Non solo olio dall’ulivo per la salute del sistema cardiocircolatorio

011413_olivoL’ulivo è una pianta tipica delle regioni mediterranee. In Palestina, Siria e a Creta l’ulivo è coltivato da millenni. Un importante ruolo nella sua diffusione è stato probabilmente rivestito dai navigatori fenici, che, a partire dal 1200 a.C. circa, fondarono le loro colonie commerciali lungo le coste del Mediterraneo, iniziando la coltivazione dell’ulivo in Sicilia, nella Spagna Meridionale e nell’Africa Settentrionale.
L’olio che si può ottenere dai suoi frutti era noto già almeno dal 2400 a.C. Durante alcuni scavi condotti a Santorini, isola situata a nord di Creta, sono stati rinvenuti utensili per l’estrazione dell’olio, che risalirebbero all’epoca intorno al 2000 a.C. L’olio di oliva era considerato dagli antichi greci un prodotto di bellezza e per la cura del corpo. Veniva anche impiegato in alcuni trattamenti curativi, come ad esempio per la cura delle ferite. Serviva, inoltre, per  l’illuminazione nelle lampade ad olio.
Oggi la maggior parte dell’olio di oliva prodotto viene utilizzato come olio commestibile. Dal punto di vista nutrizionale, gli viene attribuita una grande importanza per il suo elevato contenuto di acido oleico (56-83%), un acido grasso monoinsaturo, più stabile alle alte temperature rispetto agli acidi grassi polinsaturi; per questo motivo l’olio di oliva ha un punto di fumo elevato e risulta particolarmente adatto per le fritture. La resistenza alla luce, all’aria e al calore, limita la formazione di prodotti di perossidazione lipidica, dimostratisi particolarmente nocivi per la salute umana.
Il consumo di olio di oliva come ingrediente nella cosiddetta dieta olio di olivamediterranea è considerato benefico per la salute sia del sistema cardiocircolatorio, sia dell’intestino, come confermato dal minor numero di patologie che interessano questi due apparati nell’area mediterranea.
Altre componenti dell’olio (che costituiscono la frazione insaponificabile), presenti in quantità nettamente inferiori rispetto agli acidi grassi (95-99%), sono i secoiridoidi, tra cui idrossitirosolo, tirosolo ed oleoeuropeina. Queste sostanze oltre ad avere un effetto antimicrobico, vantano anche proprietà antiossidanti, che sono probabilmente responsabili di molti degli effetti biologici attribuiti all’olio di oliva, tra cui attività antinfiammatoria, antiaterogena ed antitumorale.
I secoiridoidi sono presenti in concentrazioni superiori nelle foglie dell’ulivo. In particolare l’oleoeuropeina è stata oggetto di numerosi studi, a partire dagli anni ’70. Petkov e Manolov, in esperimenti in vivo su animali, hanno dimostrato che l’oleoeuropeina potrebbe svolgere attività ipotensiva, antiaritmica e vasodilatativa sulle coronarie, grazie alla sua azione antagonista dei canali del calcio di tipo L. Questi canali L inibiti bloccano la contrazione muscolare e riducono la gittata cardiaca, riducendo così il volume totale del sangue circolante e conseguentemente la pressione arteriosa. L’attività antipertensiva attribuita a preparati ottenuti dalle foglie d’ulivo è stata oggetto di valutazione di uno studio clinico, condotto in doppio cieco e randomizzato, che ha utilizzato il Captopril, farmaco antipertensivo, come controllo positivo. L’estratto standardizzato assunto per 8 settimane ad una dose di 2 x 500 mg/giorno ha mostrato di avere un’efficacia, agendo favorevolmente sia sull’ipertensione sistolica che diastolica, paragonabile a quella del farmaco, generalmente somministrato ad una dose pari a 2 x 12.5-25 mg/giorno. Il trattamento con l’estratto ha, inoltre, provocato una significativa riduzione dei trigliceridi nel sangue, a livello dei quali il Captopril non agisce.
L’effetto positivo dell’oleoeuropeina sul metabolismo dei lipidi è stato osservato in diversi esperimenti in vivo condotti sui ratti. I risultati hanno dimostrato che l’estratto di foglie d’ulivo è in grado di mitigare gli effetti dannosi di una dieta ad elevato contenuto di carboidrati e grassi, andando a ridurre i processi infiammatori cronici e lo stress ossidativo. Lo stress ossidativo è una condizione patologica causata da disturbi del fisiologico sistema ossido-riducente, presente in ogni organismo vivente, che mantiene l’equilibrio fra la produzione e l’eliminazione di specie chimiche ossidanti. È l’eccesso di queste ultime ad essere implicato nello stress ossidativo, ritenuto responsabile dei danni a livello cardiovascolare ed epatico, e dei disturbi del metabolismo. Un’eccessiva produzione di specie ossidanti, infatti, provoca l’ossidazione delle proteine, del DNA e anche dei grassi (perossidazione lipidica). I prodotti che derivano dalla perossidazione dei lipidi (più precisamente degli acidi grassi polinsaturi) possono contribuire significativamente alla formazione di placche ateromatose a livello dell’endotelio vasale. In questo contesto, i polifenoli presenti nelle foglie d’ulivo possono intervenire proteggendo gli acidi grassi dalla perossidazione lipidica, riducendo a lungo andare il rischio di disturbi cardiovascolari.

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