Aborto spontaneo

Con il termine aborto ci si riferisce all’interruzione di una gravidanza nei primi 180 giorni dalla data dell’ultima mestruazione ossia nelle prime 25 settimane più 5 giorni di gestazione.

L’aborto spontaneo di norma si verifica durante il primo trimestre di gravidanza e sono il 15-20% delle gravidanze ad andare incontro ad interruzione spontanea.

Nella maggior parte dei casi non si riesce ad identificare la causa dell’aborto spontaneo, spesso l’episodio è sporadico e non si ripete nella stessa donna che non ha quindi probabilità superiori alla norma di incorrervi nuovamente nelle successive gravidanze.

Gli aborti sporadici sono nella maggior parte dei casi dovuti ad anomalie cromosomiche dell’embrione che lo rendono incompatibile con la vita e in questa ipotesi l’età della donna è importante perché la probabilità di anomalie cromosomiche e quindi di incompatibilità con la vita aumenta con l’aumentare dell’età materna. Quando la donna ha 40 anni ha il 40% di possibilità di un aborto spontaneo.

L’aborto spontaneo sporadico potrebbe anche essere causato da un’infezione virale contratta dalla mamma nelle prime settimane di gravidanza e che ha danneggiato l’embrione.

In questi casi non ci si deve preoccupare per le gravidanze successive perché sono episodi che non tendono a ripetersi.

Nel caso invece ci siano altre cause gli aborti spontanei si ripetono e si parla di aborti ripetuti o ricorrenti di cui si devono ricercare i motivi.

Le cause possono essere:

  • Cause genetiche e cromosomiche, i genitori sono portatori di alcune anomalie genetiche per cui è necessario studiare la situazione con un genetista.
  • Cause immunologiche per cui l’organismo materno attacca l’embrione.
  • Cause materne generali: patologie materne come insufficienza renale cronica, diabete, ipertensione arteriosa, malattie autoimmuni.
  • Anomalie uterine: fibromi specie se sottomucosi, malformazioni uterine come l’utero setto, incontinenza cervicale.
  • Insufficienza luteinica

Se persistono queste condizioni, non sarà possibile portare a termine una gravidanza senza averle, nel caso sia possibile, eliminate.

Si distinguono diversi tipi di aborto spontaneo.

In primo luogo si parla di aborto spontaneo sporadico o di aborto ricorrente se si incorre in tre aborti successivi non intercalati da gravidanze andate a buon fine.

Si parla poi di minaccia d’aborto se vi sono sintomi come perdite di sangue e dolori al basso ventre che possono far temere un aborto, ma è possibile visualizzare l’embrione con l’ecografia e sentire il suo battito cardiaco.

Si ha l’aborto completo quando embrione e placenta vengono espulsi totalmente con un’emorragia e dolori al basso ventre e lombo-sacrali. Questa situazione si presenta più facilmente quando l’aborto avviene tra le 5 e le 7 settimane di gravidanza. In ecografie successive non si visualizza in utero materiale abortivo. A volte la donna non sa nemmeno di essere incinta e può interpretare l’emorragia come un flusso mestruale in lieve ritardo e un po’ più abbondante.

Invece si ha aborto incompleto se l’embrione è morto ma viene espulso solo parte del materiale abortivo. Spesso aspettando un po’ di tempo inizia l’espulsione ma se vi sono residui in utero bisogna eliminarli con un’isterosuzione o con una revisione della cavità uterina detta raschiamento, in anestesia generale.

Aborto interno o ritenuto si ha invece nel caso in cui l’embrione sia morto ma non ci siano né dolori né emorragia, a volte possono scomparire i sintomi della gravidanza come nausea o tensione al seno, ma non tutte le donne avvertono tali sintomi pur avendo una gravidanza normale. Spesso questo aborto si scopre casualmente con un’ecografia e a quel punto si può aspettare una espulsione spontanea del materiale abortivo oppure ricorrere al raschiamento.

In ogni caso dopo un aborto spontaneo completo si può ricercare subito una nuova gravidanza, mentre dopo un intervento di revisione uterina è meglio attendere almeno tre mesi.

Certo molto dipende da come si vive l’evento a livello psicologico, è sicuramente un dolore, ma c’è chi lo affronta cercando subito di rimanere incinta e chi invece necessita di tempi più lunghi per elaborarlo.

In ogni caso bisogna tenere presente che è un evento frequente, ma non si hanno grandi probabilità che ricapiti.

Nonostante ciò, chi ha subito un aborto spontaneo vivrà con maggiore apprensione le gravidanze successive almeno fino a quando avrà superato la settimana di gestazione in cui l’aborto è avvenuto.

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