Oli essenziali per tutti i gusti e vari impieghi

oli_essenzialiGli oli essenziali si prestano a molteplici impieghi. Vengono utilizzati in primo luogo come aromatizzanti, tanto nel settore alimentare quanto in quello cosmetico (in prodotti come i dentifrici ad esempio), e nell’ambito della profumazione, sia personale sia per ambienti. In virtù della loro azione stimolante trovano, poi, ampio impiego nel massaggio stimolante e sportivo e nei bagni tonificanti (canfora, cannella, rosmarino, eucalipto), diluiti per lo più in un olio vettore. I più indicati sono l’olio di mandorle e di jojoba, in quanto neutri e stabili. Alcuni oli essenziali possono, inoltre, svolgere un’azione dermopurificante, dovuta alle loro proprietà antisettiche e antimicrobiche, nei deodoranti, negli shampoo antiforfora e per il trattamento di pelli impure (melaleuca, timo, lavanda, salvia, bergamotto, pino, chiodi di garofano, cannella…).
Utili nelle affezioni delle prime vie respiratorie, essi fanno parte di molti rimedi dall’azione balsamica, come gocce e spray nasali (eucalipto e niaouly), ma non solo, vengono anche inseriti in trattamenti quali le inalazioni. Si versano gli oli essenziali in un vaporizzatore o in un piccolo catino di acqua bollente, da cui avvicinando il viso, si aspira il vapore per 4-5 minuti, possibilmente con un asciugamano sulla testa per evitarne la dispersione.
Infine, gli oli essenziali vantano spiccate proprietà spasmolitiche e sedative, grazie alle quali possono contribuire a ridurre gli spasmi a livello gastrico.

La definizione di oli essenziali corrisponde a quella di prodotti profumati di composizione complessa, ottenuti mediante un processo di distillazione, per lo più in corrente di vapore, o spremitura (per il genere Citrus) da una pianta o una parte di essa correttamente definita a livello botanico. Essi si possono ricavare da:

  • fiori (es. lavanda, arancio)
  • foglie (es. menta, salvia, basilico)
  • corteccia (es. cannella)
  • legno (es. sandalo, cedro)
  • radici (es. angelica)
  • rizomi (es. calamo)
  • frutti (es. limone, bergamotto, anice, finocchio)

Il processo di distillazione più impiegato è quello in corrente di vapore, che sfrutta un sistema di liquidi immiscibili: acqua e sostanze organiche volatili nello specifico. Essendo i due liquidistillazione1-1040x362di non miscibili tra di loro, le rispettive tensioni di vapore (tendenza all’evaporazione) si sommano, per cui la miscela bolle ad una temperatura inferiore al punto di ebollizione dell’acqua, consentendo di salvaguardare le componenti più sensibili. Per citare un esempio, l’eucaliptolo possiede una temperatura di ebollizione intorno ai 180°C; nel corso della distillazione in corrente di vapore, però, passa allo stato di vapore attorno ai 95°C, appena al di sotto del punto di ebollizione dell’acqua.

Gli oli essenziali in base alla loro volatilità più o meno marcata si suddividono in tre note:

  1. Note di cuore
    Sono i profumi morbidi e floreali, dalla volatilità media e costituiscono il cuore di una composizione.
  1. Note di testa
    Sono i profumi che si avvertono per primi, molto volatili, freschi e fruttati come quelli degli agrumi ed hanno un effetto calmante. In una composizione sono le note che si avvertono per prime e si dissolvono velocemente lasciando una piacevole sensazione di leggerezza.
  1. Note di base
    Sono i profumi dalla minor volatilità, caldi e pesanti. In una composizione fissano e legano le altre note rendendo stabile la profumazione. Sono oli ricavati da legni, resine e spezie.

Spesso gli oli essenziali vengono confusi con essenze ed estratti. Il termine “essenza”  non ha valore  dal punto di vista scientifico in quanto non ha in corrispondenza un processo di estrazione. Può voler indicare o un olio essenziale o un estratto. L’estratto è il prodotto della macerazione di una pianta o di talune sue parti con acqua o sistemi idroalcolici (in cosmetica si possono usare tutti i tipi di solventi), anche con l’ausilio di mezzi tecnologici, purché non determinino un’alterazione chimica dell’estratto. Soprattutto in cosmetica gli estratti vengono caratterizzati. Si definisce “concreta” un estratto profumato ottenuto da materiale vegetale fresco mediante estrazione con un solvente non acquoso. Nel caso in cui la droga sia un balsamo, una gomma o una resina, si ottiene un “resinoide”, che può essere usato in questa stessa forma dai profumieri. Le concrete possono subire un altro trattamento, l’estrazione con alcol, allo scopo di ottenere un prodotto più puro, l’“assoluta”.

Gli oli essenziali sono costituiti in gran parte da composti mono e sesquiterpenici, in misura minore anche da derivati fenolici, che caratterizzano in particolare le spezie. È importante tenere presente che alcune sostanze sono classificate come neurotossiche, è il caso del tujone, e altre come sostanze a rischio: mentolo, canfora, cineolo. Vi sono, poi, sostanze contenute nei prodotti cosmetici che vanno specificate nell’elenco degli ingredienti se la loro concentrazione supera un determinato valore: lo 0.001% nei prodotti che non vengono risciacquati; lo 0.01% in quelli destinati ad essere risciacquati. Tali composti sono: citrale, eugenolo, idrossicitronellale, isoeugenolo, geraniolo, farnesolo, linalolo, citronellolo, limonene.

Don`t copy text!