Orzaiolo : cause, sintomi e cura

foto orzaioloL’orzaiolo, patologia associata all’occhio, è uno dei disturbi più frequenti che interessa gli organi che permettono di vedere. Anche per questo è estremamente fastidioso, arrivando ad impedire una corretta visione e spesso modificandola. Essendo ormai la vista sempre molto sotto stress perché “attiva” su telefonini, video, tablet e quant’altro, questo problema risulta anche ulteriormente condizionante nella quotidianità di quasi tutti. Ma quando siamo di fronte ad un orzaiolo o ad altra patologia sempre legata agli occhi? Esistono diversi tipi di orzaiolo? Vediamo meglio cause, sintomi e caratteristiche specifiche.

Cosa è

L’orzaiolo dell’occhio, perché il termine è legato a questa zona, è una infiammazione delle ghiandole sebacee delle ciglia, sia sulla palpebra superiore che sulla rima (la parte fissa sottostante). Questa infiammazione acuta genera un rigonfiamento più o meno purulento abitualmente nella parte esterna dell’occhio, ma capita anche che possa presentarsi internamente aumentando purtroppo il fastidio.

Cause

Le cause dell’orzaiolo all’occhio sono molteplici, da predisposizione per infiammazione patologica, ovvero chi soffre di blefarite, che è una infiammazione cronica che coinvolge la palpebra, è molto predisposto, alla produzione eccessiva di sebo generato da pelle molto grassa, anche nella zona degli occhi, oppure può anche essere causata da cattiva igiene, la non detersione dell’occhio favorisce il proliferare di batteri. Esistono anche alcune concause, come purtroppo batteri con cui si viene inavvertitamente a contatto che sfregandosi o toccandosi gli occhi si posso trasferire e degenerare in questa infiammazione (attenzione quindi a dove si mette le mani ed a lavarsele spesso), oppure l’uso di cosmetici non di qualità possono contribuire ad infiammare la parte che risulta più sensibile e quindi più predisposta.

Classificazione

I due tipi di orzaiolo si differenziano per la posizione, quello esterno è strettamente legato ad un follicolo ostruito che si infiamma generando pus ed è visibile esternamente. L’orzaiolo interno all’occhio è legato all’infiammazione delle ghiandole di Meibomio (situate nella zona interna vicina al naso) che sono a contatto con il bulbo oculare. Sono ghiandole che controllano la secrezione “grassa”, ricoprendo il film lacrimale, e che aiutano a mantenere l’umidità dell’occhio. Sintomi In entrambi i tipi di orzaiolo, si genera un rigonfiamento, la comparsa di secrezione infiammatoria più o meno consistente (pus), ma si ha anche dolore (quello interno è di livello maggiore) e arrossamento generale dell’occhio dove il problema compare ed una lacrimazione anomala. La sua durata varia dai casi lievi che in 4 giorni il percorso di infiammazione e riassorbimento si conclude, a casi più lunghi che diventano ovviamente più gravi e fastidiosi che possono degenerare in un calazio, una patologia di livello superiore. In base alla situazione è indispensabile andare a scegliere il trattamento specifico.

Cura

La terapia è pressoché rivolta all’uso di antibiotici che bloccano l’infezione e dunque guariscono dalla patologia. Tali antibiotici si assumono per via topica, sotto forma di colliri o pomate oculari, per lo più e per via sistemica sotto forma di compresse o capsule o quant’altro, privilegiando la via orale. L’applicazione di impacchi caldi direttamente nella sede dell’orzaiolo può dare sollievo. Meglio astenersi da quelle pratiche tendenti a far scoppiare l’orzaiolo, la tecnica è giusta ma non va fatta da mani inesperte per non peggiorare la situazione compresa la possibilità di assistere a superinfezioni a causa di trattamenti non del tutto effettuati osservando le norme igieniche del caso. Solo quando l’occlusione del dotto ove si sia formato l’orzaiolo può farsi impegnativo, l’oculista può decidere di praticare una piccola incisione liberando il tutto.

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