Interazioni tra cibo e farmaci: consigli per evitarli

foto alimenti farmaciLa medicina ha appurato da tempo che l’alimentazione cambia il modo in cui l’organismo assimila i farmaci in 2  direzioni: facilita l’assimilazione e dunque aumenta gli effetti positivi del farmaco. Ma anche il contrario, può cioè vanificare l’effetto curativo del farmaco fino ad annullarlo. Semplici accorgimenti possono evitare di intensificare non solo gli effetti collaterali di farmaci e fitoterapici, ma anche impedire che errate combinazioni alimentari, danneggino direttamente le nostre mucose e creino spiacevoli effetti indesiderati.

Ecco alcune indicazioni utili basate sulla guida pubblicata dall’FDA relativa all’interazione tra i farmaci più comuni, i cibi e le bevande che normalmente potrebbero fare parte della nostra alimentazione.

1) Antistaminici

Gli antistaminici  vengono utilizzati in caso di allergia e dei sintomi tipici del raffreddore, soprattutto se legato a fenomeni allergici. Bloccano il rilascio dell’istamina da parte dell’organismo quando incontra la sostanza indesiderata. L’FDA consiglia di evitare gli alcolici quando si assumono antistaminici, perché possono aumentare l’effetto sonnolenza tipico di questi farmaci.

2) Analgesici e antipiretici

Gli analgesici e gli antipiretici vengono utilizzati per alleviare il dolore e la febbre. L’FDA prende come esempio lil paracetamolo o acetaminofene, prescritto in caso di artrite, dolori e febbre. La raccomandazione per questo e altri antidolorifici è di evitare gli alcolici. In particolare, il paracetamolo può causare danni al fegato che rischiano di aggravarsi se si devono tre o più bevande alcoliche al giorno. Con il paracetamolo (Tachipirina) bisogna evitare di assumere alcolici, per evitare proprio i problemi al fegato.

3) Fans

I Fans, o farmaci anti-infiammatori non steroidei, vengono utilizzati per alleviare dolori, febbre e infiammazione. Si tratta sia di farmaci da banco che di medicinali da richiedere solo con ricetta medica. Tra gli esempi più noti di Fans troviamo l’aspirina, l’ibuprofene e il naproxene. Il consiglio dell’Fda è di assumere questi medicinali con del cibo se da soli disturbano lo stomaco, e ancora una volta di evitare gli alcolici, soprattutto per il rischio di emorragie a livello dello stomaco.

4) Farmaci per l’asma

Nel caso dei farmaci per l’asma utilizzati come broncodilatatori, l’Fda consiglia di evitare alcolici e caffeina, che possono accrescere il rischio di effetti collaterali, come nausea e tachicardia. Inoltre suggerisce di consultare il medico riguardo i cibi da evitare a seconda del medicinale assunto.

5) Diuretici

Alcuni diuretici possono causare la perdita di potassio, calcio e magnesio nell’organismo. Altri diuretici invece possono aumentare i livelli di potassio. In questo caso l’Fda indica di evitare cibi troppo ricchi di potassio, come banane, arance, verdure a foglia verde e sostituti del sale che contengano potassio. Se si assumono integratori a base di potassio, bisogna avvisare il medico.

6) Statine

Le statine sono farmaci prescritti per inibire la sintesi del colesterolo. Possono interagire con il succo di pompelmo e provocare effetti collaterali. Dunque è necessario fare la massima attenzione ai succhi di frutta da scegliere e anche alle altre bibite che possono contenere succo di pompelmo.

7) Farmaci per la pressione alta

I farmaci prescritti per abbassare la pressione alta possono creare effetti collaterali nel caso di una dieta molto ricca di potassio. Un’alimentazione ricca di cibi come banane, arance e ortaggi a foglia verde potrebbe causare effetti indesiderati, come palpitazioni cardiache, in chi assume medicinali contro l’ipertensione.

8) Anticoagulanti

Alcuni alimenti possono interagire con l’efficacia dei farmaci anticoagulanti, riducendone gli effetti. Coloro che assumono farmaci per fluidificare il sangue dovrebbero fare attenzione a broccoli, spinaci e cibi ricchi di vitamina K. Anche bevande come il tè verde possono interferire con l’effetto dell’anticoagulante. I vegetali a foglia verde ricchi di vitamina K possono annullare l’efficacia di anticoagulanti come il Coumadin. Meglio chiedere maggiori informazioni al medico.

9) Benzodiazepine

L’assunzione di succo di pompelmo può inibire gli enzimi implicati nel metabolismo delle benzodiazepine e aumentarne gli effetti. L’Fda raccomanda inoltre di evitare il consumo di alcolici in abbinamento ai farmaci antidepressivi perché ciò può provocare effetti collaterali, a partire dall’incremento di debolezza e sonnolenza.

10) Antibiotici

Le interazioni tra antibiotici e farmaci possono variare a seconda del tipo di medicinale assunto, dunque si consiglia di consultare il medico per informazioni specifiche. Alcuni alimenti e bevande che potrebbero interagire con l’assunzione di antibiotici e in alcuni casi ridurne l’efficacia o causare effetti collaterali sono: succo d’arancia, bevande che contengono caffeina, cibi ricchi di fibre (che potrebbero rallentare l’assorbimento dei medicinali), banane, uova, formaggi, latticini, latte e derivati.

 

11) Anticoncezionali 

L’Iperico, detto anche Erba di San Giovanni, è una sostanza utilizzata largamente in fitoterapia perché ha molteplici proprietà benefiche: combatte la nausea, allevia i disturbi digestivi, ha effetto astringente per la diarrea e, soprattutto, esercita un notevole effetto antidepressivo. È bene però fare attenzione, se si assumono specialità a base di iperico e, nel contempo, si sta prendendo un contraccettivo di tipo ormonale. Infatti nell’iperico sono contenuti alcuni sostanze che, proprio come l’anetolo e la bergamottina, possono ridurre l’azione contraccettiva causando una diminuzione della concentrazione nel sangue dell’etinilestradiolo. Le donne sotto contraccettivi ormonali che prendono farmaci o integratori a base di iperico possono andare incontro a perdite di tipo mestruale, anche se non sono state segnalate gravidanze indesiderate. È bene comunque assumere un contraccettivo a effetto barriera per scongiurare qualsiasi rischio. L’iperico è contenuto in prodotti di libera vendita, quindi è possibile che una donna possa assumerlo di propria iniziativa senza che il medico ne sia informato. E’ importante perciò che al momento della prescrizione di un contraccettivo il ginecologo si accerti se la donna fa uso di integratori a base di iperico e la si informi dell’eventualità di possibili interazioni. Anche i farmacisti, nel momento in cui vendono un prodotto con iperico a una donna in età fertile, devono accertarsi che essa non faccia uso di contraccettivi orali.

Alcuni farmaci sono sicuri: ne è un esempio il paracetamolo, attivo contro febbre, sindromi da raffreddamento e anche dolori. In altri casi, è bene prestare maggiore attenzione. È possibile che si verifichi un ridotto effetto contraccettivo con alcuni antibiotici, anticoagulanti orali, antifungini, barbiturici, anticonvulsivanti (antiepilettici), alcuni antivirali, lassativi, retinoidi: meglio aggiungere un contraccettivo con sistema di barriera. In altri casi, è il contraccettivo ad aumentare l’effetto del farmaco causando possibile tossicità. Può capitare con alcuni antidepressivi e ansiolitici oppure con beta bloccanti adrenergici (farmaci per le aritmie). In altri casi ancora succede proprio il contrario: i farmaci hanno una ridotta efficacia a causa dell’effetto degli ormoni, può capitare, per esempio, con il clofibrato (un farmaco anti colesterolo), con la guanetidina e la metildopa (antipertensivi), con alcuni antidiabetici, con il broncodilatatore teofillina. Gli effetti tra farmaci, insomma, possono essere molti: ecco perché è essenziale chiedere sempre, in caso di dubbio, al ginecologo, al medici curante o al farmacista.

Evitare l’anice , una pianta che viene utilizzata per la produzione di dolci, liquori o per regalare sapore ai piatti. Contiene un elemento, l’anetolo, che favorisce la digestione, combatte i disturbi articolari, combatte i disturbi respiratori, elimina l’eccesso di gas intestinale. L’anetolo, svolge però un’azione estrogenica e può quindi avere interazioni con i trattamenti ormonali per la menopausa o anche con la pillola contraccettiva, di cui può aumentare l’azione, con effetti nocivi per l’organismo. Mangiare un ghiacciolo all’anice ovviamente non espone a rischi. Maggiore attenzione, invece, occorre con il pompelmo e il bergamotto: è bene non assumere troppo succo di pompelmo o tè al bergamotto se si è sotto trattamento contraccettivo. La bergamottina, contenuta in questi agrumi, agisce sul citocromo P450, un complesso di enzimi del fegato che regola il metabolismo delle sostanze introdotte nell’organismo. La bergamottina diminuisce l’attività degli enzimi. Il farmaco non viene così metabolizzato e non esprime il suo effetto: può quindi avere una minore azione contraccettiva. Le interazioni del succo di pompelmo o del tè al bergamotto si verificano quando essi sono consumati in grandi quantità: 1-2 bicchieri al giorno non sono in grado di modificare in modo consistente l’effetto di un farmaco.

 

12) Ormoni tiroidei (ipotiroidismo)

Assumere levotiroxina una volta al giorno al mattino a stomaco vuoto, almeno 30-60 minuti prima di assumere qualsiasi alimento. Informare il medico se si assume farina di soia, noci e fibre nella dieta, in quanto può essere necessario modificare la dose del farmaco.

 

Interazioni farmacologiche sono possibili anche con gli integratori alimentari e fitofarmaci per cui è molto importante evitare il “fai da te” ma rivolgersi sempre al medico o al farmacista prima di assumere qualsiasi tipo di integratore o di pianta medicinale.

 

L’ importanza dell’acqua

Importante assumere i farmaci con l’acqua:

Impedisce al farmaco di incollarsi alla parete dello stomaco ed esofago, causando ulcerazioni, specie antinfiammatori, potassio e ferro.

Permettono al farmaco di attraversare più velocemente possibile stomaco ed intestino e di dissolversi rapidamente.

Può essere utile nelle infezioni delle vie urinarie o nelle calcolosi.

L’acqua calda non è quasi mai consigliabile, mentre quella ghiacciata accelera il passaggio attraverso lo stomaco.

Le acque alcaline sono controindicate nel caso di corticosteroidi o farmaci attivi sul sistema cardiovascolare, ma vanno benissimo con gli antibiotici.

 

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