Lievito di birra per il corretto metabolismo dei nutrienti e la salute degli annessi cutanei

lievito frescoIl lievito di birra è costituito da colonie di funghi microscopici appartenenti a ceppi selezionati di Saccharomyces cerevisiae che si trovano allo stato naturale sulla buccia di alcuni tipi di frutta e nel mosto della birra, da cui il nome. Questi funghi vengono fatti crescere e moltiplicare su terreni di coltura naturali a composizione prevalentemente zuccherina (melasse, arricchite in fattori di crescita). Utilizzando il substrato nutritivo, essi sintetizzano proteine di alto valore biologico (ricche in aminoacidi essenziali, presenti nel lievito per oltre il 50%), carboidrati (in particolare glicogeno) e vitamine (soprattutto del gruppo B; colina); inoltre accumulano al loro interno sali minerali ed oligoelementi.

Oltre a ripristinare l’equilibrio della flora intestinale quando questo viene alterato dall’uso di antibiotici, specialmente in bambini ed anziani, il microrganismo Saccharomyces cerevisiae viene impiegato per favorire l’assorbimento di principi nutritivi, e in particolare delle vitamine del gruppo B, agendo sempre a livello della popolazione microbica intestinale.
L’aggiunta di Saccharomyces cerevisiae alla dieta facilita lo sviluppo di alcuni microrganismi coinvolti nelle funzioni digestive, migliorando la digeribilità e l’assorbimento di molti micronutrienti.
Studi sperimentali hanno dimostrato che un supplemento dietetico con Saccharomyces cerevisiae, somministrato ad animali da allevamento carenti di vitamina B6 (piridossina) per promuoverne la crescita, è stato in grado di ridurre il fabbisogno di piridossina da un quantitativo di 6 mg/kg a 0,3 mg/kg, in assenza di qualsiasi ritardo della crescita o disturbo neurologico legato alla ipovitaminosi B6, tenendo presente che il fabbisogno di piridossina per la normale crescita è approssimativamente di 3 mg/kg.

Il lievitlievito-seccoo di birra secco, ottenuto con un’essiccazione rapida e a bassa temperatura, conserva intatti tutti i fattori nutrizionali del lievito “vivo”, mentre risultano inattivati gli enzimi e quindi la capacità fermentativa. Come il lievito vivo, anche quello secco viene impiegato per l’integrazione di vitamina B, sali minerali ed altri principi nutritivi, ma la sua attività biologica più nota è legata alle dermatopatie: acne, dermatite seborroica, pelle grassa. Alcuni fattori presenti nelle cellule di Saccharomyces cerevisiae possono influire sul metabolismo di lipidi e carboidrati. In modo particolare contribuiscono all’azione del lievito la colina, che svolge un ruolo chiave nel metabolismo dei grassi ed è una componente fondamentale dei fosfolipidi di membrana, e le vitamine del gruppo B, che agiscono tutte, in modo sinergico, sui sistemi di regolazione del metabolismo dei nutrienti.

Vanno ricordate poi le attività trofiche del lievito sugli annessi cutanei, quali capelli e unghie. Risulta, infatti, un supplemento ideale per la donna dopo il parto per prevenire la caduta dei capelli, molto frequente in questo periodo. Sia nel trattamento di unghie e capelli fragili sia della pelle grassa e impura è molto interessante anche l’associazione del lievito con l’ortica, grazie alla sua ricchezza in silicio, zinco e vitamine. Proprio all’effetto antinfiammatorio dello zinco si deve l’azione benefica dell’ortica nella cura dell’acne e di parecchie altre irritazioni cutanee (eczema infantile ed eczema nervoso).
Un’altra associazione degna di nota è quella con l’olio di borragine, ricco di acidi grassi essenziali, come l’acido gamma-linolenico e l’acido linoleico, precursori dei fosfolipidi che costituiscono la membrana cellulare. Inoltre, l’alto tenore di acido gamma-linolenico permette all’olio di borragine di modulare la risposta immunitaria della pelle di fronte ad aggressioni o malattie cutanee come la psoriasi.

Infine, tornando al lievito di birra, per il suo rilevante contenuto in proteine di alto valore biologico e in sali minerali, costituisce un ottimo ricostituente nei casi di carenze nutrizionali, specie in caso di diete povere di alimenti proteici, nei casi di convalescenza e condizioni di stress psicofisico; il lievito è consigliato anche agli sportivi, sia come integratore di sali minerali sia di proteine.

Il lievito di birra è disponibile per eslievitosere assunto come integratore sotto forma di pastiglie, capsule, tavolette, scaglie, e anche liquido. Si raccomanda di conservarlo lontano dall’umidità e di richiudere bene i contenitori. Le scaglie possono essere consumate nell’insalata, nel riso o utilizzate per preparare delle salse. Mescolato al cibo, ne facilita la digestione, soprattutto nel caso di carboidrati. Si consiglia l’assunzione di 30-60 g di lievito di birra al giorno, ma potrebbe essere troppo e causare disturbi intestinali, perciò è opportuno iniziare con dosaggi più bassi come 10-15 g.

Effetti collaterali e controindicazioni:

Non sono noti dalla letteratura effetti collaterali, controindicazioni o particolari precauzioni d’uso alle dosi raccomandate. Se assunto a dosi elevate il lievito vivo può provocare in soggetti sensibili lievi disturbi intestinali, generalmente di breve durata (per il suo contenuto in cellule vive).  Nel caso di gravi deficit immunitari e infezioni da candida è preferibile prima sentire il parere di un medico.
Se il lievito di birra viene assunto con finalità dietetiche o come tonico è consigliabile utilizzare il lievito secco.

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