di prurito che spesso la accompagna.

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