Con il fieno greco torna l’appetito

Il fieno greco (Trigonella foenum-graecum L.) è una pianta erbacea annuale subspontanea nelle regioni mediterranee appartenente alla famiglia delle Fabaceae. La parte impiegata in fitoterapia è data dai semi marroncini raccolti a piena maturità. Il fieno greco è stato utilizzato per secoli nella medicina popolare come tonico e ricostituente, indicato negli stati di debolezza e di astenia, nei casi di mancanza di appetito, nelle convalescenze, nelle anemie e nel rachitismo. La pianta e in particolare i suoi semi contengono un’elevata concentrazione di principi nutritivi essenziali, quali proteine di elevato valore biologico, lecitina, sali minerali, come ferro, manganese e fosforo, e vitamine del gruppo B, aspetto che sicuramente contribuisce alle sue proprietà ricostituenti. L’associazione di queste sostanze, che intervengono con un’azione stimolante in numerose vie del metabolismo intermedio, rendono il fieno greco un alimento adatto allo sportivo per la sua positiva influenza sul metabolismo e per la sua capacità di integrare aminoacidi essenziali e sali minerali perduti nel corso di sforzi fisici intensi o prolungati. Accanto a questi nutrienti sono presenti saponine steroidiche (glicosidi di origine naturale che sono in grado di formare con l’acqua soluzioni colloidali che schiumeggiano se agitate). Questi composti sono di notevole interesse considerata la loro somiglianza con corticosteroidi e ormoni sessuali, motivo per cui il nostro organismo li “riconosce” come ormoni. Alcuni di essi, pertanto, possono svolgere un’azione a livello endocrino stimolando l’appetito.

Studi di farmacologia hanno confermato l’azione tonica e ricostituente dei semi di trigonella nei ratti. È stato osservato che il fitocomplesso della droga, in particolar modo la frazione cofenugreek_1806710cstituita da saponine steroidiche, è in grado di aumentare sensibilmente il consumo di cibo nell’animale e rafforzare la sua motivazione ad esso. Tale effetto sul comportamento alimentare pare sia dovuto in minima parte ad effetti centrali, in gran parte, invece, ad un’aumentata percezione del gusto del cibo (palatabilità). Inoltre, l’aumento dell’appetito nel ratto negli studi condotti non è stato accompagnato da un aumento di peso degno di nota, come invece si potrebbe supporre. Si è verificato solo un modesto aumento del peso corporeo, più evidente dopo la seconda settimana di trattamento, comunque non significativamente elevato rispetto al gruppo di controllo.

Diversi studi scientifici hanno dimostrato, poi, come il fieno greco possa contribuire a contrastare il diabete, in virtù della sua azione ipoglicemizzante. Questo effetto sembra essere dovuto a una molecola identificata verso la fine degli anni ’90, la 4-idrossiisoleucina, un aminoacido che aumenta il rilascio di insulina in risposta ai livelli di glucosio. Tale effetto è strettamente concentrazione-dipendente. Infatti, inefficace a basse (3 mmol/l) o basali (5 mmol/l) concentrazioni di glucosio, l’aminoacido risulta in grado di potenziare la secrezione di insulina in presenza di concentrazioni di glucosio superiori alla norma (6.6-16.7 mmol/l).

All’attività della 4-idrossiisoleucina potrebbe essere legato anche l’effetto sull’appetito e sul consumo di cibo. Infatti, aumentando la liberazione di insulina in risposta al pasto, la Trigonella foenum-graecum potrebbe determinare un’iperinsulinemia e, di conseguenza, un’ipoglicemia reattiva ed un senso di fame.

Oltre alle sue indicazioni tradizionali, al fieno greco si attribuiscono proprietà galattogene (favorenti la lattazione), anche se i suoi semi contengono un olio essenziale che ricorda l’odore delle capre e, passando nel latte della nutrice, conferisce ad esso un sapore sgradevole. Meno dimostrate sono invece le sue proprietà anticolesterolemiche ed afrodisiache.

Consigli d’uso

Il fieno greco si trova sotto forma di estratto secco (si consiglia di non superare la dose di 1,5 g al dì), tintura madre (30/40 gocce 2 o 3 volte al giorno a stomaco vuoto) o essiccato in polvere da miscelare con yogurt, miele o marmellata. È possibile assumere fieno greco anche in decotto preparato con un cucchiaio di semi tritati grossolanamente e messi in acqua bollente per 10 minuti circa.

Controindicazioni

Il fieno greco, se assunto nelle dosi consigliate è ben tollerato. Pertanto, si raccomanda di non eccedere nelle dosi per evitare di incorrere in sintomatologie quali nausea, gas intestinali e diarrea. Inoltre, non deve essere assunto da donne in gravidanza e se si stanno assumendo farmaci anticoagulanti o farmaci per il controllo di zucchero nel sangue, a meno che non sia indicato dal medico.

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